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Il buongiorno di Twilight del 15/03/2012

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Ha scritto per tanti: da Daniele Silvestri ("Acqua che scorre") a Noemi ("Odio tutti i cantanti", "Musa"), da Nina Zilli ("La felicità") a Roberto Dellera (il bassista degli Afterhours), e quest'anno anche per Francesco Renga a Sanremo. Ma Diego Mancino sa scrivere anche per stesso, come ha dimostrato questa mattina a Twilight, dove ha presentato il suo ultimo disco, "È necessario".

 

IL DISCO DEL GIORNO
"È necessario" (2012), Diego Mancino, Yuma
Con "È necessario" Diego Mancino abbandona chitarre acustiche e atmosfere intimiste per tuffarsi nella modernità, grazie anche all'incontro con due nomi di spicco del panorama rap e undeground nazionale come Dj Myke (Jovanotti, Fabri Fibra, Calibro 35, Stylophonic, The Bloody Beetroots, Cor Veleno) e Marco Zangirolami (Fabri Fibra, Nesli, Dargen D’Amico, Vacca, Caneda, Ensi, Raige). Una scintilla creativa che ha dato vita ad un nuovo viaggio musicale, dove il pop e la canzone d'autore si fondono con l'elettronica, il djing e l'hip-hop. Diego ha iniziato a divertirsi, a liberare la penna, scrivendo così canzoni da ballare, capaci di veicolare un messaggio anche attraverso brevi, efficacissime frasi. Undici piccoli affreschi poetici sull'amore, il problema della casa e del lavoro, il senso del tempo, mai banali, dagli arrangiamenti freschi e assolutamente al passo coi tempi.

IL LIBRO DEL GIORNO 
"La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta", Andrea Camilleri, Sellerio, pp. 320
Otto storie inedite di Camilleri, otto racconti perfetti che, come sempre, riescono a stupire, commuovere, emozionare, far ridere. Straordinari perché straordinarie sono "le persone, anche le più normali, che ho osservato, notato, conosciuto". Attingono al serbatoio della memoria, vastissima, dell'autore, ma anche al suo senso del teatro e della storia, al suo sguardo ironico e divertito. "Storie inventate, ma altrettanto possibili", pensate per comporre quel grande romanzo di Vigàta che Camilleri ha progettato. Questa volta al centro delle narrazioni ci sono balli in maschera e presepi viventi, contrabbando di volpini e commerci di salgemma, testamenti con azzardati codicilli e matrimoni che non si possono fare, fuitine maldestre, sfide tra gourmet del gelato. Teatro di questa umanità variegata sono spesso circoli e tavoli da gioco, salotti con tavolini a tre gambe pronti a richiamare gli spiriti, piazze e spiagge del sud della Sicilia. Accanto al riso, all'ironia pungente, allo scherzo, c'è spazio in queste storie pure per la riflessione amara, il momento di pietà, lo sguardo solidale. Perché Vigàta è popolata anche di poveracci costretti ad arrangiarsi, tutti però pieni di dignità e qualche volta baciati da una fortuna che ha qualcosa di magico.