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Era inserito nell'elenco dei "latitanti pericolosi" del ministero dell'Interno

Arrestato latitante 'ndrangheta
Condannato per sequestro Sgarella

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, a Palizzi Superiore (RC), hanno arrestato il latitante Francesco Perre, 44 anni, originario di Platì. Era ricercato dal 1999, poiché condannato in via definitiva nel 2003 a 28 anni di reclusione per sequestro di persona aggravato in concorso ai danni di Alessandra Sgarella Vavassori. La donna venne sequestrata a Milano l'11 dicembre 1997 e rilasciata il 4 settembre 1998 a Locri

Immagine d'archivio
LOCRI (RC) -

Un latitante ricercato da 12 anni, Francesco Perre, di 44 anni, è stato arrestato ieri dai carabinieri del Gruppo di Locri supportati dai militari dello squadrone cacciatori.
L'uomo è stato sorpreso in una zona di campagna dell'Aspromonte, tra i comuni di Bova, Palizzi ed Africo. Perre, ritenuto affiliato alla cosca Barbaro e il cui nome era inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi, deve scontare 28 anni di reclusione per il sequestro di Alessandra Sgarella, l'imprenditrice sequestrata a Milano l'11 dicembre 1997 e liberata a Locri il 4 settembre 1998. L'uomo era l'ultimo componente ancora libero della banda che sequestrò l'imprenditrice. Il latitante era ricercato anche per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti.
L'arresto è avvenuto al termine delle indagini condotte dai carabinieri di Locri su delega del procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.
Quattro bunker ricavati sotto alcune case di Platì abitate da parenti di Francesco Perre erano stati scoperti lo scorso anno, in distinte operazioni, dagli stessi militari.
Il 10 giugno 2010 un nascondiglio a cui si accedeva da un accesso basculante, era stato trovato sotto l'abitazione di Pasquale Marando, di 48 anni, scomparso da alcuni anni. Alla moglie, Anna Trimboli, cugina di Perre, i carabinieri sequestrarono anche sequestrato un chilo d'oro.
Un altro bunker era stato trovato il 13 marzo precedente. Era ricavato in un'abitazione nella disponibilità di Bruno Trimboli, noto alle forze dell'ordine per associazione mafiosa e traffico di droga, zio di Saverio Trimboli, arrestato il 13 febbraio 2010 dopo un lungo periodo di latitanza, e cugino di Francesco Perre. Secondo i carabinieri, il nascondiglio era stato utilizzato proprio da Perre, oltre che da Trimboli.
Nel rifugio furono trovati capi di abbigliamento, apparecchiature per capatare le comunicazioni radio tra le forze dell'ordine, un impianto per l'aria condizionata ed un televisore al plasma con collegamento stellitare.
Il giorno prima, il 12 marzo, due nascondigli collegati tra loro furono individuati nell'abitazione di Anna Trimboli, cugina di Perre. Ai due bunker si accedeva tramite delle botole scorrevoli nascoste nella cucina e nella cantina dell'abitazione. In uno dei due bunker i carabinieri hanno trovato anche una nicchia con all'interno una statua della Madonna di Polsi.



Ultima Modifica: 27 agosto 2011, 07:38