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Da lunedì la legge alla prova degli emendamenti alla Camera dei deputati

Renzi: il Jobs Act è di sinistra
Landini: no di maggioranza operai

Il leader della Fiom corregge il tiro dopo aver affermato da Napoli che il premier non ha “il consenso degli onesti". Parole che hanno provocato le reazioni del presidente Pd. Orfini: così ''offende milioni di lavoratori'' e di quello di Confindustria Squinzi: io sono ''molto onesto'', anzi ''più che onesto''. E il premier-segretario scrive su ‘la Repubblica’: “Ci sono due modi per cambiare l'Italia: farlo noi da sinistra; oppure farlo fare ai mercati, da fuori. Ma le ricette sarebbero diverse”

In alto il premier Renzi; sotto, il leader Fiom, Landini (foto Ansa)
ROMA -

Ancora forti polemiche intorno alla riforma del Lavoro. Da lunedì il voto sugli emendamenti al Jobs Act, con il ministro del lavoro Poletti che assicura: "Il Parlamento lo ha migliorato". Intanto, sullo sciopero generale del 12 dicembre prosegue lo scontro tra Renzi e i sindacati che lo hanno indetto: Cgil e Uil.

Una frase di Landini getta benzina sul fuoco dei rapporti tra Governo e sindacati. Parlando a Napoli il segretario generale della Fiom ha affermato che Renzi non ha ''il consenso di chi lavora e delle persone oneste''. Così ''offende milioni di lavoratori'' ha subito replicato il presidente del Pd, Orfini: mentre il leader di Confindustria, Squinzi ha detto: io sono ''molto onesto'', anzi ''più che onesto''. Landini ha poi precisato di non aver ''mai pensato che Renzi non abbia il consenso degli onesti. Ho detto che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano e che sono nella parte onesta del Paese che paga le tasse".

Il presidente del Consiglio scrive una lettera a ‘la Repubblica’ per ribadire le ragioni delle scelte del suo esecutivo in materia. "La riforma del mercato del lavoro è di sinistra, come lo è il Pd al fianco dei più deboli", dichiara sulla prima pagina del quotidiano Renzi sottolineando: "Non possiamo permetterci di restare fermi a un passato glorioso, ma occorre rivitalizzarlo ogni giorno". Dal premier-segretario anche una rivendicazione a titolo del Partito democratico che, aggiunge “ha bisogno di esami del sangue”. Infine una chiosa: “Ci sono due modi per cambiare l'Italia: farlo noi da sinistra; oppure farlo fare ai mercati, da fuori. Ma le ricette - conclude Renzi - sarebbero diverse”.

Intanto il percorso legislativo del Jobs Act prosegue. Conclusa la discussione generale, in aula, alla Camera dei deputati, si riprende lunedì prossimo ma nel mondo politico e all'interno della stessa maggioranza non c'è convergenza.



Ultima Modifica: 23 novembre 2014, 17:08