Contenuti della pagina

Per i leader italiani, occorre una guida unica in tutti i settori

Europa, verso l’unione politica
Bonino: "Integrazione garantisce sicurezza"

A margine del summit internazionale sullo stato della Ue a Firenze, appare chiara una volontà comune di costruire un’Europa più forte non solo dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto da quello politico. Lo scopo è quello di rafforzare le istituzioni continentali in tema di lavoro, difesa e sicurezza e rinnovare le politiche di riforme strutturali, contro l’emergere di forze politiche sempre più antieuropeiste che nelle ultime elezioni hanno ottenuto un consistente numero di voti

Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, al Festival dell'Europa di Firenze (foto Ansa)
FIRENZE -

Per costruire un’Europa migliore, più efficiente e più unita “l’unica strada  da seguire è quella degli Stati Uniti d’Europa: c’è bisogno di una entità politica”. Lo ha detto l’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine del summit internazionale “The State of the Union”, in corso a Firenze in occasione del 63simo anniversario della dichiarazione Schumann, che diede il via al progetto di integrazione comunitaria, all’indomani dell’ultimo conflitto mondiale. “Un’Europa con una moneta e una Banca, ma senza una guida politica forte, scricchiola, soprattutto in materie come politica estera, difesa e sicurezza”.

A fargli eco, indirettamente, lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta, che su Twitter ha pubblicato un messaggio più che eloquente: “9 maggio, il giorno dell’Europa. Lavoriamo con tutte le nostre forze per gli Stati Uniti d’Europa”, mentre il ministro degli Esteri in carica Emma Bonino ha ribadito che “i padri fondatori dell’Unione avevano compreso che solo l'integrazione e la rimozione delle barriere potevano garantire pace e sicurezza”.

“Molte forze in Italia hanno giocato contro l’Europa, che imponeva restrizioni e dolorose riforme strutturali”. Ad affermarlo, l’ex primo ministro Mario Monti. “Il risultato? Il 60% del voto popolare delle elezioni di febbraio è andato a dei partiti chiaramente antieuropeisti, o anche favorevoli all’integrazione, ma con un numero minore di condizioni”.

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha fatto mancare il suo pensiero, come enunciato in una nota diramata dal Quirinale: “Desidero trasmettere i miei migliori auguri di buon lavoro alle autorità europee e italiane presenti e a tutti i partecipanti a questa importante iniziativa nella ricorrenza della Dichiarazione Schuman che dette avvio, con lungimiranza e coraggio, al processo di integrazione. Traendo ispirazione da quella dichiarazione di sessantatre anni orsono e dalla coerenza dei padri fondatori, oggi l’Unione europea non può esitare dinanzi al nuovo percorso da compiere. Troppo pressanti sono i problemi sociali ed economici. Se ne debbono far carico pienamente le istituzioni europee rispondendo alle attese delle giovani generazioni e suscitando in esse rinnovata fiducia nella fecondità dell’esperienza e del disegno dell’Europa unita. Occorre, senza concederci alcuna indulgenza, proseguire sulla via delle riforme e dell’effettivo sollecito avvio di indispensabili politiche comuni a sostegno della ripresa dell’economia e dell’occupazione. Sono convinto che l’Italia non mancherà in questo contesto di dare il proprio convinto e forte contributo alla prospettiva dell’unità politica europea secondo l’originale ispirazione federalista che la caratterizza”.

Il ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, invita però a non abbassare la guardia contro il pericolo rappresentato dai partiti antieuropeisti. “Bisogna prendere i segnali di chi si dimostra contrario all’Europa molto seriamente. Sono segnali che vengono dall’opinione pubblica e manifestano un disagio generale nei confronti delle istituzioni pubbliche statali, locali, e inevitabilmente anche di quelle europee. Io penso che guardando l’Europa, anche chi manifesta  disagio deve tenere presente che l’integrazione europea ci ha dato quasi settant’anni di pace per la prima volta dopo millenni. Che l’integrazione europea ha dato a paesi come il nostro, come il Portogallo, come l’Irlanda e la Grecia una grande crescita di benessere. Oggi le istituzioni europee sono un posto dove gli stati membri possono trovare insieme una soluzione di migliore e più rapida uscita dalla crisi. Questo - ha concluso il ministro - impone un grande senso di responsabilità in chi partecipa alla vita istituzionale europea e la necessaria umiltà per spiegarlo ai cittadini che subiscono il disagio dell’attuale situazione e che non comprendono, a volte, le liturgie di questa cooperazione”.



Ultima Modifica: 09 maggio 2013, 15:31