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Manette a politici e imprenditori: dediti a corruzione, usura e riciclaggio

Mafia, arresti e perquisizioni alla Regione Lazio
e in Campidoglio: indagato anche Alemanno

Perquisizioni dei Carabinieri del Ros e della Guardia di Finanza di Roma alla Regione Lazio e al Campidoglio. La Guardia di Finanza, inoltre, ha eseguito sequestri patrimoniali. Le misure per un'inchiesta su un'organizzazione mafiosa. Sono un centinaio in totale gli indagati nell'inchiesta della Procura di Roma su l'intreccio tra mafia, ex esponenti dell'eversione nera, del crimine e mondo politico a Roma. L'operazione di oggi "è solo un primo step e a breve ci saranno altri sviluppi"

Un momento dell'arresto dell'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati
ROMA -

Una vera holding criminale che spaziava dalla corruzione, per aggiudicarsi appalti, all'estorsione, all'usura e al riciclaggio. Un sodalizio radicato a Roma con a capo il redivivo ex Nar ed ex Banda Magliana Massimo Carminati. Oltre ai 28 arrestati, in totale nell'inchiesta della Procura di Roma sono indagate 37 persone.

Ai 37 la Procura di Roma contesta i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati. Al centro dell'indagine del Ros, un sodalizio da anni radicato nella Capitale facente capo a Massimo Carminati, con infiltrazioni "diffuse" nel tessuto imprenditoriale politico e istituzionale.

e trentasette persone sono indagate nell'ambito dell'indagine che ha portato a sgominare un gruppo  mafioso nella Capitale. Dalle prime ore della mattina, i carabinieri hanno eseguito, nelle province di Roma, Latina e Viterbo, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, nei confronti di 37 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati.

Al centro delle indagini del Ros un sodalizio mafioso da anni radicato nella Capitale e facente capo a Massimo Carminati, con diffuse infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, politico e istituzionale. Gli investigatori hanno documentato un ramificato sistema corruttivo finalizzato a ottenere l'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza degli immigrati.

Contestualmente la Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beni riconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di oltre 200 milioni di euro. Sono un centinaio in totale gli indagati nell'inchiesta della Procura di Roma su l'intreccio tra mafia, ex esponenti del'eversione nera e del crimine e mondo politico a Roma. L'operazione di oggi, secondo quanto si apprende "è solo un primo step e a breve ci saranno altri sviluppi".



Ultima Modifica: 02 dicembre 2014, 16:04