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L’interrogatorio dell’ex comandante della nave finita contro gli scogli

Schettino: vicino all’isola per turismo
Il processo sul naufragio della Concordia

Schettino ha ricordato che i contatti con il comandante in pensione Mario Palombo, che spesso soggiorna sull'isola, e la richiesta del maitre Antonello Tievoli lo indussero a decidere per l'avvicinamento al Giglio: "Volevo prendere tre piccioni con una fava", cioè fare un piacere a Tievoli, "omaggiare l'isola e Palombo" e dare un valore aggiunto all'aspetto commerciale della crociera. Sulla rotta, Schettino ha ammesso di averla approvata e di aver visto la carta nautica su cui era tracciata

Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia nella notte del disastro
GROSSETO -

Francesco Schettino è tornato in aula al Teatro Moderno di Grosseto per sottoporsi all'interrogatorio nel processo sul naufragio della Costa Concordia di cui è imputato. L'udienza e' iniziata intorno alle 10. Schettino ha chiesto di non farsi riprendere in video durante la sua deposizione.

L'esame era stato chiesto dalla procura di Grosseto e le prime domande gli sono state fatte dal pm Alessandro Leopizzi. Schettino, in abito di grisaglia e occhiali scuri, era arrivato al teatro coi suoi avvocati intorno alle 9.40. Subito dopo è arrivato il collegio giudicante col presidente Giovanni Puliatti. Prima dell'udienza Schettino è andato al bar, salutando rapidamente i presenti senza fare commenti. "Il comandante è tranquillo", hanno detto prima dell'udienza i suoi avvocati difensori.

"L'avvicinamento all'isola favorisce l'aspetto commerciale" anche per questo venne deciso di accostare la Concordia all'isola del Giglio: così una delle prime risposte date da Francesco Schettino al pm Alessandro Leopizzi, che ha aperto l'esame dell'imputato partendo da come venne deciso e gestito l'avvicinamento al Giglio deviando dalla rotta formalmente comunicata alla compagnia.

A un'altra domanda se Costa fu informata del mutamento di rotta, Schettino ha detto che "nelle varie probabilità la navigazione sotto costa si è sempre effettuata" e "il comandante della nave ha la facoltà di tracciare la rotta ma non ha nessun obbligo di informare l'armatore". "In questo caso - ha continuato Schettino - non essendo pianificata la navigazione turistica", come potrebbe essere in un golfo magari prevedendo anche una sosta, "ma trattandosi di un'accostata, non ho avvisato nessuno".

Schettino, riporta l’agenzia Ansa, ha anche ricordato che i contatti con il comandante in pensione Mario Palombo, che spesso soggiorna sull'isola, e la richiesta del maitre Antonello Tievoli lo indussero a decidere per l'avvicinamento al Giglio: "Considerato anche l'aspetto commerciale volevo prendere tre piccioni con una fava", cioè fare un piacere a Tievoli, "omaggiare l'isola e Palombo" e dare un valore aggiunto all'aspetto commerciale della crociera. In precedenza, ha detto Schettino, "un paio di volte ho fatto un passaggio ravvicinato al Giglio", quanto alla rotta ha ammesso di averla approvata e di aver visto la carta nautica su cui era tracciata.



Ultima Modifica: 02 dicembre 2014, 16:24