
Ha scritto per tanti: da Daniele Silvestri ("Acqua che scorre") a Noemi ("Odio tutti i cantanti", "Musa"), da Nina Zilli ("La felicità") a Roberto Dellera (il bassista degli Afterhours), e quest'anno anche per Francesco Renga a Sanremo. Ma Diego Mancino sa scrivere anche per stesso, come ha dimostrato questa mattina a Twilight, dove ha presentato il suo ultimo disco, "È necessario".
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IL DISCO DEL GIORNO |
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IL LIBRO DEL GIORNO "La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta", Andrea Camilleri, Sellerio, pp. 320 Otto storie inedite di Camilleri, otto racconti perfetti che, come sempre, riescono a stupire, commuovere, emozionare, far ridere. Straordinari perché straordinarie sono "le persone, anche le più normali, che ho osservato, notato, conosciuto". Attingono al serbatoio della memoria, vastissima, dell'autore, ma anche al suo senso del teatro e della storia, al suo sguardo ironico e divertito. "Storie inventate, ma altrettanto possibili", pensate per comporre quel grande romanzo di Vigàta che Camilleri ha progettato. Questa volta al centro delle narrazioni ci sono balli in maschera e presepi viventi, contrabbando di volpini e commerci di salgemma, testamenti con azzardati codicilli e matrimoni che non si possono fare, fuitine maldestre, sfide tra gourmet del gelato. Teatro di questa umanità variegata sono spesso circoli e tavoli da gioco, salotti con tavolini a tre gambe pronti a richiamare gli spiriti, piazze e spiagge del sud della Sicilia. Accanto al riso, all'ironia pungente, allo scherzo, c'è spazio in queste storie pure per la riflessione amara, il momento di pietà, lo sguardo solidale. Perché Vigàta è popolata anche di poveracci costretti ad arrangiarsi, tutti però pieni di dignità e qualche volta baciati da una fortuna che ha qualcosa di magico. |