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21 OTTOBRE EMILIA. SEI MESI DOPO IL TERREMOTO
21 novembre 2012

 

La chiusura dell’ultima tendopoli, se ha da un lato assicurato un tetto a tutti i terremotati dell’Emilia prima dell’arrivo dell’inverno, non simboleggia certo la fine dei problemi per le decine di migliaia di modenesi, ferraresi, bolognesi, reggiani, mantovani che il 20 e il 29 maggio scorsi hanno avuto la vita sconvolta dai tre più potenti sismi in zona degli ultimi cinque secoli. Buona la capacità di reagire delle imprese interessate che tuttavia nono sono state ancora in grado di recuperare una piena capacità produttiva. Alta l’entità dei danni diretti e indiretti di chi lamenta pesanti ritardi nella definizione della questione fiscale, dai pagamenti dell’IMU sui fabbricati danneggiati all’Irpef. Definitivamente sbloccati, intanto, dall’Europa i 670 milioni di aiuti messi in discussione all’inizio di novembre da cinque Paesi dell’Unione.

Il punto con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il Vice Presidente della Commissione europea Antonio Tajani, il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il Prsidente Nazionale della CNA Ivan Malavasi, il Presidente di Confindustria Emilia Romagna Maurizio Marchesini, il Direttore per i Beni Culturali dell’Emilia Romagna Carla di Francesco e il Direttore della Gazzetta di Modena Enrico Grazioli.

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