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Club - W la foca

  • Durata:01:25:00
  • Andato in onda:03/02/2013
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W LA FOCA di Nando Cicero – I – 1981 – 90’ Con LORY DEL SANTO, BOMBOLO, DAGMAR LASSANDER, RICCARDO BILLI Dal profondo nord l’avvenente Andrea (Del Santo) giunge a Roma in cerca di lavoro. Lo trova subito come assistente del dottor Filippo Patacchiola (Bombolo), medico condotto, uno di quelli che di fronte a una bella paziente che lamenta una leggera dermatite al cuoio capelluto, per curarla al meglio la fa spogliare. Della discutibile deontologia professionale del marito, da tempo la moglie (Lassander) se n’è fatta una ragione, trovando anzi consolazione fra le braccia di qualunque maschio le capiti a tiro. Anche il resto della famiglia è per l’ingenua Andrea fonte di preoccupazione, visto che la povera ragazza deve badare a una svampita e a un ritardato mentale, entrambi figli del suo datore di lavoro. Peggio di tutti è però nonno Patacchiola (Billi), un vecchietto con la psiche e la verve di un maniaco sessuale. Per gioco Andrea si iscrive a un concorso fotografico che, manco a dirlo, vince a mani basse: il premio è una foca, non di peluche, ma una vera. Ci mancava solo una foca in casa Patacchiola. Basta la trama per capire che non ci troviamo di fronte a Billy Wilder. Detto questo va però dato atto a Cicero di aver realizzato un film che, volenti o no, fa parte e, forse, è il più rappresentativo, perché meglio riuscito di un filone che ha attraversato il nostro cinema per tutti gli anni Settanta e parte degli Ottanta, la cosiddetta “commedia scollacciata” o “pecoreccio” che dir si voglia. Alla sua uscita al cinema il film beccò subito un divieto ai minori di anni 18 non tanto per i nudi (mai integrali) o per le battute da caserma (oggi non abbiamo più bisogno di entrare in una caserma per sentirle), ma semplicemente per il titolo che evocava (ed evoca) un vecchio… inno alla vita tutto maschile, che nel film ha come degna replica “che Dio la benedoca!”. A causa del divieto il film fu ritirato dalle sale e rimase praticamente nascosto e dimenticato fino a quando, dall’al di là dove era volato nel 1995, Cicero si prese la rivincita con il suo lavoro proiettato nove anni dopo durante il Festival di Venezia, che favorì poi l’eliminazione del divieto e lo sdoganamento per l’home video e la tv. La sequela di barzellette montate egregiamente da Daniele Alabiso vede numerosi celebri attori del mondo del cabaret come Carmine Faraco, Franco Bracardi, Martufello; c’è anche Alessandra Canale, futura annunciatrice tv. All’inizio del film, in una breve sequenza, protagonista è Moana Pozzi nella parte di una passeggera di un treno, in difficoltà di fronte al controllore perché priva di biglietto: ma riesce a cavarsela. Indovinate come? Umberto Berlenghini

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