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Le metamorfosi di Don Giovanni, di Guido Davico Bonino

  • Andato in onda:06/12/2005
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Un viaggio in 20 piccole tappe, dal Seicento al Novecento, sulle orme di uno dei più affascinanti e al tempo stesso sfuggenti personaggi uscito dalla letteratura europea moderna: Don Giovanni. Il viaggio inizia con i padri Gesuiti, che negli spettacoli edificanti dei (e per) i loro piccoli allievi ne fecero il prototipo dell'eretico blasfemo per definizione. Prosegue con lo spagnolo Tirso de Molina che crea con lui il "beffatore di Siviglia", col comico dell'Arte Giovanni Battista Andreini che ne proietta la gigantesca figura addirittura tra i Titani Ribelli; si cala poi a Napoli, dove Don Giovanni non può non essere accoppiato ad una star locale, Pulcinella; di qui risale a Parigi, alla corte del Re Sole, cui Molière propone un Grande Nobile criminale, peccatore e ipocrita; assiste alle sue metamorfosi sotto la penna del "censore" Thomas Corneille; inizia con Da Ponte-Mozart a vivere la sua secolare fortuna sulle assi dell'opera lirica; trova nel romantico tedesco Hoffmann uno spettatore-viaggiatore entusiasta. Siamo ormai al primo Ottocento e il viaggio assume i toni e le tinte di un progressivo "rituale" di smascheramento: l'inglese Byron nel poema omonimo sembra parlare di Don Giovanni, ma parla in realtà di sé; lo spagnolo Espronceda vi proietta la tipica sagoma del dandy romantico; il tedesco Grabbe si ostina addirittura a contrapporgli un altro personaggio-mito Faust; Balzac lo "adopera" per rendere aguzzi i suoi strali anticlericali; Merimée, da buon conservatore lo incammina sugli impervi sentieri della redenzione e della conversione. L'ultimo trentennio del secolo assiste ad una vera "strumentalizzazione" del povero ex-ateo ed ex-seduttore: per George Sand è un buon soggetto da "provino" teatrale; per Baudelaire un maudit, anarcoide e ribelle; i narratori del simbolismo francese, il nostro Papini, il ceco Capek dubitano persino che fosse quel grande amatore che si diceva; quanto a Bertolt Brecht e ai suoi spregiudicati attori del Berliner Ensemble egli non era che un "piccolo parassita sociale". Oggi la prima tappa: Al teatro dei gesuiti: sul primo "ateista fulminato".

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