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Tamerlano
Tamerlano

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Timur, meglio conosciuto col soprannome di Timur-i-Lang, che in persiano (l'idioma più diffuso nell'Asia del Tre-Quattrocento) significa "Timur lo Zoppo" è stato cantato da Christopher Marlowe e da Wolfgang Goethe: è stato il conquistatore più grande e terribile che sia mai vissuto al mondo dopo Alessandro il Grande e prima di Jozip Stalin. Nato nel 1336 presso Samarcanda, nell'odierno Uzbekistan, dal capo di una piccola tribù turkestana, egli assisté giovanissimo al disgregarsi dell'impero mongolo di Genghiz Khan e ne approfittò battendo l'uno dopo l'altro i potentati dell'Asia centrale, sino a unificare, nel 1369-70, tutte le terre tra Caspio, lago d'Aral e Indo Kush. Musulmano ortodosso, si accontentò sempre del pur altisonante titolo di "Grande Emiro" rifiutando tuttavia quello di Khan e mirando tuttavia alla ricostituzione del grande impero di Genghiz Khan, del quale si proclamò discendente. Batté così anche i potenti khan mongoli dei principati estesi tra Siberia e Mar Nero e invase nel 1398 l'India nordoccidentale imponendovi un nuovo potere sultaniale che si sarebbe poi evoluto nella gloriosa dinastia dei Gran Moghul. Principe inflessibile e crudele, celebre per le sue crisi d'ira che lo portavano alla soglia di atteggiamenti simili alla follìa, Timur fu tuttavia un protettore delle arti e un grande costruttore di splendidi monumenti. Conobbe e protesse sia il poeta Hafiz, sia lo storico Ibn Khaldun, e abbellì la sua capitale, Samarcanda, di mirabili monumenti tra cui il mausoleo detto Ghur i-Mir, nel quale riposa.

Credits

di Franco Cardini. Regia di Vittorio Attamante.