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Club - La carovana dei Mormoni

  • Durata:01:25:00
  • Andato in onda:03/02/2013
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LA CAROVANA DEI MORMONI di John Ford – USA – 1950 – 90’ Con BEN JOHNSON, HARRY CAREY JR., WARD BOND, JOANNE DRU Travis Blue (Johnson) e Sandy Owens (Carey Jr.) sono due cowboy, da sempre in attività dove ci sono da guidare mandrie o domare cavalli. Grazie alla loro bravura e al loro aspetto di bravi ragazzi, la coppia di amici viene assoldata da Elder Wiggs (Bond), capo di una carovana di mormoni in viaggio verso la valle di San Juan, nell’Utah. Durante la marcia Wiggs acconsente ad accogliere una compagnia di saltimbanchi e alcuni fuorilegge in fuga dalla giustizia, tutto in nome della tolleranza verso il prossimo. Ma ben presto Wiggs e la sua gente sono costretti a fronteggiare i banditi ai quali hanno concesso ospitalità. Per fortuna che ci sono Travis e Sandy. Forse è il più semplice ed essenziale dei film che Ford ha diretto nella sua lunga carriera, uno dei pochi che, a suo dire, era riuscito a realizzare come lo aveva concepito. Privo di qualsiasi presenza divistica, Ford regala il ruolo di protagonisti a due dei suoi attori più amati e più presenti nel suo cinema, Johnson e Carey Jr. I rimandi che Ford fa ad alcuni suoi lavori precedenti come “Ombre rosse” e “Sfida infernale” sono evidenti: il primo è omaggiato dal personaggio di Travis che, come John Wayne nel film del ‘39, indossa una camicia scura solcata da bretelle chiare e si innamora di una donna dal passato equivoco che qui è Denver, interpretata dalla Dru; del secondo, il gruppo dei banditi ricorda molto quello dei Clanton presenti in “Sfida infernale”. In “La carovana dei mormoni” c’è tutto ciò che caratterizza da sempre il miglior cinema di Ford (per un maggior approfondimento sul regista vi rimandiamo alla scheda di “I cavalieri del Nord-Ovest”) come le sfumature nostalgiche, i siparietti comici, le danze e le canzoni. Johnson e Carey Jr. furono grandi amici anche nella vita; fino alla metà degli anni Novanta la coppia di “cowboy” accompagnava spesso le retrospettive che i festival cinematografici più importanti dedicavano a John Ford. Senza mai separarsi dai loro Stetson, nel 1995 furono i mattatori dell’omaggio che Cannes riservò a Ford e l’anno successivo si ritrovarono a Bergamo per l’anteprima mondiale di un documentario su Johnson stesso. Più timido e riservato il repubblicano Johnson, più estroverso il democratico Carey Jr., i due furono felici di raccontarsi di fronte al giovane pubblico presente nella città lombarda, ansioso di sentir parlare di Ford ma anche di Peter Bogdanovich, Sam Peckinpah, Lindsay Anderson, Steven Spielberg, John Milius, cioè alcuni dei maestri del cinema americano che si erano serviti dei due. Non mancarono alcuni aneddoti divertenti come quello raccontato da Carey Jr. il quale, con finta stizza, ricordava che doveva la presenza di Wayne al suo matrimonio con Marilyn Fix non perché il Duca fosse suo amico, ma per il rispetto e la deferenza che quest’ultimo aveva per Paul Fix, grande caratterista western, in quel momento diventato suocero di Carey Jr.

Umberto Berlenghini

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