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Club - Valanga

  • Durata:01:20:00
  • Andato in onda:30/01/2014
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VALANGA di Corey Allen – USA – 1978 – 90’ Con ROCK HUDSON, MIA FARROW, ROBERT FORSTER, BARRY PRIMUS Montagne del Colorado. Tutto è pronto per la grande inaugurazione dello splendido hotel che nelle intenzioni del suo costruttore, il mecenate David Shelby (Hudson), dovrà essere meta dei più ricchi amanti degli sport su neve e ghiaccio. Per la sua realizzazione Shelby non si è fermato di fronte a nulla, tanto da disboscare un’intera collina per fare spazio al suo albergo. E a niente sono valsi i dubbi che l’ecologo Nick Thorpe (Forster) ha più volte espresso a Shelby sui pericoli di tale disboscamento. La festa scorre senza alcun intoppo, Shelby ha anche l’occasione di rivedere Caroline Brace (Farrow), sua ex moglie. Ma la tragedia è in agguato. Passano infatti solo ventiquattro ore che un aereo precipita sulla montagna innevata situata proprio sopra l’hotel: il terribile impatto causa la formazione di una slavina che sommerge buona parte dell’albergo. Molti muoiono sul colpo, altri restano sepolti vivi. Per salvarli occorre fare presto. Una vera corsa contro il tempo. Gli anni Settanta volgevano al termine, stessa cosa avveniva per il genere catastrofico vero protagonista, al cinema, di quel decennio. Mancava la variazione della valanga di neve e Allen, complice Roger Corman che lo produce, ce la serve…fresca fresca. Come per gli altri disaster movie, anche in questo sono presenti vecchie glorie di Hollywood come Hudson, con accanto nuove star tipo la Farrow; intorno a loro uno stuolo di straordinari caratteristi a cominciare da Forster, uno di quelli poi riportati da Quentin Tarantino nell’olimpo del grande cinema (Jackie Brown) e Primus, qui nella parte di Mark Elliott. La suspense non manca, tifiamo per i soccorritori e per la prima volta, o giù di lì, nutriamo sincera antipatia per Hudson, qui nell’inusuale ruolo di un cinico affarista. Ma alla fine siamo disposti a perdonarlo, grazie anche agli occhi azzurri della Farrow, pronti a inumidirsi quando ha di fronte l’ancor affascinante Rock. Umberto Berlenghini

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