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Scaletta di lunedì 23 aprile 2012

slcontent

Jack White "Missing Pieces"Temper Trap
Wilco "I'm Trying To Break Your Heart"
Afterhours "La Terra Promessa Si Scioglie Di Colpo"
Almamegretta "Nun Te Scurdà"
Jack White "Hypocritical Kiss"
Sinead O'Connor "Queen Of Denmark" 
Beth Jeans Houghton "Sweet Tooth Bird"  
Michael Kiwanuka "Tell Me A Tale"
Le Case Del Futuro "Lucertola"  
Wilco "Jesus Etc."     
      
      
THE TEMPER TRAP LIVE

The Temper Trap "Trembling Hands" (Live)
The Temper Trap "Sweet Disposition" (Live)   
The Temper Trap "Need Your Love" (Live)
The Temper Trap "London's Burning"    
 
   
 


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                 The Temper Trap

Live a Moby Dick

Lunedì 23 aprile 2012

Ore 21.30

Radio2

 

Moby Dick, la balena musicale di Radio2 condotta da Silvia Boschero, ospita lunedì 23 aprile alle 21.30 la band australiana dei Temper Trap per un live-intervista.

 

I Temper Trap, che ebbero un’incredibile successo nel 2009 col debutto che conteneva il brano “Sweet dispositions” (in cima alla classifica inglese per mesi), presenterà in anteprima il nuovo lavoro “The Temper Trap” in uscita il 22 maggio e la nuova formazione a cinque dopo l’entrata in scena di Joseph Greer alle tastiere e alla chitarra. Il disco è stato prodotto a Los Angeles da Tony Hoffer (già a fianco di Beck, M83, Phoenix). Ormai di stanza a Londra, i Temper Trap mostrano nel disco la loro doppia anima: da una parte le ballad soffuse e malinconiche (la soffusa “Dreams” tutta tastiere anni Ottanta), dall’altra il pop antemico e sintetico (come nella “clashiana” “London’s burning” scritta subito dopo gli scontri di Londra) o i brani poppettoni (il singolo “Need your love”).

I Temper Trap sono Dougy Mandagi (voce e chitarra, indonesiano cresciuto a Melbourne), Jonathon Aherne (basso), Toby Dundas (batteria), Lorenzo Sillitto (chitarra) e Joseph Greer (tastiere).

  

   

MOBY DISK

Jack White "Blunderbuss"  

     

L'esordio solista del rocker più influente degli ultimi anni è un disco colorato (sì, già questa è una novità), incredibilmente melodico, pieno di pianoforti, di cori, di falsetti magistrali. “Blunderbuss” - il fucile con la canna a forma di trombone - è un album molto aperto, vario, femminile, nonostante parli dappertutto del dolore che una donna puo' infliggerti (lui e la moglie si sono lasciati lo scorso anno). E' un disco che suona nuovissimo e vintage allo stesso tempo - lui stesso ha dichiarato: “poteva esser registrato nel 1973, ho pensato a come scriveva le canzoni Johnny Cash” - è come quando i Rolling Stones si mettevano a rifare il blues, ma quaranta anni dopo e con tanta più musica dentro. I pianoforti sono l'anima, al centro di un saloon senza tempo, dove ad offrire da bere è Jack White Terzo: la bella “Hypocritical kiss”, ma anche “I think I should go to sleep” e “Trash tongue walker” con il piano che accelera all'impazzata su un rutilante rock and roll. E poi ci sono le radici, anche esplicite, con la divertente e agitata cover di “I'm shakin'”, brano del bluesman Little Willie John, tutta coretti femminili, e un pezzo-carillon “Hip (eponymous) Poor Boy”, che riporta alla classica tematica blues del “povero ragazzo” abbandonato da qualche femmina sconsiderata. Infine la dilatata “On and on and on”, ancora piano, accenni psichedelici, molto anni Settanta, dove Jack canta “la gente vuole che io sia sempre lo stesso”. Se le cose stanno così, stavolta per “la gente” questo nuovo, favoloso e liberato Jack White (come canta in Freedom at 21”), sarà una delusione. 

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