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Club - Gatto a nove code

  • Durata:01:47:00
  • Andato in onda:18/12/2014
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IL GATTO A NOVE CODE di Dario Argento – I/F/D – 1971 – 110’ Con JAMES FRANCISCUS, KARL MALDEN, CATHERINE SPAAK, PIER PAOLO CAPPONI Torino. L’istituto Terzi è un centro di ricerche genetiche dove un medico ha fatto una sorprendente scoperta: tutti coloro che possiedono un particolare DNA sono dei potenziali pericolosi delinquenti. Durante una notte un ladro si intrufola all’interno dell’istituto e ruba gli importanti documenti riguardanti la ricerca. Se inizialmente il furto sembra un classico caso di spionaggio industriale, questo diventa poi la causa di alcuni efferati omicidi. A indagare sui delitti c’è il commissario Spini (Capponi), che suo malgrado si trova a dover collaborare con Carlo Giordani (Franciscus), reporter di «Paese Sera», specializzato in cronaca nera. Un insperato aiuto per Giordani arriva da Franco Arnò (Malden), un anziano cieco appassionato di enigmistica il quale, prima di perdere la vista a causa di un incidente, di mestiere faceva anche lui il giornalista. Giordani inizia la sua inchiesta proprio dai vertici dell’istituto andando a chiedere notizie ad Anna Terzi (Spaak), seducente figlia del proprietario del centro ricerche, la quale sembra saperne più di quanto affermi. Intanto alcuni testimoni che potrebbero aiutare a fare luce sugli assassinii vengono brutalmente uccisi. Arnò intuisce che solo la risoluzione di nove interrogativi ancora senza risposta porterà lui, Giordani e Spini a individuare il killer. Nove interrogativi che sembrano i nove fili di una famigerata frusta. Siamo in molti a non comprendere l’ostracismo che Argento ha verso il suo film che considera non riuscito. Senza voler contraddire il suo autore, questo secondo capitolo della trilogia cosiddetta “animale”, dopo “L’uccello dalle piume di cristallo” e prima di “4 mosche di velluto grigio”, funziona benissimo e uno dei pregi che ha è quello di limitare la violenza allo stretto necessario. La trama, priva di inutili e fastidiose sbavature, ci tiene incollati alla sedia dall’inizio alla fine, grazie alla suspense che Argento semina magistralmente per tutto il film. Immancabile l’omaggio del regista romano a Hitchcock, con la ripresa in primo piano dei due bicchieri di latte che Giordani porta a letto dove l’attende Anna, una sequenza questa analoga a quella celeberrima di “Il sospetto”. L’ascensore come teatro del finale del film è una scelta che Argento farà anche quattro anni dopo per “Profondo rosso”, anch’esso girato a Torino. Ottimo il cast formato da numerosi e bravi caratteristi primo fra tutti Tino Carraro, qui Fulvio Terzi, papà di Anna e proprietario dell’omonimo istituto. I due attori principali che Argento ha scelto hanno avuto un percorso professionale diverso, per tante e anche ovvie ragioni. Per parlare di Malden non basterebbe una giornata intera e questo non soltanto grazie alla sua lunga vita (ci ha lasciati nel 2009, tre anni prima di compiere un secolo), ma anche ai numerosi film e serie tv, molti dei quali entrati nella storia della settima arte; fra “Non desiderare la donna d’altri” e “Pazza” (scegliamo il primo e l’ultimo film di un certo rilievo), ci sono titoli come “Fronte del porto”, “Io confesso”, “Baby Doll”, “Un tram che si chiama desiderio”(Oscar come miglior attore non protagonista),“L’uomo di Alcatraz”, “Cincinnati Kid”, “Patton”, oltre naturalmente la serie “Sulle strade di San Francisco” a fianco di Michael Douglas. Malden è anche stato per tre anni presidente dell’Academy of Motion Picture Arts. Davvero un grande attore. Nella sua breve carriera Franciscus, scomparso a soli 57 anni, è stato un classico attore “fisico”, specializzato nei film d’avventura e action; fu scelto per “L’altra faccia del pianeta delle scimmie” del 1970 grazie alla sua somiglianza con Charlton Heston, protagonista del precedente “Il pianeta delle scimmie”; un’altra curiosità legata a una somiglianza è quella che vide Richard Chamberlain essere scelto per il ruolo del dottor Kildare, dopo che Franciscus aveva declinato l’offerta a vantaggio di un’altra serie tv. Mai realizzata. UMBERTO BERLENGHINI

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