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All'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di Polizia Tributaria

Renzi: l’Italia non è spacciata, ce la faremo

Il premier, accompagnato dal ministro dell’Economia, parla agli allievi della Guardia di Finanza e torna sul tema delle riforme, ieri al centro dell’incontro con il Capo dello Stato. "Possiamo riformare la Costituzione, la legge elettorale, un mercato del lavoro non con meno diritti ma con meno alibi per chi deve investire e più diritti per chi non ne ha mai avuto" il messaggio ribadito. Definisce “sacrosanta” la battaglia a evasione fiscale e corruzione e assicura “finito il tempo dei furbi”

Il premier Renzi con il ministro dell'Economia, Padoan e il comandante generale della Guardia di Finanza (foto Ansa)
OSTIA -

A due giorni dal via libera della Camera al Jobs Act, il premier Renzi è tornato sul percorso delle riforme, tema al centro del suo incontro, ieri, con il presidente Napolitano al Quirinale, e lo ha fatto a Ostia dove, insieme a ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.

"Possiamo riformare la Costituzione, la legge elettorale, un mercato del lavoro non con meno diritti ma con meno alibi per chi deve investire e più diritti per chi non ne ha mai avuto". Così il presidente del Consiglio, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione. E ancora: "È un po' frustrante sentirsi dire che le cose non possono cambiare. Questo Paese non è spacciato e non è nelle mani dei furbi. Per la prima volta , è la volta buona. Ce la facciamo, ma – ha sottolineato Renzi - serve il contributo di tutti. L'Italia o la salvano i cittadini o non la salva nessuno".

Tornando sulle riforme, il presidente del Consiglio ha assicurato che "c'è un vasto consenso e andremo avanti velocemente". Poi ha aggiunto: "Il processo di riforme attualmente iniziato - ha ribadito - è un processo in cui ogni giorno mettiamo un pezzettino al puzzle. Non è chiaro ancora a tutti che c'è la cornice, ma c'è". Guardando avanti il Capo dell’esecutivo ha spiegato: "Stiamo realmente incidendo su tutti gli strumenti che consentiranno alla politica di non avere più blocchi perché il cambio delle regole a monte consentirà di essere pienamente operativi".

Rivolgendosi direttamente alla platea di giovani finanzieri ha dichiarato: "Il primo pensiero va innanzitutto agli allievi della scuola perché io sono convinto che qualsiasi riforma riusciremo a fare, e vi garantisco che ce la stiamo mettendo tutta, solo l'adempimento con onore e disciplina di tutti e di ciascuno, partendo da chi ha incarichi di Governo fino ai cittadini che si alzano la mattina presto e che sono i vero eroi della quotidianità, riusciremo a cambiare questo Paese". Per il presidente del Consiglio "è sacrosanta la battaglia all'evasione che dobbiamo fare e ed è impressionante leggere il dato, 91 miliardi mi pare, venuto fuori dalla Commissione, sono quasi sei punti di Pil. Questo dato esiste e va combattuto". Poi la rassicurazione: "Sono anni che ci diciamo che le cose non possono cambiare, che ci sentiamo condannati ad avere l'evasione e la corruzione più alta, che tutti gli sforzi che si possono fare poi sono vanificati perché i furbi riescono ad avere la meglio. È finito il tempo in cui chi si ritiene furbo possa pensare di avere la meglio".

Infine, una certezza: "È la semplicità il presupposto alla lotta alla criminalità, non servono altre leggi per stangare in modo definito coloro che violano le norme e lo fanno in modo inaccettabile.". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno di studi 2014/2015 della Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza a Ostia. "Dobbiamo fare - ha sottolineato - uno sforzo di semplicità, è la semplicità il valore", sottolineando come le norme messe in campo dal Governo prevedano "questo cambio di approccio".



Ultima Modifica: 28 novembre 2014, 11:27
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