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Papa Francesco all’Angelus: "Si diffonda sempre più una cultura dell'incontro"

25 anni fa il crollo del Muro di Berlino

Le note dell’Inno alla gioia, suonate alla Porta di Brandeburgo sotto la direzione del maestro Barenboim e il volo deggli 8.000 palloncini che idealmente ripercorrono il confine che divideva la città simbolo della contrapposizione Est-Ovest, a suggello dei festeggiamenti. Tra i protagonisti la cancelliera Merkel che sottolinea: "La caduta del Muro ci ha mostrato che i sogni possono diventare realtà" e l’allora leader sovietico, Gorbaciov, che ammonisce contro i rischi di “nuova guerra fredda"

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, mentre pone un fiore in quel che resta del Muro di Berlino (foto Ansa)
BERLINO -

"La caduta del Muro ci ha mostrato che i sogni possono diventare realtà". Così la cancelliera tedesca, Angela Merkel, parlando al memoriale del Muro a Bernauer Strasse a Berlino in occasione del 25esimo anniversario della caduta del simbolo della divisioni del mondo in blocchi contrapposti. "Niente deve restare com'è, indipendentemente da quanto siano grandi gli ostacoli" ha detto Merkel, ricordando l’evento, lei cittadina della Germania dell’Est all'epoca della fine della divisione tra Est e Ovest. La preoccupazione, invece, nelle parole di un altro protagonista del crollo del Muro, l’allora leader dell’Urss, Mikhail Gorbaciov, che proprio da Berlino avverte: "Il mondo è sull'orlo di una nuova guerra fredda". Anche papa Francesco ha commemorato l’importante anniversario e all’Angelus ha auspicato che "si diffonda sempre più una cultura dell'incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione".

Il culmine della celebrazioni, domenica sera, per ricordare la caduta del Muro di Berlino consisterà nella "liberazione" di oltre ottomila palloncini biodegradabili, riempiti di elio e illuminati da luci led, mentre alla Porta di Brandeburgo, quando il maestro Barenboim dirigerà l'Inno alla gioia di Beethoven, che è anche l'inno dell'Europa unita. Simbolicamente a rappresentare un muro di mattoni che prende il volo. La cicatrice di una città spaccata in due per oltre 28 anni che per qualche istante diventa un taglio di luce bianca in movimento verso il cielo.

L'abbattimento a picconate di quella barriera da parte di una folla festante il 9 novembre del 1989 investì il mondo a cerchi concentrici. Per i berlinesi è stata la fine di un incubo, di un assedio politico che spaccava la città in due senza guardare in faccia a famiglie, affetti o alle linee metropolitane. Per la Germania è stato il primo passo per la riunificazione, formalizzata il 3 ottobre del 1990 e cioè meno di un anno dopo. Per l'Europa e il mondo intero quella notte ha segnato la fine ufficiale della Guerra Fredda. Normale che il governo tedesco celebri l'evento in pompa magna.

Ma pesano le parole dell’ex leader sovietico che, parlando a un evento a Berlino vicino alla Porta di Brandeburgo in occasione del 25esimo anniversario della caduta del Muro, ha accusato l'Occidente, e in particolare gli Stati Uniti, di cedere al "trionfalismo" dopo il crollo del blocco comunista e ha chiesto nuova fiducia per costruire un dialogo con Mosca, suggerendo che l'Occidente dovrebbe abbandonare le sanzioni imposte alla Russia a proposito della crisi nell'est dell'Ucraina. Il fallimento della sicurezza in Europa renderebbe il Vecchio Continente irrilevante negli affari globali, ha aggiunto Gorbaciov.

La pensa diversamente Angela Merkel. Al tempo della caduta del Muro era una fisica e il suo ingresso in politica coincise proprio con il crollo del comunismo. In dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana ha detto di ricordare la sensazione di quando si sentiva bloccata dietro il confine della Germania Est: "Persino oggi, quando cammino attraverso la Porta di Brandeburgo, c'è una sensazione residua che mi ricorda che questo non è stato possibile per molti anni della mia vita e che io ho dovuto aspettare 35 anni per avere questa sensazione di libertà", e questo, la sottolineatura della cancelliera "ha cambiato la mia vita". La Merkel era fra le migliaia di persone che si sono riversate nell'Ovest nelle ore successive all'annuncio di Schabowski.



Ultima Modifica: 10 novembre 2014, 10:49