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Intervenuto in una conferenza a Berlino

Draghi: da debito e inflazione
rischi per l'economia globale

Il governatore della Banca d'Italia ha poi aggiunto che "comunque il sistema finanziario è in via di guarigione". E ancora: sulle banche, Draghi ha indicato la necessità di un sistema che, in sostanza, possa "saper far fronte ai fallimenti", ed evitare i disastri come quello che ha travolto il colosso finanziario statunitense Lehman-Brothers

BERLINO -

Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia e prossimo direttore della Bce, ha rispolverato le sue credenziali nella lotta all'inflazione e ha sottolineato la necessità di contrastare il debito pubblico mondiale durante il suo intervento di oggi, in Germania. Draghi ha reso chiara la sua adesione alle forti misure contro l'inflazione, popolari nel Paese di Angela Merkel, parlando alla conferenza organizzata da un gruppo legato proprio al partito del cancelliera. "La solidità della crescita globale potrebbe essere rovinata dall'aumento dei prezzi", ha detto Draghi. "Di fronte ai maggiori rischi di inflazione, attualmente non c'è un bisogno di procedere con un'ultieriore politica di normalizzazione monetaria". La Bce ha già iniziato ad aumentare i suoi tassi di d'interesse, partendo da livelli molto bassi, a differenza della Federal Reserve americana e della Bank of England. La banca centrale ha portato il suo tasso all'1,25% dal precedente 1%, e ci si aspetta che lo alzi ancora nei prossimi mesi. La Bce mira a tenere l'inflazione sotto ma vicina al 2%, mentre ora è al 2,8%. Nell'eurozona "le politiche monetarie terranno conto di ogni nuova tensione inflazionistica, che derivi dall'aumento del prezzo dei beni e dei carburanti", ha detto Draghi.

Il numero uno di Bankitalia, che presiede anche il Financial Stability Board, gruppo internazionale che coordina la regolazione finanziaria, ha messo in guardia sul fatto che "se non ci occuperemo del debito e dei deficit finanziari, penso che potremmo avere dei seri rischi per la crescita" in tutto il mondo. Draghi non ha commentato sui problemi della Grecia, dell'Irlanda, del Portogallo e degli altri Paesi dell'eurozona. Ma ha fatto cenno al dovere che ogni nazione ha di soddisfare tre condizioni per assicurare la stabilità finanziaria nell'unione monetaria: la stabilità dei prezzi, la disciplina fiscale e politiche economiche nazionali che portino alla crescita. "In alcuni Paesi non ci sono la seconda e la terza condizione", ha detto. Draghi ha anche espresso il fatto che contrastare il debito è la prima e prioritaria necessità di ogni governo. "La prima responsabilità per il recupero fiscale è nazionale", ha detto. "O i governi nazionali rispondono e si riformano, o non c'è niente che possiamo immaginare in campo finanziario per risolvere questo problema, questa mancanza di azione".



Ultima Modifica: 25 maggio 2011, 19:03