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L’intervento del Pontefice alla II Conferenza internazionale sulla nutrizione

Francesco alla Fao: gli affamati
ci chiedono dignità, non elemosina

"Si parla molto di diritti, dimenticando i doveri, ci siamo preoccupati troppo poco di chi ha fame” ha ammonito il Papa parlando in spagnolo alla platea raccolta a Roma, nella sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’auspicio di Bergoglio è che “priorità del mercato” e “preminenza del guadagno”, cause della riduzione del cibo a una merce qualsiasi vengano superati dallo sviluppo di un sistema internazionale equo" dal forte valore etico, basato su “verità, libertà, giustizia e solidarietà”

Francesco durante l'intervento alla Fao (foto Ansa)
ROMA -

Cambia la sede ma non il messaggio del Papa rivolto a un mondo che appare abbacinato dalla logica del profitto a discapito dei diritti dei più deboli. Parlando in spagnolo alla II Conferenza internazionale sulla nutrizione della Fao, a Roma, Francesco ha chiesto “solidarietà per chi ancora soffre la fame” sottolineando che "si parla molto di diritti, dimenticando i doveri” appello subito seguito da un ammonimento: “Ci siamo preoccupati troppo poco degli affamati. Loro ci chiedono dignità, non elemosina".

Il Santo Padre ha poi subito ribadito la sua condanna per le storture del sistema capitalistico sottolineando il proprio dolore nel “constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla 'priorità del mercato', e dalla 'preminenza del guadagno', che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria". E ricordando le parole di Giovanni Paolo II alla I Conferenza della Fao sul cibo sul paradosso dell’abbondanza ha aggiunto: “C'è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l'uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi. Purtroppo questo 'paradosso' continua a essere attuale" per poi ammonire: "Ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame e pochi argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi economica. Questa è la prima sfida che bisogna superare".

Una sfida che per il Papa può essere vinta ma agendo su due fronti. Il primo, realizzando "lo sviluppo di un sistema internazionale equo" basato su criteri che, "sul piano etico, si basano su pilastri come la verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà; allo stesso tempo, in campo giuridico, questi stessi criteri includono la relazione tra il diritto all'alimentazione e il diritto alla vita e a un'esistenza degna, il diritto a essere tutelati dalla legge, non sempre vicina alla realtà di chi soffre la fame, e l'obbligo morale di condividere la ricchezza economica del mondo". Il secondo facendo sì che "se si crede al principio dell'unità della famiglia umana, fondato sulla paternità di Dio creatore e alla fratellanza degli esseri umani” nessuna forma di pressione politica o economica che si serva della disponibilità di cibo possa “essere accettabile" ma, soprattutto lavorando affinché "nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti” venga preso come “modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame".

Infine, Francesco ha lanciato un appello alla Comunità internazionale affinché si impegni a difendere il pianeta perché, ha avvertito: "Dio perdona sempre", ma "la natura non perdona mai".



Ultima Modifica: 20 novembre 2014, 13:33