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Club - Americano rosso

  • Durata:01:37:00
  • Andato in onda:04/11/2014
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AMERICANO ROSSO di Alessandro D’Alatri – I – 1991 – 100’ Con BURT YOUNG, FABRIZIO BENTIVOGLIO, SABRINA FERILLI, VALERIA MILILLO Veneto, 1934. Impiegato nell’agenzia matrimoniale di suo zio, Vittorio Benvegnù (Bentivoglio) viene licenziato da quest’ultimo dopo che lo ha scoperto amante di sua moglie. Sulle prime Vittorio non si angoscia particolarmente per l’accaduto, dopo tutto il suo sogno resta quello di sfondare nel mondo del cinema, puntando sulla somiglianza che ha con Clark Gable. Ma di pellicola e registi non se ne vedono e per Vittorio iniziano le preoccupazioni su come sbarcare il lunario. L’occasione buona per racimolare un bel gruzzoletto arriva dagli Stati Uniti grazie a George Maniago (Young), italoamericano di mezza età, tornato nel paese d’origine per trovare una donna da sposare, a patto che sia illibata. Messosi subito alla ricerca per conto di Maniago, Vittorio scova la bella Zaira Vittorini (Ferilli), reatina biondo platino, che ha tutte le carte in regola tranne però la più importante; meglio sembra andare con Antonietta (Milillo), umile cameriera di un’osteria, la quale accetta di buon grado la proposta del matrimonio combinato. Partiti insieme verso Udine a espletare le formalità di rito per l’espatrio, durante il viaggio Vittorio si innamora di Antonietta la quale però è troppo attratta dalla prospettiva americana per poter accettare una relazione con lo spiantato Vittorio; a quest’ultimo tuttavia Antonietta concede la possibilità di scoprire che nemmeno lei possiede la patente di verginella. Incurante della cosa, Vittorio affida Antonietta a Maniago che felice lascia l’Italia. Per come sono andate le cose a Vittorio la truffa sembra riuscita. Ma non sa cosa lo aspetta. Bell’esordio questo di D’Alatri, premiato con il David di Donatello come miglior regista. Tratto dall’omonimo romanzo di Gino Pugnetti, D’Alatri realizza il suo film rimanendo, evento assai raro, molto fedele al testo originale, una scelta questa che sarebbe certamente piaciuta al suo autore, purtroppo scomparso nove anni prima. Nato in Friuli, autore teatrale e radiofonico fin dagli anni Quaranta, Pugnetti ha avuto una lunga carriera giornalistica prima in Veneto, poi a «La Stampa» di Torino, infine a Milano come direttore di varie testate della Mondadori. Negli anni Settanta Pugnetti si è dedicato all'attività di romanziere e saggista firmando, fra gli altri, pregevoli lavori di argomento cinofilo, poi tradotti in molte lingue. Ottimo il cast di “Americano rosso” perché, oltre ai citati, ci sono anche Massimo Ghini nella parte del questore Santesso; Eros Pagni in quella di Oscar Benvegnù, lo zio fatto cornuto dal nipote, e Pino Ammendola che veste i panni del cavalier Gervasutti. Ma la star resta Burt Young, uno dei più bravi caratteristi del cinema americano, dagli anni Settanta in poi. Nato a New York con sangue italiano nelle vene, Young raggiunge il successo personale con “Chinatown” dove è Curly; dopo il film di Polanski il piccolo grande Young lavora per celebri registi come Robert Aldrich, Sam Peckinpah, Wim Wenders, senza disdegnare gli italiani Sergio Leone, Pupi Avati, Fabio Segatori, Aldo Lado. Ma il personaggio grazie al quale Young rimarrà nella storia del cinema è quello di Paulie, interpretato in tutti gli episodi di “Rocky”, per il primo dei quali Young è stato anche candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista, battuto però da Jason Robards. Peccato. UMBERTO BERLENGHINI

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