Radio3 Suite

Maria Grazia Calandrone

  • Andato in onda:21/08/2007
  • Visualizzazioni:

Secondo appuntamento con Maria Grazia Calandrone e la poesia spagnola sulla guerra civile: Danni naturali e umani. Guernica, detriti Il sistema linfatico dei morti sulle rose le fiamme ancora attorcigliate alla cinghia dei nervi e volatili eliche di ciocche: le pose omeriche della materia semiviva. I sepolti sopra la terra, se avranno pietà di noi sembreranno caduti in un sonno privo di giudizio come un enorme pasto di carne umana, sembreranno mischiare con una smarrita rassegnazione - carne- sguardi al fango fumigante di Guernica abbozzando un sorriso come latte cotto nella polvere, come per dire di una tregua. Rimane nelle fabbriche da guerra la nostra parte nella catastrofe, un mondo non più abituale che esala i suoi morti a nostra mortificazione. Siamo fango che dorme, un documento in bianco, tutto il silenzio spinto nell'armatura interna del torace, oggetti privi di confine con la terra: qui è perduto il confine tra corpo e terra. Non io - non ero in pace con il corpo di terra sollevato dal battesimo e d'un colpo deposto benché fosse una cosa che al centro aveva il cuore e il sangue da quel cuore circolava ancora alla periferia del corpo di sua madre: tutta lei è una gora di sangue che crolla dalla bocca del figlio. Figlio!, il tuo nome era l'orgoglio della mia bocca, spuntava da solo dal bianco degli incisivi, rotolava di sera tra le chiostre come perle già andate nella pace dell'alba le sue vocali ché dal primo respiro mattinale mi cominciava un sorriso dal petto al pronunciarti. La bocca spalancata di sua madre somigliava al silenzio di un astro. Questo è quello che avete fatto voi.

Vuoi rivedere o riascoltare un altro programma?

Commenti

Riduci
Navigazione alternativa dei video correlati