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Rai Cinema

Club - La tenda rossa

  • Durata:02:13:00
  • Andato in onda:22/05/2014
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LA TENDA ROSSA di Michail K. Kalatozov – I/URSS – 1969 – 140’ Con PETER FINCH, SEAN CONNERY, HARDY KRÜGER, MARIO ADORF Roma, fine anni Sessanta. Sono passati quarant’anni dalla tragedia che lo ha segnato e che non lo lascia dormire tranquillo, ma per il comandante Umberto Nobile (Finch) la notte che si appresta a trascorrere non è come tutte le altre. Nobile ha infatti deciso di indossare la sua vecchia divisa di aviere perché sente che è giunto il momento di chiudere definitivamente i conti col suo passato. Di fronte a lui si materializzano i fantasmi dei compagni di viaggio del dirigibile Italia che, nel 1928, era partito per una spedizione al Polo Nord. A causa di un’improvvisa e violenta tempesta, il dirigibile era precipitato in mezzo ai ghiacci. Dei sedici uomini dell’equipaggio, uno era morto nell’impatto e sei risultarono dispersi. Nobile, il suo marconista Giuseppe Biagi (Adorf) e gli altri sette fra ufficiali e sott’ufficiali, avevano trovato riparo sotto una tenda grigia, poi colorata di rosso per essere visibile ai soccorritori. Fra quest’ultimi in prima fila c’era Roald Amundsen (Connery), leggendario esploratore norvegese, il quale si era messo subito alla ricerca del suo vecchio “rivale”. Ma fu il tenente svedese Lundborg (Krüger) che batté tutti sul tempo, imponendo poi al suo arrivo la volontà di salvare per primo proprio il comandante Nobile. Prodotto da Franco Cristaldi, rappresentato sul set da Claudia Cardinale, sua consorte di allora, qui nel ruolo di Valeria, Kalatozov dirige un cast di assoluto livello, non poco decisivo nel raccontare la drammatica vicenda del comandante Nobile e del suo dirigibile, una storia certamente controversa che costrinse Nobile a lasciare l’Italia fascista per emigrare prima in Unione Sovietica, poi negli Stati Uniti, dove collaborò a importanti progetti legati al mondo dell’aviazione. Nobile rientrò poi nel nostro paese in piena guerra mondiale, alla fine della quale si iscrisse al P.C.I. Tornando al film, Connery voleva smarcarsi a tutti i costi dal personaggio che lo aveva reso famoso (e ricco) di James Bond, accettando un ruolo non da protagonista; Finch era già il grande attore che la storia del cinema ci ha consegnato, quello che otto anni dopo sarebbe stato premiato con l’Oscar per “Quinto potere”, un premio che non poté ritirare a causa dell’improvvisa morte avvenuta poche settimane prima della notte delle stelle. Finch e Krüger si erano incontrati sul set di “Il volo della fenice”; al contrario di Finch, Krüger era da poco diventato una celebrità. Fra gli italiani doveroso ricordare Luigi Vannucchi e Massimo Girotti, rispettivamente nei panni dei capitani Zappi e Romagna. Chiudiamo la carrellata sugli attori con il grande Adorf. Nato a Zurigo da padre calabrese e madre tedesca, Adorf ha uno sterminato curriculum che lo ha portato a lavorare al di qua e al di là dell’Atlantico. Grazie al suo look totalmente mediterraneo, sul set Adorf è stato più volte “italiano”, arrivando anche a vestire la divisa da sergente dell’esercito americano, un sergente dalle chiare origini messicane quale era Gomez, il personaggio interpretato in “Sierra Charriba”. Umberto Berlenghini

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