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Club - Il mostro

  • Durata:01:58:00
  • Andato in onda:11/11/2013
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IL MOSTRO di Luigi Zampa – I – 1977 – 105’ Con Johnny Dorelli, Sydne Rome, Orazio Orlando, Enzo Santaniello Con lo pseudonimo di Contessa Esmeralda, l’ambizioso ma mediocre giornalista Valerio Barigozzi (Dorelli) firma le sue risposte in “Tenerezza”, seguitissima rubrica per cuori solitari, meglio se femminili, di un grande quotidiano nazionale. Anche nella vita privata le cose non vanno bene: da qualche tempo Valerio è separato dalla moglie e con Luca (Santaniello), il figlio sedicenne, il rapporto sarebbe migliore se solo evitasse di riversare sul povero ragazzo tutte le sue frustrazioni di reporter fallito. Una mattina Valerio trova sulla sua scrivania una missiva anonima, in cui si annuncia l’imminente omicidio di un divo della tv. Sulle prime Valerio non dà importanza alla cosa, ma passano pochi giorni e si deve ricredere: il delitto è avvenuto davvero. A questo seguono altre lettere dal testo simile, con l’unica vera differenza del nome della vittima predestinata. Valerio non si fa sfuggire l’occasione e inizia a firmare, col suo vero nome, editoriali che hanno per soggetto principale i delitti del “mostro”, favorendo l’aumento della tiratura del suo giornale. Intanto il serial killer continua la sua mattanza, arrivando anche a eliminare Dina (Rome), una cantante pop di successo, con la quale Valerio aveva da poco stretto qualcosa di più di un’amicizia. Constatando la strana coincidenza fra gli omicidi, l’arrivo immediato sul luogo del delitto da parte di Valerio e la pubblicazione successiva di articoli fin troppo verosimili sull’accaduto, spingono il commissario Pisani (Orlando) a indagare proprio sul giornalista. Che sia lui il colpevole, mosso dall’ambizione di diventare un famoso cronista d’assalto? Maestro della commedia italiana, basti pensare ai film che ha diretto con Alberto Sordi protagonista, Zampa volle cimentarsi nel thriller poliziesco, un genere che negli anni Settanta in Italia ebbe forse il suo massimo successo. Nel suo lavoro, il penultimo, il regista romano si cimenta con una storia di Sergio Donati il quale non fece altro che sviluppare, in direzione diversa, quella che aveva sceneggiato cinque anni prima per Marco Bellocchio e il suo “Sbatti il mostro in prima pagina”, film in cui, fin dal titolo, sono evidenti le analogie con quello di Zampa. Quest’ultimo si serve di una vicenda di crimine seriale per denunciare l’arrivismo, il cinismo, la voglia di apparire, che spingono l’uomo alle azioni più abiette, fra le quali sono paradossalmente escluse quelle dell’assassino. Sontuoso il cast formato da grandi attori e caratteristi molto celebri in quegli anni, come Gianrico Tedeschi che qui è Vittorio Santi, il divo della tv conosciuto come “nonno Gustavo”; Renzo Palmer è l’affarista senza scrupoli; Renato Scarpa è Livraghi, il capo redattore; Angelica Ippolito è Anna, moglie separata di Valerio. Infine una curiosità. Nel film c’è un personaggio che è soprannominato “il mostro” a causa della sua fisicità, specie i tratti somatici del viso, che ricordano un po’ l’uomo di Neanderthal: tale personaggio è interpretato da Salvatore Baccaro, un caratterista diventato col tempo un’icona del cinema italiano di genere degli anni Settanta. Baccaro, fioraio a Cinecittà, fu notato proprio per il suo aspetto e reclutato in numerosi film western, horror ma anche commedie. Poi, all’improvviso, di lui si persero le tracce senza che nessuno sapesse più nulla. Nel 2004 Marco Giusti, nel suo programma “Stracult”, invitò il fratello di Salvatore che raccontò della morte dell’attore. Avvenuta venti anni prima. Scheda a cura di Umberto Berlenghini

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