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Club - Landru

  • Durata:01:55:00
  • Andato in onda:11/11/2013
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LANDRU di Claude Chabrol – F/I – 1962 – 115’ Con Charles Denner, Danielle Darrieux, Michèle Morgan, Stéphane Audran Parigi, 1917. La grande guerra, l’inutile strage come l’ha definita Papa Benedetto XV, è al suo culmine. In città si vedono solo donne, anziani e bambini, con gli uomini che sono invece sul fronte di guerra. Henri-Desiré Landru (Denner) è a capo di una famiglia numerosa con serie difficoltà economiche; notata la ragguardevole presenza femminile per le vie della ville lumière, a Landru viene l’idea di sedurre le povere donne rimaste sole, spesso proprio a causa del conflitto, promettendo loro un meraviglioso matrimonio. Con i suoi modi gentili e garbati, Landru riesce a farsi intestare i loro beni patrimoniali, un atto questo che poi segna la tragica fine per le inconsapevoli vittime. Il lavoretto sembra facile, con Landru che conquista l’amore e la fiducia prima di Berthe Héon (Darrieux), poi quello di Célestine Buisson (Morgan) e via via le altre. Ogni volta Landru acquista due biglietti di andata e uno di ritorno per Gambais, una cittadina non lontana da Parigi dove l’uomo ha una villa. A indicare il ritorno di Landru nella capitale, c’è la fumata nera che esce dal camino della casa di campagna. Finalmente la guerra finisce, la vita nelle strade torna normale, con le donne al braccio dei loro uomini reduci dalle trincee. L’omicida è quindi costretto a rinunciare alla sua lucrosa e criminale attività, vista la penuria di potenziali vittime. Per Landru arriva inaspettato l’amore, quello vero, quando conosce la bella Fernande Segret (Audran). Ma la relazione con Fernande ha breve durata: un giorno, in strada, Landru viene riconosciuto dalla sorella della Buisson che lo denuncia alla polizia. Finito sotto processo per aver ucciso una quindicina di signore, Landru si difende egregiamente dalle accuse che, effettivamente, non sono supportate da prove schiaccianti. Ma un colpevole di quelle sparizioni va trovato per forza, c’è di mezzo la ragion di Stato. “Non potete immaginare a che cosa sia costretto un uomo oggi per sopravvivere” è una delle tante geniali e esilaranti battute di cui il film di Chabrol, il suo primo in costume, è pieno: questa in particolare poteva anche essere un’esternazione del regista parigino, riferita alle condizioni economiche che in quel momento attraversava, a causa dei precedenti insuccessi commerciali che lo avevano ridotto in bolletta. Con il suo “Monsieur Verdoux”, nel 1947 anche Charlie Chaplin aveva raccontato la storia di Landru ambientandola però nell’America del ’29, scegliendo di privilegiare la psicologia dell’omicida seriale. Chabrol invece punta il dito sulla società, sulle istituzioni, sulle loro ipocrisie, trasformando la vera vicenda di un serial killer, in un dramma sociale dove, grazie anche all’umorismo del protagonista, arriviamo alla fine del film tifando per lui. E non può essere altrimenti, merito anche della sceneggiatura scritta da Françoise Sagan:basti pensare a dialoghi come quello fra Landru e una sua vittima che, in risposta alle lamentele della donna per il troppo caldo, lui le risponde “e pensi che ancora non ho acceso il forno”; o anche la dichiarazione d’amore sincero che Landru fa a Fernande, quando le dice che se non la chiede in sposa è perché l’ama davvero (una proposta di matrimonio la Audran la ricevette sul serio ma da Chabrol, proposta che accettò). Da segnalare i cammei dello scrittore Raymond Quenau nella parte del primo ministro Georges Clemenceau e di Jean-Pierre Melville, uno dei più grandi registi francesi di tutti i tempi, che qui è Georges Mendel. Semplicemente straordinario Denner, aiutato anche dal trucco marcatissimo che lo fa somigliare molto al vero Landru. Senza saperlo, nel film di Chabrol, Denner fa le prove per quello che, quindici anni dopo, sarà il ruolo della sua vita: quello di Bertrand Morane. Cioè “L’uomo che amava le donne” . Scheda a cura di Umberto Berlenghini

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