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  • 1914

    Luglio 1914: a ripensarci, quello fu davvero il mese più drammatico del nostro secolo. Quelle settimane che corsero tra l'assassinio dell'erede al trono d'Austria, Arciduca Francesco Ferdinando, e le dichiarazioni di guerra delle massime potenze d'Europa, furono una tale preparazione di avvenimenti straordinari, di decisioni enormi, di mutamenti radicali, che si potrebbero rassomigliare all'inizio di una tempesta cosmica. Fu davvero uno di quei momenti della storia universale, in cui pare che tutte le forze che muovono l'umanità -potenze materiali e potenze spirituali, volontà consapevoli e istinti oscuri, azioni di singoli e azioni di masse - confluiscono, s'avviluppano e precipitano in una crisi storica. Menzogna e leggerezza, passione e paura di trenta diplomatici, principi e generali, trasformarono milioni di uomini pacifici in assassini, briganti, incendiari, per la durata di quattro anni, per la ragion di Stato, per lasciare alla fine l'Europa imbarbarita, appestata, in miseria. Nessun popolo ne ricavò un profitto duraturo. Tutti perdettero Eventi di quella grandezza e complessità sogliono richiedere un lavoro di più generazioni, parecchi decenni di indagine, di critica, di revisione, ed anche di meditazione pacata e serena, prima che se ne veda maturare una vera e propria sintesi storica. "Alle otto della sera" ha tentato di ridar vita a quegli eventi.
  • 1956: Krusciov contro Stalin

    Demetrio Volcic, celebre corrispondente per la RAI in varie parti del mondo (tra cui Praga, Vienna, Bonn e Mosca dove ha vissuto per lungo tempo), esperto di questioni russe e dei paesi dell'Europa dell'Est, con il ciclo 1956: Krusciov contro Stalin racconterà, attraverso anche i suoi ricordi, fatti e personaggi "dell'indimenticabile 1956". Anno cruciale per la storia del Movimento Comunista Mondiale e per la storia dell'Europa.
  • 1956. L'anno spartiacque

    Nella storia del Novecento, il 1956 segnò un passaggio d'epoca: sia ad Oriente che ad Occidente. Nella storia del comunismo infatti segnò la demolizione postuma dell'uomo con cui, per un quarto di secolo, il comunismo si era identificato: Stalin. E nella storia dell'Occidente, segnò la fine del vecchio colonialismo europeo, umiliato a Suez sia dall'avversario sovietico che dall'alleato americano. Se non bastesse, il '56 vide anche una vera e propria guerra nel cuore dell'Europa: la ribellione dell'Ungheria e la sua uscita dal neonato "Patto di Varsavia", bloccata dall'invasione sovietica nell'indifferenza operativa della grande potenza avversaria. Eppure il nuovo orientamento strategico degli USA, dovuto al nuovo segretario di Stato John Foster Dulles, aveva proclamato il proposito di "rigettare all'indietro" - cioè di far arretrare - la cosiddetta "cortina di ferro". Fu dunque il destino dell'Ungheria '56 un tragico esempio di quel che accade quando la propaganda "sfugge di mano". Ma il '56 fu anche l'anno di altri memorabili eventi in altri scacchieri mondiali: dalla Francia all'Islanda, dalla Polonia alla Cina. Davvero, dopo quell'anno, il mondo non fu più lo stesso.BibliografiaElenco delle musiche
  • 29 maggio 1453: la caduta di Costantinopoli

    Il 29 maggio 1453, Costantinopoli cadde in mano ai turchi di Mehmet II il Conquistatore. Questa serie di Alle otto della sera, curata da Silvia Ronchey, non racconterà una vicenda di anni, e neppure quella di un anno solo, ma narrerà - pur con flash back sul passato dell'impero bizantino e continui flash in avanti a illuminare l'attualità - la storia di un unico giorno, un giorno che ha cambiato la storia. Il giorno che ha inserito violentemente l'Islam nella dinamica geopolitica europea, ma ha mostrato anche il suo innestarsi nella civiltà con la quale è presunto oggi confliggere. Perché il 29 maggio 1453 è la data di una caduta o di una conquista, a seconda dell'ottica con cui lo si vuole guardare: è la data che segna la rimozione di Bisanzio - e cioè, in definitiva, dell'eredità dell'impero romano - dalla memoria collettiva occidentale, ma anche un'accresciuta partecipazione, da parte della civiltà islamica, a quell'eredità.
  • Alcide De Gasperi

    Scrive Giulio Andreotti:"Cinquanta anni sono tanti, ma quando comprendono eventi che, nazionalmente e nel mondo, hanno più volte modificato le grandi linee della politica, dei rapporti economici, delle stesse tendenze culturali, il dimenticare è facile. Ricordare il Presidente della Ricostruzione è un dovere morale, ma è anche una esigenza per l'informazione di chi allora non c'era e per la formazione della gioventù, che spesso è insidiata da un concetto superficiale e rissoso della vita pubblica. De Gasperi visse le sue esperienze giovanili rappresentando nel Parlamento di Vienna il Trentino irredento. E continuò a portare la voce e le virtù della sua gente montanara nel Parlamento italiano, purtroppo in un contesto nel quale le libertà furono soffocate e non vi fu più posto per i democratici. Costruttore della ripresa dei cattolici democratici fu guida sicura e consentì un recupero internazionale e l'avvio di un europeismo, che ha avuto in seguito tutto il suo sviluppo unificando il Continente, a lungo frazionato. Per questo proponiamo una rilettura attenta della vita del Presidente De Gasperi."
  • Aldo Moro

    In questo nuovo ciclo Corrado Guerzoni racconta Aldo Moro, la biografia di studioso, di esponente del mondo cattolico e di politico. Guerzoni ha seguito per quasi 19 anni l'On. Moro nei suoi incarichi di partito e di governo. Ha avuto così modo di rendersi conto in prima persona del formarsi e dell'evolversi della strategia politica di Moro indirizzata ad inserire le grandi masse popolari nella vita democratica dello Stato, aderendo e proseguendo la politica di centro di De Gasperi, attuando la politica di centro sinistra con i socialisti, esplorando, infine i percorsi difficili ed in salita della strategia dell'attenzione verso i comunisti: dal confronto, all'astensione, alla partecipazione ad un accordo politico-programmatico.
  • Alexandros

    Raccontare Alessandro è un'impresa impegnativa, per l'enormità dell'impresa del Macedone, per la complessità delle situazioni e dei problemi, per le molte zone d'ombra che si annidano nella sua vicenda. La narrazione comincia dalla nascita del principe, lo segue attraverso le vicende della sua giovinezza, nei giorni drammatici che fecero seguito all'assassinio del padre Filippo, tuttora avvolto nel mistero, e poi nella fulminea campagna in Oriente che a soli 23 anni lo consacrò virtualmente signore del mondo. Si cerca di analizzare la sua personalità così fortemente simboleggiata dal mito dell'occhio nero e dell'occhio azzurro, simboli si può dire della sua duplice natura: barbarica e selvaggia come quella della madre Olympias, razionale e coraggiosa come quella del padre Filippo. E si indugia sull'influsso del grande maestro Aristotele che lo educò per un periodo di quasi tre anni nel ritiro di Mieza.
  • Anna Magnani

    Il ciclo, scritto e condotto da Italo Moscati in occasione dei trent'anni dalla morte della grande attrice, ricostruisce la biografia della Magnani, seguendo fedelmente le sue vicende di artista conosciuta in tutto il mondo e la sua vita fra amori, disavventure, matrimoni, separazioni anche drammatiche. Lo scopo del racconto è di sottolineare che la Magnani non è soltanto la straordinaria protagonista di "Roma città aperta" o la prima attrice straniera che riuscì a vincere il Premio Oscar, ma anche un personaggio di rilievo sul piano personale e umano, una delle immagini dell'Italia più amate nel mondo. La sua vita è un vero e proprio romanzo intessuto di successi e di storie d'amore, come quelle con i registi Goffredo Alessandrini e Rossellini, con gli attori Massimo Serato, Anthony Franciosa e Osvaldo Ruggeri. Storie di passione ma anche di amicizia, oltre che di lavoro. Tutti capitoli di un romanzo vero in cui un posto particolare ebbe il rapporto con il figlio Luca, nato dalla relazione con Serato e che Anna allevò praticamente da sola, aiutando il ragazzo ad uscire da una grave malattia.
  • Annibale

    Il bambino spaurito che, conscio della gravita' dell'impegno, giura al padre davanti all'altare che mai sara' amico del popolo romano, il comandante guercio che reca la distruzione in Italia a cavalcioni dell'elefante africano o il magnifico esule che, ormai vecchio, si uccide con il veleno su una spiaggia della remota Bitinia per sfuggire all'odio dei vincitori : queste le immagini forse piu' vivide che di Annibale restano abitualmnete nella memoria. Giovanni Brizzi, uno specialista che gli ha dedicato, tra l'altro, un'autobiografia immaginaria ("Annibale. Come un autobiografia" Rusconi), non solo ripercorre, per Radio2, l'intera vicenda terrena del cartaginese (le origini e la famiglia, i primi contrasti con Roma, le campagne iberiche e la presa di Sagunto, la guerra in Italia con le grandi vittorie e il lento dissolversi della supremazia, la sconfitta di Zama, l'esilio e la morte) ma ne valuta portata ed eredita', assapora le atmosfere che ne hanno cinto la figura e proietta le une e le altre sul piu' vasto quadro della storia mediterranea.
  • Arte e Conversazione

    Luca Zingaretti con la sua voce calda e professionale ci introdurrà ai segreti della conversazione. Nelle dieci puntate di programmazione si intende evocare una vicenda che è stata una delle grandi avventure e glorie dello spirito europeo. La conversazione, canonizzata in Francia a fine Seicento, obbediva a un ideale di socievolezza, all'insegna dell'eleganza e della cortesia, che contrappone alla logica della forza e alla brutalità dell'istinto, un'arte di stare insieme basata sulla seduzione e sul divertimento reciproco.
  • Attila

    Nell'immaginario collettivo contemporaneo Attila è ben presente: non si sa bene chi sia stato, ma lo si identifica certamente con un 'cattivo' della storia, anzi è visto come un simbolo di distruzione e di morte, il 'flagello di Dio', dietro il cui cavallo non cresceva più un filo d'erba. Gli Unni, il suo popolo, furono descritti dagli antichi etnografi come esseri più bestiali che umani. Eppure, le moderne ricerche sottolineano la sua intensa attività diplomatica e i suoi sforzi per dare al suo popolo una forma statale progredita e per attuare una convivenza reciprocamente vantaggiosa con l'impero romano: egli ci appare sempre più come uno dei grandi capi barbarici del V secolo. Per quel che conosciamo, la vita di Attila è una biografia coinvolgente, ricca di aneddoti e di luoghi comuni da sfatare sullo sfondo di un impero romano già in crisi irreversibile, ma ancora capace non solo di sconfiggere gli Unni, anche di affascinarli con la forza d'attrazione della propria millenaria civiltà.
  • Avanguardie 900

    L'intento di questa serie di trasmissioni e' di ripercorrere il cammino delle avanguardie del '900. Di raccontarne le origini e i momenti salienti, di presentare i protagonisti anche attraverso rari documenti sonori nei quali potremo sentire le voci di Filippo Tommaso Marinetti, Antonin Artaud, Salvador Dali' e Guillaume Apollinaire, W.Burroughs, Louis Ferdinand Celine, George Bataille. L'esplorazione di Marco Dolcetta parte dalla fine del XIX secolo, quando i grandi valori della borghesia cominciano a entrare in crisi, e si sviluppa attraverso i primi decenni del '900 con i piu' importanti movimenti culturali delle avanguardie storiche (futurismo, espressionismo, il dada e il surrealismo) per arrivare agli anni '60 con la Beat Generation o il neofuturismo di Mario Schifano.
  • Betasom

    Betasom era il nome convenzionale assegnato alla base dei sommergibili italiani a Bordeaux durante la Seconda guerra mondiale da dove queste unità parteciparono alla Battaglia dell'Atlantico insieme ai sommergibili tedeschi. In queste conversazioni, dopo una breve introduzione che inquadra i mezzi impiegati e il teatro operativo, verranno raccontate le storie delle navi e degli uomini che li portarono al combattimento, fra questi in particolare Fecia di Cossato, Gazzana Priaroggia, Todaro, Longobardo, Longanesi ed altri. Verranno raccontate anche le storie del salvataggio dei naufraghi della nave corsara Atlantis, del transatlantico Laconia e delle avventure dei marinai italiani a Singapore. Con queste conversazioni non si esaurisce la storia di questi uomini e di queste navi, ma si offre ad un vasto pubblico un aspetto della storia del nostro Paese finora noto solo ad una ristretta cerchia di specialisti e di appassionati della storia navale e militare.
  • C'ERA UNA VOLTA IL MITO

    Normalmente, tale espressione viene usata per designare quel grandioso, smisurato corpus di racconti mitici che il mondo classico ci ha tramandato. Si tratta di racconti che hanno per interpreti soprattutto dei ed eroi, ma anche uomini e donne normali, le cui vicende hanno trovato modo di assumere valore eccezionale. In questa maniera sono considerati racconti 'mitici' tanto il conflitto fra Zeus e Prometeo per la spartizione delle carni del sacrificio quanto le sventure di Edipo parricida e incestuoso; tanto la scomparsa di Persefone all'Ade quanto il folle amore di Narciso per la sua propria immagine. In questo nuovo ciclo di Alle Otto della Sera, Maurizio Bettini racconta i miti classici assieme alla cultura che li ha prodotti, per illustrarli alla luce dei modelli che essi presuppongono, e per spiegare la cultura classica attraverso la forma che le è più congeniale: quella narrativa.
  • Carlo Magno

    La vita dell'imperatore che oltre mille anni fa volle unificare l'Europa, raccontata dall'autore della sua biografia piu' recente e fortunata. Una narrazione appassionante che ripercorre le guerre di conquista e gli intrighi di palazzo cui Carlo Magno dovette la corona imperiale; analizza le riforme politiche, religiose, culturali che hanno lasciato un'impronta duratura sul nostro continente; ma a tutto questo intreccia l'esplorazione del privato, interrogandosi sull'uomo che fu Carlo Magno, riscoprendone la vita quotidiana, il carattere, la fisicita' e gli affetti.
  • Chi comanda in Italia

    Chi comanda in Italia? Dove si forma l'establishment nazionale? In quali serbatoi si selezionano "quelli che contano"? Antonio Galdo ha attraversato con un lungo viaggio, che parte dagli anni del dopoguerra e arriva ai nostri giorni, i più importanti universi dai quali proviene la classe dirigente italiana. Navigare nelle isole e negli arcipelaghi di "Chi comanda in Italia", attraverso un ciclo temporale di mezzo secolo, significa anche raccontare il potere e la sua distribuzione nel nostro Paese. Con i suoi protagonisti, le loro storie fatte di polveri e di altari. Ma sullo sfondo resta ciò che disse il celebre banchiere Raffaele Mattioli, una delle figure centrali del Novecento italiano, nell'immediato dopoguerra: "Dobbiamo pensare a come dare all'Italia una vera e solida classe dirigente". Un tema di straordinaria attualità.
  • Chung Kuo-Cina, l'Impero di Mezzo

    Chung Kuo-Cina, l'Impero di Mezzo E' la civiltà più antica di tutte eppure sappiamo poco di lei. Ricordiamo che ha inventato la seta, la stampa e la polvere da sparo molto prima di noi, ma la sua storia resta un grande "buco nero" per gli occidentali. Oggi che la Cina torna a occupare il posto che è stato il suo per molti secoli - quello di una superpotenza - di colpo anche l'interesse per il suo passato sta esplodendo. Il XXI secolo sarà il secolo cinese e non possiamo più permetterci di ignorare la nazione che è destinata a essere il nuovo centro del mondo. Federico Rampini ci guida alla scoperta di personaggi e vicende salienti per capire la Cina del passato e quella di oggi. Il giornalista e scrittore che vive a Pechino racconta la vera storia di Confucio, un pensatore laico la cui influenza nel mondo rivaleggia con quella di Cristo e Maometto, e che oggi conosce un revival inaspettato. Gengis Khan, il Kublai Khan e Marco Polo, l'epopea delle grandi scoperte navali della dinastia Ming sono capitoli di una storia in cui la Cina era di gran lunga il paese più avanzato e sviluppato del pianeta. Il Settecento e l'Ottocento vedono invece un brutale declino della nazione più popolosa del mondo, aggredita e umiliata dagli imperialismi occidentali e dal Giappone. Miseria e decadenza, abiezione morale, schiavismo ed economia dell'oppio sono le pagine più buie nella storia cinese. Il ricordo di quegli orrori - protratti fino alla prima metà del Novecento - è decisivo per capire la vittoria di Mao Zedong, l'artefice della rivoluzione comunista in Cina. L'ombra di Mao continua a incombere sulla Cina di oggi. La sua eredità, positiva o atroce, è ancora consistente malgrado l'evoluzione capitalistica del paese. Fare luce sugli orrori del maoismo come l'invasione del Tibet o la Rivoluzione culturale, è importante per svelare il volto oscuro del miracolo economico cinese. Nell'era in cui la Cina si appresta a contendere agli Stati Uniti la leadership mondiale, le potenzialità di questo paese sono infinite. Ma si aprono interrogativi inquietanti: per la prima volta nella storia contemporanea, l'economia globale rischia di essere dominata da un paese non democratico. Finché la Cina non avrà superato il "complesso del padre", cioè Mao, la sua ascesa rischia di esportare un modello autoritario.
  • Cielo e terra

    11 ottobre 2002: 40 anni dall'apertura del Concilio Vaticano II, un avvenimento che ha rappresentato una "rivoluzione", avendo segnato profondamente la vita e la missione della Chiesa cattolica nel XX secolo e i rapporti tra le diverse Chiese e Religioni e la storia stessa dell'umanità. Nel frattempo sotto il peso degli eventi che si sono succeduti, molti hanno dimenticato ciò che è stato il Vaticano II; per non parlare delle nuove generazioni che, di quel Concilio, ne sanno pochissimo o, molto probabilmente, nulla. Radio2 ha pensato di offrire agli ascoltatori una ricostruzione delle vicende del Concilio Vaticano II. Il titolo di questa ricostruzione "Cielo e terra nuovi" sottolinea già la convinzione di come il Vaticano II abbia rappresentato uno spartiacque nella vita e nella missione della Chiesa cattolica.
  • Città e Scrittori

    Le città degli scrittori è un viaggio in quindici puntate attraverso alcune città italiane viste e raccontate dai loro scrittori. Si parte da Trieste, città decentrata ma centrale nella storia letteraria del '900. Seguiranno Torino, la città di Gramsci e Gobetti, di De Amicis, Gozzano e Cesare Pavese; quindi Roma nei suoi molteplici aspetti, da quella proletaria di Pasolini a quella borghese di Moravia e Flaiano. Si andrà poi dalla Napoli di Alfonso Gatto e Curzio Malaparte alla Firenze di Palazzeschi e degli elzeviristi d'inizio secolo che la seppero descrivere così bene. E ancora Parma, Ferrara, la Sicilia. Un viaggio affascinante...
  • Crack

    "Il capitalismo è un sistema nel quale ogni tanto, d'improvviso, succede qualcosa che separa il denaro dagli imbecilli..." John K. Galbraith "Il grande crollo" Un viaggio affascinante, in 10 puntate, nei crack che hanno segnato la storia del capitalismo. Un sistema economico che vive, da sempre, di eccessi opposti. Il miraggio dei piccoli investitori che si infrange sul muro di omertà tra finanzieri, grandi banche ed istituzioni finanziarie. Evocare ricchezza, eventuale e potenziale e spesso solo transitoria. Avere fede di riuscire a muovere il mondo, fino al precipizio dell'illusione. Il denaro è come un fantasma, può apparire e scomparire alla stessa velocità. E il cerino del disincanto, al momento opportuno, resta spesso nelle mani degli ingenui, degli sprovveduti e dei creduloni, secondo la liturgia, immersa nei corsi e ricorsi della finanza e della speculazione. Nulla diventa più labile del confine tra il bene e il male nel gioco perverso della speculazione. Nulla è più precario, per singoli uomini e per intere nazioni, della ricchezza conquistata incrociando moneta e tempo, e puntando alla roulette delle previsioni, come dimostrano le storie esemplari di personaggi che hanno incarnato la potenza abbinata all'evanescenza del denaro.
  • Crociate

    Cosa furono veramente le crociate? Esse sono continuamente citate nel dibattito quotidiano, soprattutto come contraltare storico-ideologico del jihad, la guerra santa islamica. Ma le crociate furono veramente questo? O furono invece altro? Il programma racconta, con una ampiezza mai tentata prima, l'intera storia delle crociate maggiori di Terrasanta, quelle cioè dirette alla riconquista di Gerusalemme e del Santo Sepolcro, in un arco cronologico che va dalla fine dell'XI alla fine del XIII secolo, quando con l'assedio di S. Giovanni d'Acri (1291), ultima roccaforte cristiana in Terrasanta, si chiuse l'epopea "classica" delle crociate. In una serrata cavalcata attraverso terre e mari, regni e Imperi, il filo della narrazione conduce l'ascoltatore dall'Europa in Asia e Africa insieme a personaggi leggendari: da Urbano II e Pietro l'Eremita, i "creatori" della Prima crociata (1095-1099), sino al tragico suo epilogo a Gerusalemme con il massacro del 1099; dalle gesta di Goffredo di Buglione a quelle di Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone; dal campione medievale del jihad, il sultano d'Egitto Saladino, ai feroci mamelucchi, ex schiavi bianchi che presero il potere nel mondo musulmano, respinsero l'offensiva mongola da est e buttarono a mare gli ultimi crociati. Un lungo, appassionante racconto per comprendere il senso di una storia che ancora oggi scuote le coscienze.
  • Da Giotto a Leonardo da Vinci

    Rileggendo i versi di Dante che parlano dell'arte, di Cimabue e di Giotto nel Canto XI del Purgatorio, Claudio Strinati inizia dalla prima di queste 20 puntate di "Alle otto della sera" a riflettere sulla nascita di quello che oggi definiamo Umanesimo e Rinascimento. Con Giotto, infatti, nasce l'idea di una dimensione nuova, quella dell'artista umanista che parla al cuore e al sentimento delle persone. Al centro del racconto, dunque, c'e' la storia di questo cambiamento del "mestiere" dell'artista e del suo ruolo occupato nella societa'. Claudio Strinati ricostruisce quel clima descrivendo i rapporti tra gli artisti contemporanei e i loro predecessori, gli avvenimenti e i dibattiti religiosi che influenzavano o solo sfioravano la vita degli artisti, i personaggi politici che ne potevano cambiare le sorti, come accadde a Leonardo da Vinci con Ludovico il Moro. Un racconto ricco e avvincente per un nuovo ciclo di Alle Otto Della Sera.
  • Dalla fame alla sazietà

    Verso la fine dell'800 il digiunatore di professione Giovanni Succi si sottopose per 31 giorni alla completa astensione dal cibo. Al dodicesimo giorno cavalcò per un'ora e quaranta minuti, al ventitreesimo sostenne due assalti di sciabola. La resistenza dell'organismo umano alla privazione alimentare è sorprendente. Non è facile morire di fame, almeno letteralmente. Tuttavia, oggi nel mondo, 800 milioni di persone risultano cronicamente sottonutrite, anche nei paesi considerati ricchi e sazi. Mentre con la produzione agricola mondiale si potrebbero nutrire almeno 12 miliardi di esseri umani, il doppio degli attuali abitanti del nostro pianeta. Ma nonostante summit, convegni, impegni e dichiarazioni, il numero degli affamati non tende a diminuire. Aumentano invece gli obesi e le relative patologie da iperalimentazione. Perché?
  • Dallo Sputnik allo Shuttle

    Alle 8 della sera dedica questo ciclo all'era spaziale affidandone la conduzione all'astronauta Umberto Guidoni, che ha partecipato a due voli nello spazio con lo Space Shuttle ed é stato il primo europeo a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Rivivremo l'avventura dell'uomo nello spazio, dalla fase pionieristica a quella odierna, attraverso i numerosi successi ma, anche, le tragedie che hanno segnato il progresso dell'astronautica.
  • Dieci poeti

    Per gli ascoltatori di Radio2 il professor Franco Croce improvvisa, nel modo caro ai suoi studenti, delle lezioni che non hanno alcuna pretesa di esemplarità. Non vogliono proporre "i dieci poeti da salvare", ma semplicemente suggerire un itinerario attraverso il '900, che ci aiuti a capire meglio qualcosa del secolo che si è appena concluso. Si parte con i "precursori", Pascoli e D'Annunzio, che preludono al '900 senza però appartenervi totalmente, ma che già preannunciano inquietudini e angosce del XX secolo. Di Giuseppe Ungaretti viene proposta "Veglia", di Eugenio Montale "La primavera hitleriana": due tragiche poesie di guerra. Arrivati a Montale, il professor Croce lancera' una nuova scommessa: leggere la grande poesia del secondo '900 alla luce di Montale, nell'ipotesi che sia proprio Montale il centro di questo grande secolo di poesia. L'occasione e' offerta da tre testi quasi inediti, scritti per Montale in occasione dei suoi 80 anni da Mario Luzi, Edoardo Sanguineti e Giorgio Caproni.
  • Dieci romanzi

    Si dice che la letteratura italiana non ha una grande tradizione romanzesca, ma questa impressione è dovuta anche al fatto che, spesso, il romanzo italiano è stato letto, apprezzato, divulgato, più per esaltarne le qualità stilistiche che per metterne in evidenza le trame avventurose e il fascino del racconto. Il professor Franco Croce vuole ribaltare questa immagine rileggendo dieci romanzi italiani dall'ottocento ad oggi, proprio puntando sugli elementi "romanzeschi". Partendo da "I Promessi Sposi", Franco Croce si avventurerà in un appassionante viaggio, il viaggio dell'innamorato dei romanzi, che tira giù dalla libreria, di volta in volta, i libri che lo appassionano, che lo incuriosiscono. A scelte più tradizionali , si alterneranno quindi piccole sorprese e riscoperte di autori magari un po' dimenticati...
  • Doppia elica

    Dalle ricerche di Darwin, passando per Watson e Crick, arrivando fino all'ingegneria genetica dei nostri giorni e ai problemi connessi alla manipolazione genetica, il racconto di Giorello passa dal resoconto all'aneddoto, rendendo un argomento apparentemente ed esclusivamente scientifico in un racconto accattivante e affascinante. Quel che oggi sappiamo del DNA conferma la grande intuizione di Darwin che tutta la vita proviene "da un unico ceppo", ma che al contempo la variabilità biologica e la biodiversità sono le componenti più preziose di quel fenomeno che chiamiamo vita. Giulio Giorello è filosofo della Scienza e professore dell'Università Statale di Milano.
  • Edda e Galeazzo

    La vicenda di Edda e Galeazzo Ciano inizia e prosegue per quasi tutto il suo svolgersi come una favola rosa: nel 1930, anno del loro matrimonio, Edda è la diciannovenne figlia di Mussolini, primogenita di un dittatore che sta raggiungendo il massimo del consenso nell'Italia fascista; Galeazzo è il trentenne figlio di Costanzo Ciano, diplomatico in Cina. Fu un matrimonio di convenienza, combinato dalle madri, che si trasformò in un vero amore nella fascinosa e torbida Shangai degli anni Trenta, un ambiente molto diverso dalla grigia Italia fascista. Giordano Bruno Guerri, che racconta per gli ascoltatori di Radio2 la vicenda senza trascurarne gli aspetti politici e le complessità psicologiche, ha scritto nel 1979 una biografia di Ciano di oltre 700 pagine, tuttora insuperata, ristampata negli Oscar Mondadori: Galeazzo Ciano. Una vita (1903-1944).
  • Eduardo de Filippo

    A oltre venti anni dalla sua scomparsa, Eduardo De Filippo appare sempre di più una delle grandi personalità artistiche del Novecento, il drammaturgo che scrisse commedie rappresentate in tutto il mondo l'attore che creò titoli e battute diventati proverbi di uso comune. Maurizio Giammusso, in questa biografia completa, ripercorre la sua opera e la sua personalità segreta. Rivela l'infanzia sotto l'ala del padre naturale, il grande attore Eduardo Scarpetta, i rapporti affettuosi con la sorella Titina e quelli burrascosi col fratello Peppino. Giammusso, per dare vita a questo lavoro, ha utilizzato tutte le fonti possibili e soprattutto le carte private inedite conservate dalla famiglia: cominciando dalle letterine di Eduardo bambino, fino ai carteggi ora cordiali ora durissimi con Luigi Pirandello, Armando Curcio, Totò, Anna Magnani, Paolo Grassi, Laurence Olivier, Franco Zeffirelli e tanti altri.
  • Eroi e Mostri

    Attraverso i racconti dei libri, delle leggende, dei miti e dei film Ernesto Franco ricostruisce la vita degli eroi popolari trattandoli come persone vere, con la loro infanzia, la giovinezza, la maturità, i travagli, gli amori, le umane debolezze. Le imprese e le avventure fanno da sfondo di un racconto che si preannuncia avvincente. Racconteremo di: DON GIOVANNI, ROBIN HOOD, CORTO MALTESE, SHERAZADE, MARLOWE, FAUST, MORGANA, TEX WILLER, NERO WOLFE, MOBY DICK
  • Eugenio Montale

    Raccontare Montale attraverso dieci delle sue poesie più importanti, scelte nella fase centrale della sua produzione, è la scommessa di Franco Croce, che a Eugenio Montale si è dedicato con passione da sempre. Franco Croce ha abituato gli ascoltatori a questo tipo di operazioni culturali. Nelle dieci conversazioni radiofoniche potremo seguire la parabola esistenziale di Montale nella fase della maturità della sua poesia. Negli anni della guerra e del dopoguerra. Sono gli anni in cui Montale ha da tempo lasciato Genova, spostandosi prima a Firenze poi a Milano negli anni '50 quando assumerà l'incarico di redattore al "Corriere della sera". Il sito web del poeta:freeweb.supereva.com/eugeniomontale/index.html
  • Fabbriche

    "Fabbriche" e' un viaggio in venti fabbriche-simbolo per raccontare come è cambiata l'Italia industriale e non solo. Fabbriche di ieri, immerse nel loro territorio che dominavano e contavano, e fabbriche di oggi, più virtuali che reali, dove - con la vecchia classe operaia - è scomparsa anche tutta la liturgia di una comunità cresciuta attorno all'azienda. Nel suo viaggio (attingendo anche dalle fonti degli archivi aziendali) Galdo ripercorre la straordinaria epopea economica e sociale degli anni del boom e arriva fino alle riconversioni urbanistiche che - al posto degli ex stabilimenti - hanno creato nuovi luoghi della vita sociale. "Fabbriche" è un programma che attraversa le trasformazioni più profonde dell'Italia contemporanea e offre una chiave per capire il cambiamento di uomini, luoghi e territorio.
  • Federico Fellini

    La vita e i film del maestro riminese, le aspirazioni, la carriera, i successi, gli amori e la storia del cinema non solo italiano.Da vignettista a giornalista satirico, dalla scrittura per il varietà alle sceneggiature, dall'attività di aiuto regista, fino al grande debutto. Moscati dedica a coloro che si sono appassionati ai film di Fellini e a coloro, soprattutto giovani, che spesso hanno sentito solo parlare del regista e ne hanno visto casualmente le opere.
  • Federico II

    Federico II, re di Prussia, detto gia' dai suoi contemporanei Federico il Grande, e' uno dei personaggi più controversi della moderna storia d'Europa. Re filosofo, letterato e musicista, salito al trono colla promessa di una grande era di riforme illuministiche, si rese protagonista di spregiudicate guerre di aggressione. Amico di Voltaire, appassionato della cultura francese al punto di non saper quasi parlare tedesco, grazie alle sue vittorie militari fece della Prussia una potenza europea, gettando le basi per l'unificazione tedesca e diventando l'icona del militarismo germanico...
  • Fermat

    Il 24 giugno 1993 il NY Times riportava in prima pagina la notizia della dimostrazione del teorema di Fermat: un'osservazione estemporanea (scritta 350 anni prima sul margine di un libro) con una dimostrazione troppo lunga per l'esiguo spazio del margine. Tra le carte di Fermat si era trovato un primo abbozzo, che lasciava immaginare che la sua osservazione non fosse soltanto millanteria. Alla fine del 900 il teorema era stato verificato in milioni di casi, ma non in generale. L'annuncio del NY Times poneva fine alla saga, rendendo noto che dopo un lavoro solitario di 7 anni il matematico Andrew Wiles aveva finalmente risolto il mistero. Il nuovo ciclo è dedicato a questa serie di conversazioni, che oltre a raccontare la storia della soluzione di un problema, introdurrà in maniera informale il mondo dei numeri in particolare o della matematica in generale.
  • Flaiano

    Carlotta Ercolino racconta il pubblico e privato del "marziano a Roma", 5 puntate per uno dei più grandi scrittori e sceneggiatori italiani. La Ercolino, sceneggiatrice di radio e tv, regista di documentari e film, porterà l'ascoltatore nel mondo di Flaiano. Non in quello dei suoi arcinoti aforismi, ma in quello privato che correva doloroso e parallelo con la vita pubblica. Flaiano infatti ha avuto un grande cruccio nella sua esistenza, la figlia Lelè, una ragazzina che era l'amore e il dispiacere del padre, per quella sua forma di ritardo mentale che ne faceva una diversa. Le 5 puntate racconteranno l'autore Flaiano dai suoi film scritti in collaborazione con Fellini, da "Lo Sceicco bianco" a "La strada", da "Le notti di Cabiria" a "La dolce vita" fino ad "Otto e mezzo" che lo ha imposto come sceneggiatore anche oltre oceano.
  • Francesco Giuseppe

    Franco Cardini dedica un nuovo ciclo di Alle otto Della Sera a Francesco Giuseppe, icona delle contraddizioni del XIX secolo. Salito al trono nel 1848 dopo la repressione dei moti liberali, fu l'espressione dell'autoritarismo monarchico che si opponeva all'affermazione delle nazionalita'. Mori' nel 1917 mentre il vecchio impero stava andando incontro alla disgregazione e nell'area mitteleuropea si sarebbe assistito all'esasperazione dei nazionalismi Il vecchio imperatore sapeva di rappresentare un mondo al tramonto , ma prevaleva il senso del «dovere» dinastico unito al convincimento di appartenere all'espressione più raffinata e più fragile della civiltà europea. I problemi familiari, non meno di quelli politici furono per Francesco Giuseppe fonte incessante di angosce. A cominciare dal rapporto con l'imperatrice Elisabetta , la splendida Sissi che, insofferente del cerimoniale, era continuamente in viaggio per l'Europa e nonostante gli affettuosi appelli di Francesco Giuseppe tornava a Vienna sempre piu' di rado. Mori' tragicamente pugnalata da un anarchico sul lago di Ginevra. Anche la vicenda del figlio Rodolfo, suicida a Mayerling insieme alla contessa Vetzera, contribui' alla leggenda nera degli Asburgo: una lunga serie di sventure iniziata a Citta' del Messico con la fucilazione dell'arciduca Massimiliano, fratello minore di Francesco Giuseppe. Anche in tarda eta' all'Imperatore non furono risparmiate altre tragedie familiari, ma la sua maggiore sofferenza era di intravedere la fine della dinastia. L'assassinio di Sarajevo , che scateno' la prima guerra mondiale , gli parve il segno visibile che la fine si stava approssimando.
  • Gengis Khan

    Il racconto ricostruisce l'avventurosa vita di Gengis Khan, dalla difficile infanzia di orfano reietto fino alla conquista e all'estensione del potere assoluto. Nella convinzione di poter imporre una monarchia universale per mandato divino, i Mongoli si lanceranno sulla Cina e dilagheranno a Occidente. Forti di un esercito immenso, preceduti da una fama atroce e leggendaria, i Gengiskhanidi sbaraglieranno i principati islamici mediorientali, e arriveranno a sconvolgere buona parte dell'Europa cristiana. Ma, pure, insedieranno a Pechino la dinastia degli Yuan, ammirata da Marco Polo per il suo splendore, e imporranno quella pax mongolica che schiuderà all'uomo medievale nuovi orizzonti spirituali e materiali, nuove opportunità d'incontri e relazioni. Il racconto che ne viene fuori è un affresco vivido di uomini, terre e percezioni dell'Oriente più estremo.
  • Ghetto

    I ghetti rappresentano un crogiolo di vita con un forte afflato etico in molti casi ma anche con il prevalere, spesso, del più crudo egoismo. Luoghi nei quali, a fronte di una pressione sempre piu' forte della fame e della morte, i tradizionali confini fra "giusto" e "ingiusto" finirono per svanire, o per essere considerati inutili.I contrabbandieri, ad esempio, che portavano dentro al ghetto cibo e beni essenziali ad alto rischio e ad alto prezzo, erano degli ignobili sfruttatori o degli eroi?I capi dei consigli ebraici ed i loro funzionari, i poliziotti ebraici, erano traditori o persone che cercavano - con tutte le loro forze - di far fronte ad una situazione insostenibile, di salvare almeno una parte della comunità? Questa pagina largamente dimenticata dalla storiografia e dalla memoria, torna a galla attraverso le flebili voci dei diaristi e dei memorialisti, che ci hanno lasciato tracce preziose.
  • Giorgio Caproni

    Una delle voci piu' alte se non la piu' alta della poesia italiana della seconda meta' del '900 . Dagli anni '30, il percorso di un grande poeta raccontato da Franco Croce , docente di Letteratura Italiana all'Universita' di Genova, quest'anno capitale della cultura europea, patria di Eugenio Montale, citta' amatissima da Giorgio Caproni, che del paesaggio ligure ha fatto una costante della sua ispirazione. Genova e' la citta' dei suoi amori, dei legami affettivi piu' profondi . E a quel paesaggio e' rimasto profondamente legato come testimonia la sua poesia.
  • Gli Alinari

    Nel 1852 Leopoldo Alinari, con i fratelli Giuseppe e Romualdo, fondava il laboratorio fotografico, cuore di quella ditta che ancora oggi porta il suo nome: era l'inizio di un'esperienza unica che, specializzatasi nei temi del ritratto fotografico e delle vedute di opere d'arte e di monumenti storici, riscosse un immediato successo nazionale e internazionale. Pier Francesco Listri dal 29 marzo al 23 aprile ripercorrerà le vicende umane e professionali della famiglia Alinari . In venti puntate, scritte e narrate da un vero professionista della radio, gli ascoltatori rivivranno la storia dell'Italia unita - dal 1860 ad oggi - sfogliando insieme a Listri un album di fotografie. Non immagini qualsiasi, ma quelle scattate dalla più importante famiglia di fotografi d'Europa, gli Alinari di Firenze, che due anni fa hanno festeggiato i 150 anni di vita. Chi erano gli Alinari, quale atmosfera si respirava nel capoluogo toscano, quando nel 1852 i tre fratelli aprirono la loro piccola azienda, destinata nel corso degli anni ad affermarsi nel mondo intero? Il ciclo si propone di coniugare il tema romanzesco, la storia avventurosa di una famiglia, con quello storico, politico, sociale della cultura italiana. Nel corso delle settimane gli argomenti toccheranno diversi temi: dai rapporti tra la pittura e la fotografia, alle novità della scienza in Europa; dalla rappresentazione della borghesia in ascesa con il grande e affascinante capitolo del ritratto, alla crescita urbanistica delle capitali. Senza dimenticare la nascita dell'editoria turistica per le nuove masse, con la realizzazione delle guide illustrate e infine, importantissimo, il primo inventario del patrimonio artistico nazionale compiuto dagli Alinari.
  • hitchcock

    Sono trascorsi 110 anni dalla sua nascita e il prossimo anno ci si avvicinerà ai trent'anni dalla morte, avvenuta nel 1980. La trasmissione del racconto dedicato a Hitchcock coincide con la 65ma Mostra del Cinema di Venezia. Alla Mostra nel 1959 fu proiettato il suo film "Intrigo internazionale" fuori concorso, e il grande regista non ne fu contento; nel 1999 alla Mostra furono ricordati i cent'anni dalla nascita. L'occasione per un omaggio, un risarcimento è dunque preziosa. Venti puntate raccontate come si racconta un giallo o un noir, i colori dei drammi o delle commedie che lasciano il pubblico col fiato sospeso, delle opere e degli spettacoli che creano stati d'animo di somma ansia e trepidazione.
  • Alle 8 della sera

    Il divano di Istanbul - Per secoli l'impero ottomano ha rappresentato uno spauracchio per l'Occidente, e in particolare per l'Italia. Era uno stato islamico, bellicoso ed espansionista, che praticava il jihad e non nascondeva la sua volontà di conquistare Roma; un impero totalitario, anzi tirannico, come dicevano i papi, in cui il sultano aveva potere di vita e di morte su tutti; un paese immenso eppure tecnologicamente arretrato, dove non penetrò mai un'invenzione cruciale come la stampa. Ma al tempo stesso, un impero multietnico, multiculturale e tollerante, pieno di sudditi cristiani che praticavano liberamente la loro religione, e dove trovavano calorosa accoglienza gli ebrei scacciati dall'Occidente; una società aperta al talento, che ignorava il servaggio contadino e la nobiltà ereditaria, e dove innumerevoli rinnegati, spesso provenienti dall'Italia meridionale, si videro spalancare prospettive di carriera che sarebbero state impensabili se fossero rimasti a casa. Finché il gap tecnologico rimase limitato, l'impero ottomano organizzò i popoli della sponda sud del Mediterraneo e dell'Europa sud-orientale in un modello di stato e di società efficacemente concorrenziale rispetto a quelli dell'Occidente; poi sprofondò lentamente nell'arretratezza, diventando preda del colonialismo occidentale. Ripercorrere oggi la sua storia significa riscoprire un pezzo di storia d'Europa che rischia di rimanere occultato se ci si limita alla chiave di lettura, facile e ingannevole, dello scontro di civiltà.
  • Il figlio del fabbro

    Giordano Bruno Guerri analizza la prima parte della vita di Benito Mussolini , quella che va dalla nascita alla conquista del potere affrontando la giovinezza del duce, figlio di un fabbro sovversivo di sinistra e di una maestra elementare cattolica, con profondo acume psicologico. L'Italia di fine Ottocento, il carattere difficilissimo di un ragazzo che in paese chiamavano "el matt"; il movimento socialista e le ambizioni di un giovane di provincia emarginato dallle sue stesse idee; il vasto fenomeno della modernizzazione e le lotte interne alla sinistra; la Grande Guerra e il suo peso sul popolo italiano insieme alle scelte del giovane ex direttore dell'Avanti! (troppo sbrigativamente giudicate opportunistiche dalla storiografia), la crisi del dopoguerra e la fondazione dei Fasci di Combattimento, fra reazione e rivoluzione; la straordinaria abilita' politica del duce e la sua scalata al potere a soli 39 anni.
  • Il fiore e la spada

    Volgete lo sguardo ad Oriente e fatevi guidare in un viaggio nell'antico Giappone per scoprirne l'affascinante ed enigmatica identità. Sarà infatti il Paese del Sol Levante, con la sua tradizione millenaria di forza guerriera e di delicatissima sensibilità, al centro del nuovo ciclo condotto da Antonella Ferrera. Dall'inflessibile codice morale dei samurai, al suicidio rituale del seppuku, passando per le arti marziali, scorreranno secoli e secoli di battaglie sanguinose e di terribili scontri per il potere, ma anche d'incessante lavoro spirituale nella perenne ricerca del supremo distacco insegnato dallo Zen. Tutti segni di un fascino profondo e ancora vivo che per un verso sconcerta noi occidentali, e per un altro ci attrae. Spesso in modo irresistibile.
  • Il fuoco e il ghiaccio

    Preparatevi ad entrare in un mondo di dei, di nani, streghe ed animali mostruosi e famelici. Ma anche di guerrieri indomiti, valchirie, giganti ed alberi magici. Un mondo fiabesco, dominato da una barbarica religione della forza, da un senso del fato ineluttabile, dal tema di un tesoro da conquistare, di un nemico da sconfiggere, o di una fanciulla da liberare, motivo di rivalità e morte fra i vari eroi. Antonella Ferrera, autrice del programma, vi accompagnerà in un viaggio emozionante nel mondo immaginario delle leggende nordiche, le affascinanti saghe che hanno ispirato Tolkien, ed anche un grande compositore come Richard Wagner. Venti appassionanti puntate in cui, ai racconti fantastici, verranno affiancate le storie vere degli antichi uomini del Nord. Scopriremo così che i miti e le leggende delle loro tradizioni hanno intrecciato molti e suggestivi legami non soltanto con la storia di quei popoli, ma con le culture che giungono fino ai giorni nostri.
  • Il Globo, la mappa, il Mondo

    Per molti commentatori politici americani, quelli più riflessivi, l'11 settembre 2001 ha segnato l'inizio della terza guerra mondiale. Comunque essa vada a finire, una cosa è certa: per comprendere il mondo dovremo pensarlo diversamente, e rinunciare a molti dei modelli che fin qui abbiamo adoperato. Di fatto, la mappa e il globo sono modelli opposti del mondo, e l'una esclude l'altro. Dalla prima, anzi dalla tecnica di riduzione di questo a quella, discende la prospettiva e tutte le forme del territorio cui siamo abituati, secondo un rapporto che è l'esatto contrario di quel che a scuola ci hanno insegnato: la mappa non è la copia del mondo, ma è il mondo la copia della mappa. Ecco in quale senso davvero dopo l'11 settembre nulla sarà più come prima, ed ecco perché ciò di cui abbiamo urgentemente bisogno è, prima d'altro, una nuova geografia.
  • Il Libro Moschetto

    Dopo Il figlio del fabbro che narrava gli anni giovanili del duce, fino alla marcia su Roma, Il libro e il moschetto prende il via dal 1922 ovvero l'anno dell'avvento di Mussolini in qualità di capo del Governo e arriva sino al 1936, anno che segna la fine della guerra d'Etiopia, alla soglia della svolta militare irreversibile del Regime (l'Italia del '36 era isolata e senza amici, ma avrebbe ancora potuto scegliere tra il fare una politica di pace con Francia e Inghilterra o mettersi al fianco della Germania nella sua politica di espansione). Nelle 20 puntate del ciclo, Guerri affronta dunque gli anni cruciali della formazione fascista degli italiani.
  • Il mestiere dell'artista

    Claudio Strinati propone una ricognizione su una delle piu' grandi e celebrate stagioni dell'arte italiana, il Seicento . E' l' epoca di personaggi giganteschi come il Caravaggio, ma e' anche l' epoca di una serie fittissima di personalita', oggi meno note e pure importanti e sintomatiche per comprendere i motivi per cui quel periodo rimane cosi' determinante per la coscienza attuale. E', in un certo senso , in quel tempo che nasce e si sviluppa un concetto di "arte" che restera' vivo per secoli e ancora adesso influenza il nostro modo di porci di fronte all' esperienza di un pittore, uno scultore, un musicista. Gia' nel Seicento sono enunciati o latenti quei principi di "avanguardia" e "tradizionalismo", di "sperimentazione" e di "conservatorismo", con cui anche nella nostra epoca ognuno tende a giudicare un'opera d'arte. Per spiegare le ragioni di questo fenomeno, Strinati parte dalle vicende dell'ambiente romano al tempo di Gian Lorenzo Bernini e di Nicolas Poussin, cioe' del piu' grande scultore del Barocco internazionale e del piu' grande pittore europeo del tempo, francese di nascita e italiano di adozione.
  • Il mestiere dell'artista

    Claudio Strinati ripercorre cento anni di storia dell'arte, dai primi del Cinquecento con l'arte sublime di Raffaello Sanzio ai primi del Seicento con la presenza di Annibale Carracci e del Caravaggio . E' una delle stagioni più celebri dell'arte universale. Strinati preferisce raccontare quelle vicende attraverso le testimonianze dei contemporanei evitando di utilizzare formule critiche moderne come quelle del Classicismo o del Manierismo, giudicate poco aderenti alla realtà dei fatti che avvennero in quel tempo . L'approccio, però, è proprio di tipo teorico-pratico nel senso che da un lato sono ricordati e raccontati personaggi celeberrimi del Cinquecento come Raffaello stesso , Michelangelo , Bramante , Pontormo , Leonardo da Vinci , Zuccari e molti altri , ma dall' altro sono anche ricordati e illustrati quei principi filosofici e critici sulla base dei quali gli uomini del tempo giudicarono i grandi artisti . Le trasmissioni cominciano, infatti, con l' analisi di una poesia scritta, negli ultimi anni del sedicesimo secolo, dal fondatore dell'Accademia dei Carracci di Bologna (la più grande scuola di formazione artistica tra Cinque e Seicento) che è in sostanza un grande documento di intenti sulle scelte che un artista dell' epoca avrebbe dovuto compiere per acquistare una posizione di eccellenza . In questa poesia ( si discute se l' abbia veramente scritta il Carracci o sia solo a lui attribuita ) si spiega quale fosse l' interpretazione autentica della storia dell'arte del Cinquecento da parte di un intellettuale dell'epoca. Strinati ne ripercorre, con un vasto commento, i suggerimenti e le tesi critiche e attraverso quella poesia va a ritroso per cercare, nel corso di quel secolo straordinario per l' arte e l' architettura , tutte le principali connessioni tra gli artisti . Da qui Strinati si collega a un altro grande documento antico, posteriore di quasi due secoli alla poesia di Agostino Carracci . Tale "documento" è la Storia pittorica dell' Italia , scritta alla fine del Settecento da quello che è stato forse il più grande esperto di pittura italiana di tutti i tempi, l' abate Luigi Lanzi . Attraverso le idee e gli scritti del Lanzi , giudicate ancora oggi del tutto illuminanti per comprendere l'essenza della pittura rinascimentale, Strinati fa una sorta di verifica delle tesi del Carracci e propone una sua interpretazione dell' idea stessa di Rinascimento, idea modellata sugli argomenti del Lanzi reinterpretati, però, con un' ottica assolutamente nostra e contemporanea, fino a arrivare a un sintetico riesame della mitica figura del Caravaggio, visto con criteri piuttosto insoliti.
  • Il mestiere dell'artista. L'Ottocento

    Il nuovo ciclo de Il mestiere dell'artista di Claudio Strinati è dedicato all'arte dell'Ottocento. L'Italia perde la centralità dei secoli precedenti e l'autore cerca di dare conto di questa nuova situazione che non significa, per il nostro Paese, perdita di identità o di autorevolezza sulla scena internazionale ma profonda anzi totale riorganizzazione di innumerevoli attività e funzioni della vita sociale. Mentre nei secoli precedenti la dicitura "arte italiana" è pur sempre una formula critica che non ha un vero e proprio riscontro politico, nell'Ottocento l'Italia in quanto Nazione nasce sul serio e questo è determinante per le sorti anche delle arti figurative. Molta attenzione in questo ciclo è dedicata alla cultura inglese e francese (ma soprattutto inglese) del tempo. La ricognizione sulle vicende e sulle tecniche dell'arte ottocentesca è molto ampia e se ne ricava un panorama per qualche aspetto inedito che mira a ridurre l'importanza epocale dell'Impressionismo francese per affiancarvi tutta una serie di fenomeni di cui si cerca di dimostrare l'enorme impatto sulle vicende italiane, seguite fino alla fine del secolo con l'avvento del nuovo realismo presto demolito dalle avanguardie storiche dei primissimi del Novecento.
  • IL MESTIERE DELL'ARTISTA. SCULTORI E PITTORI DEL '700

    Claudio Strinati illustra una serie di episodi e personaggi rilevanti in campo artistico nel corso del diciottesimo secolo in Italia. La tesi centrale è che, a fronte di una produzione immensa sia nel campo della pittura, sia in quello della scultura, sia in quello dell' architettura e urbanistica, il Settecento si caratterizzò nel nostro Paese come un secolo in cui l' antico culto del genio si venne lentamente affievolendo a favore di un' idea dell' arte più di carattere tecnico e speculativo che potentemente creativo. Si parte proprio da uno dei casi più famosi e clamorosi quello della Fontana di Trevi a Roma per attraversare tutto il secolo alla ricerca di artisti dimenticati , di opere possenti ma ancora adesso semisconosciute, di personalità forse meno spiccate rispetto al Rinascimento ma molto significative proprio per i nostri tempi. Naturalmente alcune grandissime figure sono oggetto di esami specifici come il sommo pittore Giovanni Battista Tiepolo o l' incisore Piranesi.
  • Il mondo dopo l'11 settembre

    Quando terminammo le venti puntate di "Alle otto della sera" sul mondo sino al grande attacco terroristico contro le torri gemelle, ricordammo la generale convinzione che nulla dopo l'11 settembre sarebbe stato come prima. Questo nuovo ciclo è un una specie di "interim report", di rapporto provvisorio sullo stato della situazione internazionale dopo quella data. L'ascoltatore constaterà che la sfida di Al Qaeda ha effettivamente modificato la situazione internazionale e, per molti aspetti, la nostra vita quotidiana. La guerra afgana, la guerra irachena, gli attentati terroristici del fondamentalismo islamico in alcuni paesi musulmani e europei, lo stillicidio della guerriglia e del terrorismo in Iraq, le elezioni in alcuni paesi medio-orientali e le nuove leggi sulla sicurezza nazionale adottate da molti Stati occidentali appartengono a un capitolo della storia mondiale che comincia, per l'appunto, l'11 settembre.
  • Il Paradiso

    Il prof. FRANCO CROCE dell'Universita' di Genova ha condotto un ciclo di trasmissioni dedicate al PARADISO di DANTE. Far vivere il libro piu' importante della nostra letteratura, improvvisando, come nelle sue lezioni all'Universita' di Genova, e' la scommessa che il prof. Croce ha proposto al pubblico di Radiodue. Gli ultimi quattro canti della Divina Commedia non vengono di solito letti integralmente nemmeno a scuola. Croce, dai microfoni di Radio2, ha tentato proprio questa impresa: seguire Dante nella fase culminante del suo viaggio, illustrando agli ascoltatori una delle prove piu' difficili che la fantasia umana abbia tentato: raccontare l'avventura dell'uomo che contempla il divino, un'esperienza mistica che Dante vuole raccontare in termini anche razionali. Croce ha letto e commentato gli ultimi canti della Divina Commedia, utilizzando il testo come un organismo vitale, inesauribile, e in qualche occasione, a sorpresa, "duettando" con Vittorio Gassman e Carmelo Bene, riproposti in rari documenti d'archivio Link danteschi:Digital Dante, presso la Columbia University, I testi danteschi, scaricabili liberamente da Liber Liber, Tutto su Dante nel sito 'Great Dante'
  • Il paradiso in terra

    Il paradiso in terra è un viaggio radiofonico alla ricerca dei paradisi nascosti e rivelati nelle tradizioni più diverse. Protagonisti di ogni puntata sono infatti i luoghi della terra: luoghi dove nel corso della storia i cristiani hanno localizzato il biblico Giardino dell'Eden e dove alla ricerca dell'Eden gli eroi delle loro leggende hanno vissuto mille avventure, ma anche luoghi esplorati dai pionieri della conoscenza geografica e luoghi che hanno visto fiorire altre civiltà e altre visioni paradisiache. Il programma si presenta allora come un itinerario di "globalizzazione del paradiso". Sulle tracce dell'Eden biblico si va per esempio in India, in Cina, in Africa, per finire sulla luna e a parlare di paradisi interiori, perché il paradiso sembra nascondersi nei posti più impensati.
  • Il Socrate della Fisica

    Conosci te stesso, era il motto di Socrate. Conosci l'Universo per capire il tuo stesso ruolo nel mondo, avrebbe potuto essere quello di Albert Einstein (1879-1955) di cui ricorre quest'anno il cinquantenario della morte. Ma il 2005 è anche l'Anno Internazionale della Fisica che volutamente coincide con il centenario di quell' "anno mirabile", il 1905, in cui Einstein, allora "impiegato di terza classe dell'Ufficio Brevetti di Berna", confermò la realtà di atomi e molecole, formulò l'ipotesi "rivoluzionaria" dei quanti di luce, delineò quella "elettrodinamica dei corpi in movimento" che comportava, tra l'altro, una potente "modificazione" dei nostri usuali concetti di spazio e tempo. Tedesco di Ulm, poi cittadino svizzero, quindi prestigioso ricercatore al Kaiser Wilhelm Institute, Nobel nel 1921, strenuo oppositore del "militarismo prussiano" e bollato (1933) dai colleghi filonazisti come "inquinatore della fisica ariana", esule negli USA e infine cittadino americano (1941), Albert Einstein è uno dei più inquieti testimoni del Novecento. Grande persino nei pretesi suoi "errori", personaggio a volte contraddittorio pure nelle scelte etico-politiche, uomo dalla vita sentimentale ora appassionata ora tormentata, Albert ha incarnato forse più di ogni altro il tipo dello scienziato talora tutto coinvolto dal suo "cielo platonico delle idee", ma spesso ironico e scanzonato e nello stesso tempo capace di impegnative scelte morali.
  • Il turco a Vienna

    Si stanno moltiplicando, sui media, gli articoli e i programmi dedicati alle "giornate che hanno salvato l'Europa dal pericolo islamico": Poitiers 732, Lepanto 1571, Vienna 1529 e 1683 e così via. Si tratta di eventi quasi sempre estrapolati dal loro contesto storico e proposti in termini non privi di demagogia e di intenzioni strumentali. In realtà, "l'Islam" non solo è una realtà molto complessa, ma ha mutato spesso volto nel corso della storia: gli arabo-berberi del 732 non avevano nulla a che fare con i Turchi del Cinque-Seicento e così via. L'assedio di Vienna del luglio-settembre 1683, quando un'immensa armata ottomana arricchita da contingenti tartari (musulmani) e ungheresi, serbi, valacchi (cristiani) e guidata dal gran vizir Kara Mustafà assediò invano per sessanta giorni Vienna e venne infine sbaragliata da una coalizione austro-tedesco-polacca, sono raccontati da Franco Cardini in una ricostruzione che tiene conto del contesto internazionale entro il quale si situò l'offensiva turca di quegli anni, dell'atteggiamento delle varie potenze europee (in particolare della Francia del Re Sole, che in realtà appoggiava i turchi per impegnare l'impero nell'est europeo e avere così mano libera al confine franco-germanico) e delle relazioni del mondo cristiano nel quale si scatenò, per l'ultima volta nella storia, un autentico entusiasmo crociato destinato a produrre frutti anche nella letteratura, nella musica e nell'arte".
  • I mestieri degli scrittori

    Gli intellettuali, come tutti, non fanno facilmente fortuna. Chi ci è riuscito, come nel Settecento Voltaire, lo ha teorizzato: non si può fare cultura senza una buona base economica; è una questione di libertà intellettuale (e così ha fatto tra l'altro mercato di schiavi). Carmina non dant panem, e più che mai nel Novecento, secolo poveri di mecenati per scrittori. Alla ricerca dell'agiatezza, o magari solo per campare, gli scrittori del Novecento si sono indaffarati nei mestieri più vari, da saltimbanco a cercatore d'oro nel Klondike, da fornaio a industriale, da contrabbandiere d'oppio a fuochista in Cina: e poi ingegneri, poliziotti, medici, doganieri, piazzisti di bigiotteria; tutti lavori che hanno finito per affacciarsi nella scrittura. Il mestiere più prestigioso lo ha praticato Malraux, che è stato ministro - dopo aver rubato statue kmer in Cambogia. Jack London ha collezionato infiniti mestieri, e fu per esempio fiociniere su baleniere dell'Artico. Colette aprì nel 1932 un Istituto di bellezza. Lawrence d'Arabia fu, oltre al resto, scaricatore di carboniere a Porto Said e trasportatore di cammelli sull'Eufrate. Céline fu a Ginevra e nel mondo Technical Officer della società delle Nazioni, e sempre medico gentilissimo con i pazienti. George Orwell dalla Polizia Imperiale in Birmania passò a miserrime condizioni, lavapiatti e barbone; pensava di conoscere così il mondo e guadagnarsi la condizione di letterato. Anche Bohumil Rhabal, avvocato, scelse di fare l'operaio non qualificato.Gorki fece mille cose; come sguattero sul Volga conobbe il cuoco che gli fece conoscere i libri. Saint-Exupéry pensava che il suo vero mestiere fosse l'aviazione. Italo Svevo, per fare il grande industriale, smise di scrivere: gli bastava una riga per renderlo inetto al lavoro pratico per una settimana. E l'ingegner Gadda, per la revisione del Pasticciaccio, fu mantenuto dalla "gentile Rai".
  • Io sono l'altro

    Fino dai suoi inizi più remoti, la cultura occidentale appare affascinata da un mito ripetutamente raccontato, a volte solo abbozzato, temuto o sognato: la storia di chi si trova di fronte ad un altro se stesso, ovvero quella di colui che incontra non la persona che crede di incontrare, ma la sua copia. La storia del doppio. Si tratta di un embrione che ha avuto la capacità di svilupparsi nelle forme più diverse: dalla pura finzione narrativa alla riflessione filosofica, dalla poesia alla religione. La trasmissione di Maurizio Bettini racconta l'innumerevole costellazione che queste esperienze letterarie, religiose, oniriche hanno depositato nella nostra tradizione. Dalle divinità greche che assumevano l'aspetto di un marito per sedurre una moglie, a quelle, altrettanto greche, che di una donna o di un guerriero insidiato costruivano un doppio (aereo) per sottrarre queste creature all'attacco di un seduttore o di un nemico troppo forte; dai doppi demonici del medioevo, a quelli paradossalmente ancor più inquietanti - romantici, psicoanalitici, cinematografici - della cultura di otto e novecento.
  • I palazzi del potere

    Il ciclo è un lungo e affascinante viaggio nei luoghi-simbolo del potere, nei loro segreti e nelle loro vicende antiche e recenti. Dal Quirinale a Palazzo Chigi, dal Viminale alla sede di Confindustria, dalla Banca d'Italia alla Farnesina, dal Campidoglio al Pirellone, fino alla villa sul Gianicolo a Roma dove risiede la massoneria del Grande Oriente d'Italia. Per ciascun palazzo si incrociano 3 elementi: la storia (a cominciare dalle origini architettoniche e artistiche dei palazzi del potere), il rito (per ciascuno dei palazzi si descrivono riti e liturgie), il potere che Galdo racconta, attraverso i palazzi, non è solo quello concentrato a Roma e Milano, ma anche quello che si esercita in tutto il territorio e nei relativi luoghi-simbolo. E, purtroppo, tra i poteri forti che ancora resistono in Italia c'è in prima linea quello della malavita organizzata...
  • L'ammiraglio delle zanzare

    Dov'è nato Cristoforo Colombo? Falso problema. Quando si sostiene che è nato a Genova ci si dimentica di aggiungere che allora Genova era una cosa molto diversa da quella che oggi essa è, perché - come ogni città mediterranea che si rispettasse - essa non era localizzata in un unico punto come per noi oggi è normale ritenere , ma era invece all'interno di ogni città importante, specie se costiera, comprese quelle atlantiche come Cadice o Siviglia, ognuna delle quali ospitava il proprio quartiere genovese dotato di proprie istituzioni e, all'occorrenza, di propri moli. E se non si inquadra la figura di Colombo all'interno di tale mondo dove le stesse cose sono in grado di stare nello stesso tempo in più posti diversi e perciò mobilissimo e non ancora statico (cioè alla lettera composto di stati) non soltanto si rischia di non comprenderla, ma di non comprendere nemmeno quel che oggi sta avvenendo, vale a dire la crisi del mondo moderno, del mondo di cui appunto Colombo fu il primo rappresentante. Tzvetan Todorov ha analizzato, in un celebre testo, la figura di "Colombo ermeneuta", di Colombo cioè interprete di una realtà, quella che noi oggi chiamiamo americana, completamente estranea rispetto a quella del Vecchio Mondo. Nel ciclo di conversazioni che qui si presenta si compie un passo avanti: dopo aver fatto giustizia dei luoghi comuni che abbiamo appreso a scuola (l'episodio dell'uovo, la novità della sfericità della Terra) attraverso il riesame dell'intera vicenda dei viaggi colombiani viene analizzata la figura di Colombo come - per così dire - epistemologo, cioè dal punto di vista del suo metodo conoscitivo, delle sue convinzioni circa la possibilità di conoscenza della realtà e le tecniche di tale conoscenza. E si spiega come l'importanza di tale figura non risiede tanto, oggi, nel fatto che egli sbarcò in quello che verrà chiamato Nuovo mondo (un mondo di cui assolutamente egli non volle mai ammettere l'esistenza) ma nell'aver prima d'ogni altro improntato ogni sua azione alla cieca fiducia nei confronti dell'immagine geografica del mondo, della mappa, fino alla lucida e insieme tragica comprensione del valore profetico di tale modello. Dopo il secondo viaggio dai cortigiani di Fernando e Isabella Colombo venne ironicamente soprannominato l'"ammiraglio delle zanzare", perché le terre appena scoperte avevano pochissimo oro, e invece moltissimi di tali fastidiosi insetti. Ma proprio perché è stato l'ammiraglio delle zanzare Colombo continua oggi ad essere importante: perché l'involucro aereo e invisibile che con lui iniziò a stendersi sul mondo come un impalpabile contenitore (anche di zanzare) fu appunto lo spazio: quel che oggi è in crisi, e di cui la mappa è stata lo storico veicolo.
  • L'esercito del Papa

    Un viaggio all'interno della vita religiosa, cercando di ricostruirne le vicende, dalle origini ai nostri giorni, attraverso la storia di alcuni degli Ordini e delle Congregazioni che hanno lasciato un segno nella Chiesa e nel mondo, e dei loro uomini e donne più rappresentativi. Da Benedetto a Francesco e Domenico, da Chiara a Caterina, a Brigida, a Teresa, da Ignazio a don Bosco, a Comboni, da Francesca Cabrini a don Orione, fino a Teresa di Calcutta, appena proclamata beata. E così, l'inchiesta seguirà passo passo le tante "rivoluzioni" della vita consacrata: prima i monaci, con i Benedettini, i Cistercensi e i Trappisti; poi i frati, con i Domenicani e i Francescani; quindi i Chierici regolari, con i Gesuiti; e ancora, le Congregazioni religiose laicali e clericali, le Società di vita apostolica, gli Istituti secolari, fino alle ultime esperienze religiose, come i nuovi monaci, i nuovi eremiti. Insomma, una interminabile teoria di donne e di uomini che attraversano i secoli, creando una continua catena di spiritualità.
  • L'invenzione della Terra

    Così come oggi l'universo - dicono gli astronomi - è una collezione di storie, la Terra è fin dall'inizio un insieme di modelli, per mezzo dei quali mettiamo ordine e stabiliamo relazioni tra le cose di cui si compone "lo spazio riempito di cose terrestri". Attraverso la cosmogonia, la cosmologia, la scienza, la letteratura e l'arte, quel che anima la riflessione occidentale è l'antitesi tra due principali e formidabili modelli, alternativi e irriducibili fra loro: la mappa e il globo. L'intera modernità è stata costruita sulla prima, attraverso la riduzione ad essa del mondo, ed è in tal modo che la cultura occidentale ha inventato la Terra. Ma oggi il funzionamento del mondo non dipende più dallo spazio e dal tempo, che per la scienza esistono soltanto nella forma in cui esistono sulle mappe. Oggi dobbiamo fare i conti direttamente con il globo, senza nessuna delle tradizionali mediazioni. E poiché tutti i nostri modelli sono stati, direttamente o indirettamente, di natura cartografica, ciò vuol dire che dobbiamo urgentemente procedere alla reinvenzione della Terra.
  • L'Italia negli anni della Guerra Fredda

    Quando finì la Seconda guerra mondiale i maggiori uomini di Stato avevano nel loro cassetto un progetto per la creazione di un nuovo ordine internazionale. Ma di lì a pochi mesi ciascuno di essi dovette constatare che la storia non avrebbe dato retta ai loro programmi e alle loro speranze. Gli eventi sfuggirono quasi sempre al controllo delle grandi potenze e le costrinsero a improvvisare sul campo le loro reazioni. Queste trasmissioni cercano di mettere ordine in cinquant'anni di storia mondiale e di ritrovare il filo che unisce, ad esempio, l'ascesa della Jugoslavia di Tito alla sua disintegrazione, l'intervento della Cina nella Guerra di Corea alle grandi riforme economiche di Den Xiao Ping. In alcuni degli avvenimenti raccontati in queste trasmissioni l'Italia fu coinvolta solo marginalmente. Ma in molti essi di ebbe una parte non irrilevante. E fu sempre comunque, in un mondo sempre più interdipendente, testimone interessata. La storia della seconda metà del Novecento continuerà a condizionare per molto tempo quella del nostro presente e del nostro futuro.
  • L'oro bianco. L'avventura del sale

    Il bisogno di sale è universale ed eterno. Le saline sono legate alla storia dell'uomo. Per conservare, allevare, pagare, raffreddare, curare, costruire, sparare, commerciare, pregare e per molto altro ancora, si è sempre usato questo semplice elemento. In passato il sale ha creato e favorito processi fondamentali per l'esistenza umana. Basti pensare alla scoperta delle tecniche di salatura e di conservazione degli antichi Egizi, ma anche alle civiltà dei Maya, dei Fenici, dei Vichinghi, dei Celti e dei Baschi, che sono prima sorte grazie al sale, e poi scomparse a causa di esso. Alle 8 della sera si trasforma, in questa occasione, in una moderna carovana del sale per raccontare la storia dell'oro bianco: moneta di scambio ancora preziosa in zone remote del pianeta, dove resta l'unico modo per conservare gli alimenti.
  • La Battaglia di Adrianopoli

    La battaglia di Adrianopoli, combattuta fra i Goti e l'imperatore Valente nel 378 dopo Cristo, segna una svolta cruciale nei rapporti fra l'impero romano e i barbari. Fino a quel momento, una politica dell'immigrazione saldamente gestita dal governo imperiale aveva consentito di accogliere pacificamente nell'impero un gran numero di barbari, e di impiegarli con successo per rivitalizzare l'economia. E' in questo contesto che i Goti, un'intera popolazione di profughi in fuga da un paese in guerra, erano stati autorizzati a entrare nell'impero. Abusi e scandali nella gestione dell'accoglienza da parte di funzionari e politici corrotti finirono invece per provocare una rivolta dei rifugiati, poi degenerata in una vera e propria guerra. L'inefficienza delle autorità romane nel risolvere la crisi, culminata con la sconfitta e la morte in battaglia dell'imperatore Valente, precipitò la fase più acuta e distruttiva delle invasioni barbariche che misero fine all'egemonia romana sull'Europa occidentale.
  • La Lente del Critico

    Federico Zeri è stato uno dei più accreditati critici d'arte. La sua indiscussa autorevolezza professionale andava di pari passo con un eloquio affascinante che si estendeva alle vicende personali e storiche di artisti e Paesi. Radio2 ha deciso di unire le due qualità di Zeri, scomparso nel 1998, mandando in onda 20 puntate del ciclo 'Alle otto della sera', che sono altrettante conversazioni (alcune registrate poco prima della scomparsa) che raccontano capolavori della pittura. La lente del critico spazia dai particolari di un'opera alle vicende cruciali della vita degli artisti. Grazie alla cornice dell'epoca storica, nella quale i pittori sono vissuti, Zeri ricostruisce le relazioni con gli altri grandi protagonisti della pittura contemporanei. Attraverso il racconto appassionante e rigoroso della nascita di un quadro, il critico ricompone il tessuto vivo della storia dell'arte per arrivare ad interpretare il presente.
  • La primavera di Praga

    Demetrio Volcic, inviato a Praga per la Rai dal 1° gennaio del 1968, racconta la Cecoslovacchia di quell'anno, un anno centrale per il XX° secolo, un anno in cui metà dell'Europa si esaltò con la rivoluzione studentesca e l'altra metà pianse sulla tragedia cecoslovacca. Dopo una primavera durata dal 5 gennaio alla notte tra il 20 e il 21 agosto, l'occupazione di Praga fa svanire anche negli ultimi ottimisti la speranza che il socialismo reale, il socialismo sovietico, potesse essere un'alternativa al sistema occidentale. Il nostro racconto cerca di trovare le linee guida della politica di Praga e della reazione di Mosca. Alla fine i sovietici sporcheranno le mura medioevali di Praga a grandi lettere, "Evviva l'Unione Sovietica, alleato per sempre". Il giorno dopo la scritta sarà completata con l'aggiunta, fatta da tante mani su tanti muri: "Per l'eternità ma neanche un secondo in più".
  • La Stasi sopra Berlino

    Le scalette Puntata 1a (lunedi 6 aprile 2009) 1) The passenger, Siouxie 2) Black sun, Dead Can Dance 3) Seerauberjenny, Slut Puntata 2a (martedi 7 aprile 2009) 1) Cello song, Nick Drake 2) Germania, Laibach Volk 3) In this night, Oryema Puntata 3a (mercoledi 8 aprile 2009) 1) The sporting life, The Decemberists 2) Die Stasi ballade, Eva Maria Hagen 3) Secret, The Pierces Puntata 4a (giovedi 9 aprile 2009) 1) Come back, Pearl Jam 2) Fake Empire, The National 3) Sons & Daughters, The Decemberists Puntata 5a (venerdi 10 aprile 2009) 1) The Wolf, Long nights, Eddie Vedder (colonna sonora In The Wild) 2) My lady story, Antony and The Johnsons 3) When the war came, The Decemberists Puntata 6a (lunedi 13 aprile 2009) 1) Lake humans, Nik Drake 2) Undone, Devotchka 3) Lighting red, Guster Puntata 7a (Martedi 14 aprile 2009) 1) Kanonensong, Slut 2) Lost Coastlines, Okkervil River 3) Don't ever get tired, Tindersticks Puntata 8a (Mercoledi 15 aprile 2009) 1) Corporate cannibal, Grace Jones 2) Ub Jesus, David Byrne 3) Moonlight in glory, Brian Eno, David Byrne Puntata 9a (Giovedi 16 aprile 2009) 1) Compassion, Jonathan Elias 2) Bbicoliknn, russia song 3) Thisis, Grace Jones Puntata 10a (Venerdi 17 aprile 2009) 1) Face to face, Siouxie 2) The great intoxication, David Byrne 3) Don't give up, Peter Gabriel, Kate Bush Puntata 11a (Lunedi 20 aprile 2009) 1) 99 luftballons, Nena 2) Unza Unzatime, Kusturica 3) Another brick in the wall, Roger Waters Puntata 12a (Martedi 21 aprile 2009) 1) Run like hell, Roger Waters 2) Irgendwie,Irgendwo,Irgendwann, Max Raabe and Palast Orchester 3) Desconocido soy, Nik Drake Puntata 13a (Mercoledi 22 aprile 2009) 1) Die Seine, Eva Maria Hagen 2) Harry Worth, Elvis Costello 3) Demolition man, Grace Jones Puntata 14a (Giovedi 23 aprile 2009) 1) Der Kommissar, Falco 2) Eifersuchtsduett, Slut 3) Fireworks, Siouxie Puntata 15a (Venerdi 24 aprile 2009) 1) The promised womb, Dead can dance 2) Alleluhia, Leonard Cohen & Bono 3) Mein Stern, Max Raabe Puntata 16a (Lunedi 27 aprile 2009) 1)The beat goes on, Buddy Rich 2)A wiew to a kill, Duran Duran 3) Tekitoi, Raschid Taha Puntata 17a (Martedì 28 aprile 2009) 1) Broken Things, Nik Drake 2) No surprises, Radiohead 3) Hagda, Orchestra Nazionale de Barbes Puntata 18a (Mercoledì 29 aprile 2009) 1)Malen'kiy mal'chik, Leningrad 2)Doole, Youssou'n dour 3)Cities in dust, Siouxie
  • La vita avventurosa di Roberto Rossellini

    Tanti anni dopo, Roberto Rossellini è ancora un incompreso. Chi si immerge nel suo mondo resta suggestionato da immagini difficili da conciliare. Sul tavolo del biografo si affastellano materiali di due razze distinte: da una parte i libri dei cinefili, che passano la vita a contare i fotogrammi, magari perdendo di vista l'essenziale; dall'altra la valanga dei ritagli rosa sulla sua movimentata vita privata. Insomma una bella doccia scozzese. Ma proprio da qui nasce e prende colore "La vita avventurosa di Roberto Rossellini", che forse rende giustizia al caro estinto, tracciando il ritratto di una delle personalità più complesse e contraddittorie dell'Italia del Dopoguerra.
  • La vita vissuta

    Il Presidente Francesco Cossiga è l'autore del nuovo ciclo di Alle 8 della sera. Per venti serate sarà possibile ascoltare il racconto che egli ha fatto delle vicende che hanno cambiato la vita politica italiana. Le puntate (di 30' minuti), sono state registrate nel corso di tre mesi, nella casa del senatore. "Siamo rimasti solo due testimoni, io e Andreotti", dice Cossiga. Senza altri interlocutori, Cossiga racconta di De Gasperi, degli americani e dell'aereo di Mattei esploso in volo. Con grande tenerezza ricorda l'infanzia a Sassari e le prime esperienze politiche di suo cugino Enrico Berlinguer. Le conversazioni radiofoniche del Presidente permetteranno agli ascoltatori di conoscere il punto di vista di uno dei protagonisti della prima repubblica perché alla sua maniera il senatore ricorda fatti e persone; un lungo e paradossale racconto della P2 di Gelli, "il materassaio", e un'intera settimana per ricostruire i passaggi politici e culturali che hanno portato al terrorismo delle BR e al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro. Le ultime puntate sono dedicate alla politica internazionale, al terrorismo islamico e all'elezione di Barack Obama.
  • Le origini dell'arte contemporanea

    Venti conversazioni sui protagonisti dell'arte contemporanea. Il metodo scientifico e il paradosso: per avvicinarsi alle opere di Warhol e alle canzoni di Wilma Goich. Le case degli artisti, il fiume televisivo, la tomba di Berlusconi e le tombe che restituiscono le opere d'arte. Venti proposte per conoscere l'arte del '900 e l'esistenza esemplare del casellante dell'autostrada. La confusione dei linguaggi, la sacralità dell'arte, il cinema e la fotografia.
  • Le pietre e la luce: la cattedrale del Medioevo

    Cos'è una cattedrale? Chi sono gli uomini, le donne, i preti e gli assassini, i santi e gli artisti che hanno dato forma alle cattedrali del Medioevo? Il presupposto è: la cattedrale come un luogo di vita - e quindi anche di morte e resurrezione. La cattedrale non è un museo, bensì un campo di battaglia, dove la fatica delle pietre si confronta con la limpidezza della luce. Una sintesi mai tentata, che mira a far conoscere la storia, i personaggi, i monumenti e i molteplici significati delle grandi cattedrali medievali attraverso il racconto dell'autore, Marco Meschini, di grandi eventi di cui sono state teatro
  • Le porte di sogni

    Che cosa avete sognato la notte scorsa? E che cosa sognerete stanotte? Secondo Maurizio Bettini, in queste due domande, apparentemente assurde, sta il significato forse più profondo dei sogni, la loro essenza. I sogni sono evanescenti, imprevedibili, eppure se c'e' qualcosa che ha suscitato nel corso dei secoli e dei millenni l'interesse degli uomini, sono proprio queste realtà impalpabili. Se ne sono occupati gli antichi, le popolazioni mesopotamiche, i greci, i romani. Di sogni ci si continua a occupare anche oggi. Maurizio Bettini ci guida lungo un percorso di 20 puntate dedicate a sogni, incubi, fantasmi e allucinazioni nel mondo antico, nel mondo moderno, nella letteratura. Dove risiedono i sogni? E da dove vengono? Se non sono un'esperienza solo interiore, come sosteneva Eraclito, chi li invia? Secondo quanto fa dire Omero alla saggia Penelope nell'Odissea, i sogni escono da due porte, di corno o di avorio: quelli che vengono dalle porte di corno sono veritieri, quelli che escono dalle porte di avorio sono ingannatori. Già, ma come si fa a sapere da quale porta sono usciti?
  • Le radici della scienza

    L'attuale metodo scientifico viene fatto risalire in genere alla rivoluzione scientifica della prima età moderna. Secondo una ricostruzione molto diffusa nell'immaginario collettivo, studiosi come Galileo e Newton avrebbero intrapreso una strada nuova, con irrilevanti precedenti storici, rifiutando le tradizioni libresche e basandosi direttamente su osservazioni e esperimenti. Questa ricostruzione, che può giustificare l'ottimistica concezione di una scienza che, da quando esiste, è stata in continuo progresso, richiede di dimenticare la scienza antica e le fonti degli scienziati della prima età moderna. Inolre essa si basa sulla creazione di miti moderni, come quello di Galileo che lasciando cadere dei gravi dalla torre di Pisa avrebbe scoperto per primo che il tempo di caduta non dipende dal peso del grave, o quello della mela che, cadendo, avrebbe suggerito a Newton la legge di gravitazione universale. Queste conversazioni intendono suggerire l'idea che la storia della scienza diviene realmente comprensibile solo se è osservata su una scala non secolare ma millenaria...
  • Le Scandalose

    "Le signore perbene? Hanno una visione della vita limitata, un orizzonte ristretto, interessi insignificanti" sosteneva Oscar Wilde. Con "le scandalose", invece, è tutta un'altra storia. Siano regnanti o assassine, scrittrici o artiste, le scandalose sono donne che hanno avuto il coraggio- per alcuni il torto- di turbare i loro contemporanei con le loro azioni, con le loro scelte considerate molto, troppo libere. Nel corso dei millenni la libertà e il potere femminili sono sempre stati, sotto ogni latitudine, un'assoluta pietra dello scandalo, che non ha avuto soltanto connotazioni sessuali. Un esempio per tutti: nel Seicento, le alte gerarchie vaticane inorridirono all'idea che la pia e virginale patrizia veneziana Elena Lucrezia Cornaro, "pretendesse di laurearsi come un uomo". Libere, colte, sessualmente disinvolte, ma soprattutto padrone di sé stesse, le scandalose hanno rivelato in controluce le regole, le chiusure, i perbenismi, i riti delle società in cui hanno agito. Perché la storia di una scandalosa è anche- fatalmente- la storia della società che l'ha giudicata e a volte condannata.
  • Liberi e faziosi

    Come ridevano e come ridono gli italiani ? Adolfo Chiesa, uno dei maggiori studiosi italiani della materia, compie un singolare viaggio nel mondo della satira e della risata attraverso una serie di "ritratti" dei più bravi umoristi e disegnatori di quest'ultimo mezzo secolo. Uno spazio delle conversazioni di Chiesa è anche dedicato alle vecchie, talora gloriose testate umoristiche, Marc'Aurelio, Don Basilio, Travaso, Bertoldo, Candido, fino al Male a Tango e Cuore, tanti periodici che hanno contribuito alla storia della politica e del costume del nostro paese affrontando verità ed eventi in modo talora scomodo, graffiante. Chiesa rievoca, tra gli altri, il complesso personaggio di uomo e di artista di Giovannino Guareschi, l'autore di Don Camillo, finito per quasi due anni in carcere per avere pubblicato documenti falsi sul conto di De Gasperi. Ma c'è spazio anche per argomenti fatui, come la censura e le denunce per le formose donnine pubblicate dal Travaso o i paradossali, stravaganti numeri del Male dedicati a "Tognazzi capo delle BR" o ai "Marziani sbarcati sulla Terra". "Liberi e faziosi", 10 puntate di storia italiana, tanti documenti su cui riflettere non solo sul nostro passato.
  • Lo specchio della mente

    Da secoli gli esseri umani si interrogano a proposito di due problemi: che cosa siano la mente e il cervello, e quali rapporti esistano tra la prima e il secondo. Negli ultimi decenni, però, abbiamo imparato, su mente e cervello, più cose di quante se ne siano apprese in tutto il passato che ci sta alle spalle. La crescita enorme delle conoscenze scientifiche ha indebolito le barriere tradizionali tra lo studio biologico del cervello e lo studio psicologico della mente. Sono venute alla luce, infatti, forti ragioni per pensare che il neuroscienziato e lo psicologo stiano esplorando, seguendo vie tra loro diverse, una stessa realtà: la realtà di una rete di cellule nervose che costituisce l'oggetto più complicato di tutto l'Universo, che è il frutto di una lunga selezione biologica e che non appartiene soltanto all'uomo. In natura, infatti, si sono evoluti cervelli, organi di senso e comportamenti intelligenti per moltissime altre forme viventi sul nostro pianeta. La narrazione di casi clinici sconcertanti, la discussione sui nostri modi di fare quotidiani, i rapporti tra coscienza ed emozioni, il racconto di come animali e vegetali siano in grado di avere comportamenti ragionevoli, i sogni, l'architettura delle nostre memorie, i limiti e le virtù dei segnali che partono dai sensi e approdano ai cervelli, le origini del linguaggio, le strutture di base che ci permettono di pensare e agire: ecco alcuni dei temi che vengono trattati, facendoli riflettere, con parole semplici, a "Lo specchio della mente", Radio2 dalle 20.00 alle 20.30 dal 24 novembre al 19 dicembre, dal lunedì al venerdì, per venti puntate.
  • Luciano Bonaparte

    Il principe archeologo Nella ricostruzione storica vi sono figure considerate secondarie che, osservate da vicino, non appaiono più tali. Una di queste è sicuramente Luciano Bonaparte, il fratello di Napoleone. Nell'arco della sua vita attraversò da co-protagonista vicende decisive della storia europea. Luciano fu un uomo dagli interessi molteplici: coltivò con un certo successo la ricerca storica, la letteratura, il teatro, l'astronomia e l'archeologia e fu protagonista di una delle maggiori scoperte dell'Ottocento: il rinvenimento delle necropoli di Vulci.
  • Marco Polo: un mercante a Pechino

    L'epopea di Marco Polo è un pò un romanzo di formazione. Il mercante-esploratore fu uno dei pochi nel XIII secolo ad accostarsi alle culture dei popoli orientali fino ad arrivare a quelli più distanti dalla terra natia: "i cinesi". In quest'ottica Marco Polo incarna l'immagine del nuovo Parsifal, viaggiatore senza paura, che si sostituisce al cavaliere della classicità medievale col suo spirito libero, con la sua forza che consiste nell'accostarsi all'altro(e all'altrove) su un livello di convenienza reciproca, su di un piano paritario, intrinsecamente pacifico.Lasciando nella sua opera di esplorazione utili frutti addirittura fino alla fine del quattrocento.
  • Marinetti

    "Caffeina d'Europa" con pugni mozzafiato nel ventre molle della globalizzata società del XX secolo, F.T. Marinetti suscitò il più profondo incendio morale nelle coscienze della Modernità, additando con Futurismo il lungo audace viaggio, ancora incompreso, nel tempo a venire. La conduzione delle dieci puntate sul geniale inventore del Futurismo è affidata ad Antonio Pantano. A sessant'anni dalla morte del poeta - 2 dicembre 1944 - Alle 8 della sera propone il racconto della sua vita, condotta sempre ad altissimo rischio e spericolata velocità.
  • Mattei

    Enrico Mattei: per i piu' giovani non e' un nome evocativo. Mattei si lega invece alla storia dell'Italia post-bellica, un paese uscito sconfitto dalla guerra e senza materie prime. Comandante dei partigiani cattolici, dopo la liberazione, verra' incaricato di dirigere l'Agip. Consapevole della fondamentale importanza del petrolio per lo sviluppo industriale dell'Italia, fa intraprendere all'Agip perforazioni in Val Padana. De Gasperi, Presidente del Consiglio, sostiene Mattei, e incomincia così un sottile braccio di ferro con i Paesi vincitori della Seconda Guerra Mondiale che vorrebbero privatizzare l'Agip. Deluso dalle ricerche dell'Agip nella Val Padana, Mattei promuove l'Ente Nazionale Idrocarburi, interamente controllata dallo Stato italiano. L'Eni andra' a cercare il petrolio nei paesi dov'e' piu' abbondante: l'Iran, l'Egitto e altri ancora. Ma esisteva un monopolio di fatto, nelle mani delle "Sette sorelle", le massime società petrolifere mondiali. Per difendere e far crescere l'Eni, Mattei infrange le condizioni vigenti per lo sfruttamento petrolifero, e arriva a offrire agli stati produttori circa il 75 per cento degli utili. Le reazioni saranno rabbiose. Quando Mattei, per procurarsi petrolio a buon mercato infrangerà l'embargo contro l'Unione Sovietica, verra' indicato come un nemico dell'Occidente. La storia di Mattei petroliere non sarà lunga: morira' nel rogo del suo aeroplano a Bascape', il 27 ottobre 1962.
  • Napoleone

    Nel corso delle venti puntate il racconto fa rivivere i momenti più significativi della straordinaria carriera di Napoleone, generale a 26 anni, primo console a 30, imperatore a 35. Le grandi vittorie, da Rivoli a Marengo, da Austerlitz a Jena fino a Wagram. E poi il declino e la sconfitta, fino a quella definitiva di Waterloo. Attorno al ritratto del protagonista, Valzania tratteggia lo schizzo di molte delle figure che lo hanno circondato. I suoi familiari, da mamma Letizia al fratello Giuseppe, elevato al trono di Napoli e poi a quello di Spagna; i suoi marescialli, Lannes e Davout, Ney, il coraggioso fra i coraggiosi, Soult e il dissoluto Massena; i suoi collaboratori politici, Fouchet e Talleyrand per primi; e anche le sue non poche donne, dalla piccola Desiree, l'amore giovanile divenuta regina di Svezia, all'amatissima Giuseppina, che tradi' molto, e dalla quale fu tradito moltissimo, a Maria Walewska, l'amante polacca che gli diede un figlio, alla giovanissima Maria Luisa d'Austria, sposata per motivi politici, dalla quale ebbe l'erede che avrebbe dovuto succedergli sul trono di Francia. Visita il sito ufficiale di Napoleone
  • Napoleone 3°

    Figlio di un fratello di Napoleone I, Luigi Napoleone nacque a Parigi nel 1808. Dopo la caduta del grande zio, trascorse infanzia e giovinezza in esilio. Le rivoluzioni che sconvolsero l'Europa nel 1848 favorirono il suo rientro in Francia, dove divento' prima presidente della Repubblica e poi Imperatore, nel 1852. Franco Cardini nel suo racconto cerca di evidenziare il legame controverso tra Napoleone III e l'Italia, a cominciare dai soggiorni giovanili nel nostro paese, alla difesa dello Stato della Chiesa, fino alle alterne vicende dell'alleanza con Cavour. E' questo un periodo in cui la cultura francese e' egemone sul continente: i Viali di circonvallazione a Firenze ricordano da vicino i grandi Boulevards parigini e attestano visivamente l'influenza francese in Italia alla meta' dell'800. Attraverso la storia un modo di cogliere la comune cultura europea.
  • Nietzsche

    "L'uomo grande non è reso tale dalla forza del grande sentimento, ma dalla sua durata" - Friedrich Wilhelm Nietzsche. Saggi, studi critici e filosofici, biografie più o meno autorizzate. Eppure nonostante una mole di lavori consistenti, Friedrich Wilhelm Nietzsche resta ancora un pensatore da scoprire, riscoprire ed amare. Gianni Vattimo, docente universitario, affronterà "il caso Nietzsche" sviscererando la vita, le opere e la morte del filosofo tedesco che tanta parte ha avuto, in positivo e in negativo, nella società e nella cultura occidentale. Un panorama che spazierà dall'idea di Super Uomo, che Vattimo ama chiamare Oltre Uomo, alla critica della linearità del tempo; dal famoso concetto della morte di Dio al rispetto di altre culture e religioni e via discorrendo.
  • Nipponga

    Nipponga: visioni di Giappone è una trasmissione che, come dice il titolo ispirato a un celebre film di Wenders, del Sol Levante offre una serie di inquadrature che ci accompagnano a scoprirne i valori e i segreti culturali e sociali. Il Giappone è uno dei Paesi allo stesso tempo più lontani, ma anche più vicini, al nostro mondo occidentale. Vicini, nelle pur profondissime diversità, per strutture storiche della società che fu feudale, post feudale, post-feudale e moderna indipendentemente dal rapporto col mondo europeo. Vicini per la stessa intensità di partecipazione ai processi di accelerazione del mondo contemporaneo. Lontani per concezione della vita, per l'importanza attribuita al gesto creativo piuttosto che al prodotto creato. Lontani per la ricerca dello spazio vuoto, laddove noi se ne rifugge, per l'amore della forma nei comportamenti che finisce per trasformarli come in un rito. Vicini per la capacità reciproca di assorbire queste diverse, a volte opposte, reciproche, caratteristiche Di questi aspetti ci parla Gian Carlo Calza nelle trasmissioni di questo ciclo e lo farà appunto attraverso inquadrature che vanno dai manga alla letteratura, dalla bomba atomica alla moda, dall'arte alla storia, dal teatro classico al design contemporaneo, dalla cucina ai processi di trasformazione sociale e culturale. Lo farà utilizzando anche l'occasione della rassegna di eventi con quattro mostre che si tiene questa estate nel Palazzo Ducale di Genova: la più grande realizzata finora in Italia. Quella giapponese è una delle culture che nel loro sviluppo secolare hanno maggiormente saputo trasformarsi assorbendo stimoli provenienti dall'esterno, anzi molte volte andandoli tenacemente a ricercare. E però in tutti i suoi connubi di civiltà non ha mai perduto l'essenza della propria natura. Esso si pone perciò come un interessante compagno di viaggio in quest'epoca della globalizzazione, ma al tempo stesso della ricerca e conservazione delle singole e specifiche identità culturali e sociali.
  • Oggetti del 2000

    Ho chiamato questa serie "Gli Oggetti del Duemila" perché volevo parlare del mondo com'è, e di come potrebbe diventare. Ma detesto le parole astratte. Meglio muoversi dalle cose di tutti i giorni, e ragionarci sopra. Meglio partire da un hambuger, per parlare della globalizzazione. Meglio togliersi di tasca il bancomat, e pensarci su, per raccontare il mondo del denaro. Meglio discutere le piastrelle del bagno per esplorare le case che cambiano, e descrivere gli orologi (che possediamo in quantità) per parlare del tempo (che invece non abbiamo). Nelle venti puntate parlo spesso di "altrove". Racconto viaggi reali (aeroplani, valigie) e viaggi virtuali (rete, email, computer), sempre con un occhio verso il mondo angloamericano, da cui deriviamo tanti modelli (buoni e meno buoni). Mi auguro di aver fatto tutto questo in maniera divertente: la colpa peggiore, per chi si rivolge a un pubblico, è la noia. La serie "Gli Oggetti del Duemila" non è un corso universitario, ma una conversazione alla radio. Molto più complessa e stimolante, quindi. Gli studenti infatti non possono spegnere il professore. Voi, sì.
  • Paolo Conte

    Le 10 puntate che l'avvocato-poeta ha registrato nel suo studio di Asti, costituiscono davvero un evento straordinario nella storia dei rapporti tra Conte, il suo pubblico e i mezzi di comunicazione. L'artista ha accettato il gioco di aggiungere nuove ipotesi a quelle già messe in musica, fornendo diverse chiavi di lettura dei propri brani, sulla base di scalette musicali tratte da tutta la sua opera, da "Azzurro" a "Razmataz". E non si è sottratto neppure a seguire un fil rouge tematico per ciascuna puntata (il ballo, i viaggi, l'esotismo, il mondo del jazz, le fughe, etc). Ma il gioco lo ha condotto alla sua maniera, che è quella di spiazzarti sul più bello, uscendo dal prevedibile per regalarti un triplo salto nel cielo della fantasia, dello sconcerto e della meraviglia.
  • Piccoli Mozart

    Una storia realmente accaduta e bellissima, quasi una favola segnata da drammi d'ogni genere: la storia dei piccoli Mozart, Wolfgang e Maria Anna, detta Nannerl, che vissero un'avventura di giochi, di creatività e d'amore. Nell'anniversario dei 250 anni dalla nascita del grande Mozart, Italo Moscati propone un racconto poco conosciuto di un periodo fondamentale nell'esistenza dei due fratelli Mozart, ovvero gli anni della loro prima tournée verso Francoforte, Bruxelles, Parigi, Londra e altre città d'Europa poco dopo la metà del Settecento, il secolo dell'arte, del Libertinismo, delle rivoluzioni, delle trasformazioni culturali e industriali. La tournée, preparata con cura dal padre dei due giovanissimi musicisti, Leopold, fu il viaggio straordinario e denso di emozioni di due bambini inesperti ma musicalmente molto dotati. Wolfgang aveva solo sette anni e la sorella Nannerl dodici. Già bravi come suonatori di clavicembalo, avevano stupito prima lo stesso Leopold e poi gli amici di Salisburgo. Erano due "prodigi" che il padre, secondo le accuse che gli vennero rivolte, sottopose ad una logorante serie di esibizioni nelle corti e nelle case degli aristocratici o di importanti banchieri. La tournée fu un'interrotta catena di successi, specie a Versailles e a Londra, ma fu costellata da ogni tipo di disagi. E determinò il corso del futuro di Wolfgang e di sua sorella Nannerl.
  • Popoli in movimento

    Il principio dell'omogeneità etnica all'interno del territorio di uno stato ha radici antiche; esso tuttavia ha assunto una valenza nuova a partire dalla fine del XIX secolo in collegamento con l'affermarsi di un nazionalismo radicale. Il principio wilsoniano dell'autodeterminazione nazionale e soprattutto la sua applicazione dopo il 1919 si sono dimostrati inadeguati a risolvere definitivamente il problema. Il regime nazionalsocialista, fondato su un'ideologia razziale ed espansionistica, alla ricerca di uno spazio vitale popolato esclusivamente dal popolo germanico, ha dato con il suo brutale dinamismo bellico nuovo impulso all'idea che le popolazioni potessero venire spostate per volontà dei governi - come mere pedine della politica etnica. Come un risultato della politica genocidaria nazionalsocialista e della dinamica espansiva del regime hitleriano soprattutto verso la parte orientale del continente, e poi a seguito delle vendette messe in atto dai popoli occupati e sfruttati (dai polacchi ai cechi, ai russi) da parte nazionalsocialista, dopo la sconfitta militare tedesca si è avuta l'espulsione forzata di milioni di civili, uomini e donne, dalla rispettiva patria. Si è dato così il via al più drammatico e gigantesco terremoto demografico della storia umana.
  • Quell'estate del '92

    "Tutti sanno nessuno ricorda". La fine della prima repubblica. Claudio Martelli racconta il tramonto di un potere, la cronaca disperata della fine, gli errori di "chi si illuse di cavalcare la tigre e non riuscì nè a guidarla nè a scendere dalla sua groppa, di chi non reagì sperando che la piena passasse"...Viaggiando sopra la cronaca disperata di quel tempo, il già vicepresidente del Consiglio di allora, ripercorre in toni più distesi, ma anche ironici quel periodo oramai storico della nostra Repubblica."Perchè un'estate non vale una vita"
  • RE DI DENARI

    Un nuovo appuntamento per il ciclo di "Alle otto della sera", un viaggio affascinante proposto da Myrta Merlino che si snoda attraverso 10 puntate tematiche, legate ciascuna a un grande personaggio, e al modo con il quale ha saputo cambiare la storia attraverso la moneta. Un modo per raccontare i grandi avvenimenti del passato attraverso la lente originale della politica monetaria e della finanza, e le vicende individuali di grandi protagonisti. La prima puntata e' dedicata a John D. Rockfeller, per proseguire poi con John Law, la vicenda di Gesù e quella di John Maynard Keynes passando per quella di Napoleone. Si prosegue con George Soros, Giulio Cesare, Robespierre, Carlo V per concludere con Hjalmar Schacht
  • Rock Involution

    La parabola del rock dal mito della libertà al crollo dell'utopia Marco Dolcetta continua il viaggio intrapreso diverso tempo fa sulle strade del rock. Dopo aver trattato la Beat Generation e la British Invasion, questa e' la volta degli anni 60, 70 e l'inizio degli 80. Una parabola di suoni e parole che offre all'ascoltatore un racconto approfondito ed erudito, ma mai pedante o noioso, con il quale Dolcetta evoca tutta la magia di quegli anni. Il sentimento di libertà, le scuole di pensiero della East e della West Coast, le comuni di Esalen, il mito rurale e cittadino. Dalla libreria di Ferlinghetti al primo Dylan, dalla poetica musicale dei Doors alle teorie di Ginsberg. Dallo psichedelismo panteistico del mito dell'ovest, sulle tracce di una concordia massima tra natura e futuro tecnologico, alle prime adesioni alla fuga e libertà totale derivata dalle droghe. E poi, via via, i gruppi, i movimenti e le evoluzioni, fino al decadere e alla discesa dell'involuzione del rock: le droghe, il cinismo con le donne, l'abbandono dell'ideologia a favore dell'edonismo puro e semplice - il sex, drugs and rock and roll - che porta alla perdita di quei sentimenti magari ingenui ma autentici, che cambiarono l'America e il mondo. Perché mai come in quegli anni la musica è stata così legata alla vita, all'ideologia e ai mutamenti della società.
  • ROOSVELT

    Orgoglioso delle sue origini olandesi, studente un po' indisciplinato, ma con molte qualita', della prestigiosissima Universita' di Harvard (allora come oggi porta del sapere e del potere); politico abile e molto popolare, Theodore Roosvelt e' stato il ventiseiesimo presidente degli Stati Uniti. Il presidente dell'inizio del XX secolo, momento cruciale per la storia degli Stati Uniti d'America. Divenuto presidente nel 1901, in seguito all'uccisione del Presidente Mc Kinley da parte di un anarchico, venne poi rieletto nel 1904 a schiacciante maggioranza. Theodore Roosvelt vive la grande stagione in cui i giovani Stati Uniti si pongono davanti a due oggetti: da un lato l'Europa, amata e odiata, dall'altro il continente americano. E' l'epoca in cui l'America esce dalla sua adolescenza e scopre i grandi spazi del West . Gli Stati Uniti che si erano gia' scossi di dosso il giogo politico e militare dell'Inghilterra, ora si liberano anche della sua tutela culturale, ma nello stesso tempo mantengono un profondo legame con l'Europa. Le grandi questioni internazionali si profilano all'orizzonte . Che cos'e' l'America rispetto al resto del mondo, come deve interpretare il proprio ruolo? E' il problema che all'epoca di Teddy Roosvelt comincia prepotentemente ad affacciarsi. E cui Roosvelt con tutta la sua azione politica cerchera' di dare una risposta.
  • Sant'Agostino

    Le dieci puntate hanno lo scopo di presentare una delle personalità più importanti dell'intera storia della cultura occidentale. Agostino nacque a Tagaste, nell'odierna Algeria, nel 354 e morì a Ippona, non lontano dal luogo natio, nel 430: tutta la sua straordinaria attività di filosofo e di teologo si intreccia strettamente con la sua esistenza di uomo costantemente proteso alla ricerca della verità. Fin da giovane, egli mostrò grandi doti intellettuali e dall'Africa si recò a Roma e poi a Milano al fine di percorrere una gratificante carriera di retore e di insegnante. E proprio a Milano, grazie anche all'ascolto delle splendide prediche del santo vescovo Ambrogio, Agostino trovò quello che cercava, ovvero la fede in Gesù Cristo che gli dette quella gioia piena e quell'appagamento totale che aveva sempre cercato, magari affidandosi anche a dottrine, come il manicheismo, rivelatesi poi fallaci ai suoi occhi. Durante le dieci puntate della trasmissione verrà presentata la personalità di questo gigante della fede e della cultura, e sarà messo particolarmente in luce il legame tra vita e fede, fra filosofia e amicizia, fra ricerca intellettuale e amore di Dio, che rappresenta la nota distintiva della figura di Sant'Agostino.
  • Santi imprenditori

    Il ciclo prende in esame alcune figure di santi e beati, cogliendone una dimensione particolare: le loro grandi capacità pratiche e organizzative. A partire da San Benedetto che seppe dettare ottime norme pratiche per la vita comunitaria, numerosi santi si sono occupati con successo di risolvere problemi di estrema concretezza. Come non ricordare i santi che hanno speso la loro vita per i malati, costruendo e organizzando ospedali in epoche in cui l'assistenza sanitaria era pressoché assente? Come non ricordare quelli che hanno operato costantemente in favore dei giovani realizzando straordinarie opere educative? I Santi imprenditori hanno dimostrato che la fede cristiana può e deve tradursi in opere e che la carità è in grado di concretizzare valide soluzioni operative.
  • Scipione l'Africano

    Rampollo di una delle famiglie più antiche e nobili di Roma, Publio Scipione, il futuro Africano, è un predestinato fin dal momento in cui, giovanissimo, salva il padre ferito alla battaglia del Ticino. Della seconda fase della guerra contro Annibale egli diviene il protagonista, prima sul fronte iberico (dove distrugge il dominio costruito dai Barcidi), e poi in Africa. Votato all'imitazione e al superamento dello stesso Annibale, ottiene infine, a Zama, la vittoria decisiva. Arbitro a lungo, nel decennio successivo, della politica romana e capace di condizionare le scelte della res publica, è coinvolto, insieme con il fratello, nella spedizione contro il re Antioco III di Siria, conclusasi con la grande vittoria di Magnesia. Malgrado il suo prestigio, viene però travolto da un grave scandalo, una sorta di Watergate dell'età sua, culminato nei 'processi degli Scipioni'; ed è costretto all'esilio di Literno, dove rimane fino alla morte. L'opera sua è assolutamente unica. Oltre che condottiero di eccezionale levatura, inferiore forse solo ad Annibale Publio concepisce le riforme tattiche che mettono le legioni in grado di battere gli eserciti ellenistici è politico intelligente, capace di adattare alla realtà di Roma concezioni greche come quella di deterrente, e uomo dalla cultura ellenica profonda. Con Silla, Cesare ed Augusto, l'Africano è tra i sommi protagonisti nella storia di Roma repubblicana.
  • Segreti d'Oriente

    Antonella Ferrera - gia' autrice de Il Fiore e la Spada - vi condurra' in un percorso che parte dal mondo islamico per proseguire all'India, alla Cina, fino al Giappone, per scoprirne i segreti legati anche ai luoghi del desiderio come gli hammam, gli harem, i mercati dell'amore: veri imperi dei sensi emersi da tempi e luoghi lontani dove anche gli odori, i suoni, i colori, i gesti, riescono ad attirare e sedurre persino il visitatore più distratto. Ma è anche un amore molto carnale e trasgressivo quello che si consuma nell'antico Oriente: posizioni, baci, abbracci ed anche morsi e graffi trasformano l'incontro nella camera da letto in un erotico duello. Gli incontri più intimi di uomini con uomini e di donne con donne trovano esaltazione in poemi e romanzi. Rapporti proibiti, spesso osteggiati da società che vogliono l'uomo, eterosessuale, sposato, attorniato da numerose cortigiane e concubine. Ma la realtà è spesso diversa, fatta anche di amori mercenari dai più raffinati ai più sordidi, come nei "forni" dell'antica Pechino fuori le mura, dove le donne, sempre nude e abbandonate su pagliericci, potevano essere spiate anche attraverso feritoie che davano sulla strada. L'inferiorità della donna traspare nei secoli, dal Medio all'estremo Oriente, ma non è nel ruolo sottomesso che essa ha espresso il segreto di un erotismo silenzioso e docile, ma anche abile e raffinato, esplicito, che fa ancora oggi sognare molti maschi occidentali. Infatti, proprio loro non hanno compreso che estasi erotica significa mettere al centro la donna, perché è il suo piacere, il suo appagamento, che porta alla fusione perfetta, all'intreccio ritmico e armonioso dei corpi, dove l'uomo si può sentire un re.
  • Senza confine

    Alla fine del Settecento, sull'onda dell'entusiasmo suscitato dall'idea di progresso, cominciò l'avventura affascinante di alcuni uomini e di alcune donne che si posero l'obiettivo di conoscere popoli, costumi e usanze diverse da quelle europee. Spinti dal desiderio di conoscenza, a volte da semplice curiosità, o anche spesso da motivazioni molto personali, questi antropologi e antropologhe intrapresero viaggi tornando ciascuno con "una storia" che, unita alle altre storie precedenti, contribuì a una più completa conoscenza del genere umano. A partire dai viaggi compiuti in Arabia, Iran, Pakistan, Medio Oriente e Africa, da "Ugo Fabietti", autore di questo ciclo, si racconteranno gli incontri e le scoperte fatte in compagnia reale e immaginaria con altri antropologi e antropologhe che hanno esplorato per noi la differenza culturale e quella dell'unità umana.
  • Sergio Leone

    Sguardi e colpi di pistola. Cieli infiniti. Deserti e cactus. E orizzonti nuovi. Una montagna di sensibilita' e talento, un uomo grande e grosso. Un incantatore, un inventore di trappole filmiche, un duellante sotto il sole, un maestro che era stato un alunno. Un innamorato dell'avventura e delle donne che non amava scandali e mondanita'... E ancora, un tipo speciale - nato nel cinema e per il cinema - che ha lasciato una traccia fatta soprattutto di film, pellicole che sono la sua lunga, potente, fascinosa ombra... Moscati racconta, con il respiro del romanzo, le vicende che hanno costituito una densa trama di lavoro e di emozioni, di vittorie battute d'arresto, amori, famiglia, figli. Una trama impegnativa e appassionante.
  • Sesterzi,talleri ed euro

    Una storia del denaro in 20 puntate che si presenta come un lungo viaggio attraverso la moneta, dalle origini ad oggi, cioè al quasi imminente arrivo di quella unica europea. La moneta, mezzo di scambio, ma anche strumento di crescita culturale e sociale, nonché di propaganda politica. Dietro le monete si nascondo i cambi epocali e si intravedono i valori simbolici dell'umanità. La moneta riflette la nostra vita, ne condiziona i comportamenti, ne sintetizza le paure. E la numismatica è una tipologia vera e propria di collezionismo, ma anche uno strumento utile per capire come sono cambiati i parametri del gusto nel corso dei secoli. Niente di meglio per capire qualcosa di piu' alla vigilia dell'entrata in vigore dell'euro.
  • Sex and the Polis

    Contrariamente a quel che spesso si dice, l' amore non è un sentimento al di fuori della storia, così come non è fuori della storia il modo di intendere e vivere la sessualità. Anche i sentimenti e i desideri vengono influenzati dalla mentalità, dalle istituzioni sociali e giuridiche, dalla cultura nella quale vive chi li prova. Per capire l'eros dei greci e dei romani, dunque, è necessario contestualizzarlo, collocandolo nella mentalità e nelle istituzioni dell'epoca. Ed è questo, appunto, quel che le conversazioni che vengono qui presentate si propongono di fare. A questo fine il discorso sull'eros nel mondo antico viene organizzato all'interno di un esame della condizione giuridica e sociale delle persone (libere o schiave), dell'organizzazione familiare, del rapporto uomo-donna, e dell'etica sessuale nel mondo greco e romano. Per offrire un panorama quanto più possibile completo, vengono letti e commentati miti greci e leggende romane, opere di poeti, di letterati e di storici; viene descritta l'organizzazione dell'oikos greco e della famiglia romana; si parla della condizione servile e di quella femminile; si discutono le regole giuridiche e sociali volte a regolamentare i comportamenti sessuali (ovviamente diverse a seconda che si rivolgessero agli uomini o alle donne), e infine vengono descritti i tratti fondamentali dell'etica sessuale in materia di rapporti tra persone dello stesso sesso e le trasformazioni operate in questo campo dalla predicazione cristiana. Attraverso queste analisi, le conversazioni si propongono di mettere in evidenza non solo le differenze - troppo spesso trascurate - tra l'eros (e più in generale il mondo) greco e quello romano, ma anche le fondamentali diversità tra l'etica amorosa e sessuale degli antichi e quella di oggi.
  • Silla

    In un ciclo di venti puntate il professor Giovanni Brizzi dell' Universita' di Bologna ripercorre la vita e la carriera politica di Lucio Cornelio Silla, grande figura storica che la critica e' ormai concorde nell' annoverare tra gli uomini piu' grandi della Repubblica insieme con Scipione, Cesare o Augusto. Il professor Brizzi ne racconta l' infanzia (Silla apparteneva alla famiglia patrizia dei Cornelii), la giovinezza dissoluta, l'ascesa nella carriera politica e militare che culmino' nella vittoria su Mitridate VI, re del Ponto, e sul fronte interno, dopo un aspro conflitto con gli eserciti democratici di Caio Mario, nella proclamazione a 'dictator'nell'82 a.C. Nell'analisi del professor Brizzi emerge il profilo di un uomo dalla personalita' complessa, capace di adottare, a seconda dell'opportunita', la violenza o il terrore piu' estremi cosi' come di promuovere un'opera sensibile e attenta di democratizzazione dell'apparato.
  • Socrate

    Socrate, l'uomo messo a morte per le sue idee da un tribunale della "democratica" Atene, l'uomo il cui insegnamento si salvo' grazie ai discepoli, fu colui che smaschero', con il dialogo instancabile, le pseudo-verita' del senso comune, ovvero il conformismo del "consenso". Suo omologo nella storia umana fu Gesu', sia per quel che riguarda l'uso controcorrente della parola, sia per quel che riguarda la morte inflitta da un tribunale obnubilato e onnipotente. Ricostruire la sua vita e il suo insegnamento e' la sfida con cui si misurano queste venti puntate, perche' l'uomo che seppe dire di no alla brutale pervasivita' del conformismo e' anche l'uomo che continua ad indicarci la via del dubbio, del dialogo, dell'ironia.
  • Sparta e Atene

    La Grecia classica era una societa' sostanzialmente omogenea. I suoi membri parlavano una stessa lingua, avevano abitudini comuni, combattevano nello stesso modo ed erano governati da istituzioni politiche non dissimili. Le guerre persiane, all'inizio del V secolo a.C. produssero pero' uno sconvolgimento destinato a stravolgere gli equilibri della regione. I contrasti profondi fra l'immobilismo spartano, attento a tutelare la propria egemonia sulla Grecia continentale, e l'aggressivo dinamismo commerciale ateniese, divennero più marcati. Ne segui' una guerra trentennale, raccontata da uno dei maggiori storici dell'antichita', Tucidide. Le ragioni e le motivazioni della guerra, la storia e il suo sviluppo, questo ed altro ancora nel racconto di Sergio Valzania.
  • Stalin

    Dopo Alessando Magno, Gengis Khan e Tamerlano, Stalin è il capo che ha maggiormente segnato della sua volontà il macrocontinente euroasiatico. Se lo zar Pietro il Grande ha costretto la Russia ad entrare in Europa, Stalin l'ha obbligata a fare il suo ingresso sanguinoso e trionfante nella Modernità. Franco Cardini rilegge Stalin alla luce di chi lo ha ammirato e temuto, da Eisenstein a Bulgakov. Cerca di penetrare i segreti del suo Ego tenebroso, il mondo contrastante dei suoi affetti e delle sue passioni. Giuseppe il Grande è l'Icona perfetta della Solitudine e del Potere. Solo Plutarco e Shakespeare avrebbero potuto interpretrarlo in modo adeguato. Solo in lui si riflettono completamente la maesta' e l'orrore del Novecento.
  • Storia di Karol

    La "Storia di Karol", raccontata da Gian Franco Svidercoschi, ripercorre la vita di Karol Wojtyla fino alla vigilia della sua elezione a Papa. La nascita di Karol a Wadowice, la sua vita in famiglia e gli amici d'infanzia, lo scenario religioso, culturale e sociale della Polonia degli anni trenta; i giochi, gli studi, la passione teatrale...Poi irrompe la guerra con il suo tragico scenario: il bombardamento di Cracovia, l'occupazione nazista, la tragedia dell'olocausto che Karol vive da vicino assistendo alla la tragedia dell'olocausto che Karol vive da vicino assistendo alla deportazione di tanti suoi amici ebrei. Sono gli anni in cui Karol, rimasto solo, per non finire in un campo di concentramento, lavora prima in una cava di pietra e poi in fabbrica e intanto si dedica alla sua grande passione: il teatro, mentre matura in lui, sempre piu' forte, la vocazione religiosa. E infine il ministero sacerdotale. Wojtyla e' ordinato sacerdote nel 1946. Gli studi a Roma, i viaggi in Europa per conoscere nuove realta' religiose come i preti-operai in Francia. Poi il ritorno in Polonia, il suo infaticabile apostolato tra i giovani, mentre in tutto l'Est si intensifica la persecuzione comunista contro il cristianesimo. La partecipazione al Concilio Vaticano II... la sua nomina ad arcivescovo di Cracovia...Una volta ripercorso l'itinerario umano e spirituale di Karol Wojtyla, sara' piu' facile percepire come tutte le prove che lui ha attraversato abbiano concorso a "prepararlo" alla responsabilita' del papato, proprio nell'attuale momento storico ed ecclesiale.
  • Storie di divi e di film

    Storie di divi e di film è il titolo del nuovo ciclo di Alle 8 della sera, scritto e condotto da Giovanna Gagliardo, che racconterà retroscena, background, rilettura e reinterpretazioni di venti film memorabili e di venti attori indimenticabili. Si comincia con un tuffo nel passato e un omaggio tutto italiano al primo latin lover della storia hollywoodiana: Rodolfo Valentino. "Il figlio dello Sceicco", suo ultimo film e la sua vita dissipata e scandalosa. Si passa poi alla nascita dei generi: il noir, "La Fiamma del peccato"; la commedia sentimentale, Frank Capra e "La vita è meravigliosa";il giallo per eccellenza, "La finestra sul cortile"; il western all'italiana, "Per un pugno di dollari". Naturalmente ci sono ancora gli anni sessanta con i suoi film clamorosi: "Jules et Jim ", "Bella di giorno", "Easy ryder". Insomma storie di divi e di film per ricordare che il cinema, come diceva Hitchcock, è la vita senza i suoi tempi morti e i suoi momenti noiosi.
  • Sussurri di Hermes

    Sussurri di Hermes costituisce un'avventura nel mondo affascinante della mitologia greca. Ma quale parte della mitologia? Una parte molto specifica, tutti quei racconti che hanno a che fare con un aspetto rilevante non solo della cultura antica, ma soprattutto di quella moderna: la comunicazione. Per i Greci, c'era in primo luogo un dio che sovrintendeva alla comunicazione e allo scambio, in tutte le sue forme: Hermes. Seguendo questo dio, lungo le rotte imprevedibili delle sue imprese, si racconteranno dunque le differenze e le analogie che intercorrono fra il modo antico di intendere la comunicazione, e quello moderno. Maurizio Bettini, autore del ciclo, descriverà antichi rituali di consultazione dell'oracolo, racconterà storie in cui le immagini esprimevano già tutto il loro potere fascinatorio, riproporrà rituali magici, proverbi dimenticati, perfino aneddoti inquietanti e divertenti nello stesso tempo.
  • Tamerlano

    Timur, meglio conosciuto col soprannome di Timur-i-Lang, che in persiano (l'idioma più diffuso nell'Asia del Tre-Quattrocento) significa "Timur lo Zoppo" è stato cantato da Christopher Marlowe e da Wolfgang Goethe: è stato il conquistatore più grande e terribile che sia mai vissuto al mondo dopo Alessandro il Grande e prima di Jozip Stalin. Nato nel 1336 presso Samarcanda, nell'odierno Uzbekistan, dal capo di una piccola tribù turkestana, egli assisté giovanissimo al disgregarsi dell'impero mongolo di Genghiz Khan e ne approfittò battendo l'uno dopo l'altro i potentati dell'Asia centrale, sino a unificare, nel 1369-70, tutte le terre tra Caspio, lago d'Aral e Indo Kush. Musulmano ortodosso, si accontentò sempre del pur altisonante titolo di "Grande Emiro" rifiutando tuttavia quello di Khan e mirando tuttavia alla ricostituzione del grande impero di Genghiz Khan, del quale si proclamò discendente. Batté così anche i potenti khan mongoli dei principati estesi tra Siberia e Mar Nero e invase nel 1398 l'India nordoccidentale imponendovi un nuovo potere sultaniale che si sarebbe poi evoluto nella gloriosa dinastia dei Gran Moghul. Principe inflessibile e crudele, celebre per le sue crisi d'ira che lo portavano alla soglia di atteggiamenti simili alla follìa, Timur fu tuttavia un protettore delle arti e un grande costruttore di splendidi monumenti. Conobbe e protesse sia il poeta Hafiz, sia lo storico Ibn Khaldun, e abbellì la sua capitale, Samarcanda, di mirabili monumenti tra cui il mausoleo detto Ghur i-Mir, nel quale riposa.
  • The bello civili

    Se dici Giulio ti viene in mente Andreotti; se dici Cesare ti viene in mente Previti; se dici Giulio Cesare ti viene in mente Giulio Cesare. Giulio Cesare ha avuto una vita molto avventurosa, ma fortunatamente per lui è vissuto molti anni fa, circa 2000, per cui se ha commesso dei reati questi sono sicuramente prescritti; e pur avendo ammazzato milioni di persone, direttamente o indirettamente, nessuno parla male di lui, anzi, tutti ne parlano benissimo!Questo e' forse il primo insegnamento che ci viene da Giulio Cesare: se commettete dei reati gravissimi sappiate che fra 2000 anni tutti potrebbero parlare bene di voi.
  • The Bello Gallico

    Che cosa ha spinto un cantante, Elio, a leggersi il "De Bello Gallico" di Giulio Cesare e poi a cercare di raccontarlo? "La droga. L'insistenza degli amici. La mania di protagonismo. Resta il fatto che il suddetto cantante è la persona meno indicata per cercare di convincere la gente che il "De Bello Gallico" non solo è un bel libro, ma che è addirittura un capolavoro; e che le avventure di Giulio Cesare in Gallia, vecchie di 2000 anni, sono in realtà molto più interessanti e coinvolgenti di quasi tutto ciò che sta accadendo ai nostri giorni. E tuttavia qualcuno dovrà pur farlo il lavoro sporco di convincere i ragazzi che il "De Bello Gallico" non sono le noiose versioni che si fanno al liceo, svincolate dal contesto e quindi prive di significato, ma sono le imprese di Cesare e del suo esercito, primi a sbarcare in Britannia e a raccontare al mondo come erano fatti e come si comportavano gli antenati degli inglesi; primi ad invadere il territorio dei Germani, considerati dai Galli alla stregua di divinità per la loro forza, e a batterli, non tralasciando di descrivercene usi e costumi. E allora cantante o non cantante, tuffiamoci nella Storia che è bella e che in definitiva ci insegna come si comportava e come ragionava un grande uomo posto nelle situazioni più estreme". Elio.
  • THOMAS MORE

    Le dieci puntate della trasmissione radiofonica "Alle 8 della sera" su Thomas More realizzate e condotte da Maurizio Schoepflin hanno lo scopo di presentare una delle figure più alte della cultura e della religiosità europee di tutti tempi. More visse in Inghilterra fra il 1477/1478 e il 1535. Fu un uomo di straordinaria cultura e fin da giovane si dedicò con successo agli studi e alla composizione di opere di grande importanza, prima fra tutte la famosa Utopia che rappresenta uno dei capolavori della filosofia politica.
  • Van Gogh

    Con la precisione dello storico e la brillantezza del polemista, Giordano Bruno Guerri ci racconta un van Gogh diverso da una leggenda ben confezionata come un'oleografia da salotto. Un van Gogh che nessuno aveva mai saputo o voluto vedere, tranne forse Henri de Toulouse-Lautrec, che con la sua matita spietata lo ritrasse com'era, "uomo inflessibile e maniaco, stizzoso e violento, convinto delle sue idee fino alla paranoia". Dopo gli studi di Georges Bataille e Antonin Artaud, anche Guerri esce dall'iconografia vangogghiana ufficiale per capire quali nodi segreti legano l'uomo all'opera e questa a noi, restituendoci un ritratto di van Gogh a figura finalmente intera, con una fulgida tavolozza di toni narrativi. I rapporti con il padre e il fratello Theo, che riguardano più la psicanalisi che gli affetti, come quelli con Paul Gauguin, le crisi religiose, gli amori infelici, il mondo della pittura parigina di fine Ottocento, gli impressionisti, i bevitori d'assenzio, il successo postumo di van Gogh sono alcuni degli elementi sviscerati in questa serie di Alle otto della sera: da parte di un autore noto per le sue biografie brillanti e innovative su alcuni protagonisti del Novecento e che ora, con Vincent van Gogh e con una biografia di Gabriele d'Annunzio in uscita da Mondadori, ha allargato i suoi studi all'Ottocento.
  • Venti divi, venti film

    Da Via col vento a Titanic. Oltre sessanta anni di film. Trame, scene, facce, battute. Miti e divi. La supremazia statunitense. La swinging London di Julie Christie. La Francia della nouvelle vague. L'Italia dei grandi maestri. I retroscena e le battaglie di produttori e registi per portare a termine le loro opere. Giovanna Gagliardo ha pescato nella sua memoria venti film, venti attori, venti storie da raccontare in 20 appuntamenti, sera dopo sera, dal 25 febbraio al 22 marzo, nel nuovo ciclo "Alle otto della sera" cercando di ricostruire anche emozioni, reazioni e illusioni suscitate dal grande cinema.
  • Venti imperatori romani

    Un viaggio attraverso la secolare storia dell'impero romano, scandito dalle figure di venti imperatori emblematici, significativi, nel bene e nel male, di una vicenda grandiosa e tormentata: Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Vespasiano, Tito, Traiano, Adriano, Marco Aurelio, Commodo, Caracalla, Massimino il Trace, Valeriano, Aureliano, Diocleziano, Costantino, Giuliano, Teodosio, Giustiniano. In ogni puntata, il racconto è centrato sulla personalità di un singolo sovrano, per aprirsi su problematiche di carattere generale, riguardanti sia la vita di palazzo sia i più ampi scenari della romanità.
  • Vite da Logico

    "Vite da logico" e' quello che dice di essere: un racconto della logica attraverso le vite, le morti e i miracoli dei suoi principali protagonisti, dai greci ai nostri giorni. Piergiorgio Odifreddi racconta in venti puntate quelle idee, quei fatti e quegli aneddoti che esistono anche in una materia apparentemente tecnica e arida, come puo' essere a prima vista la logica. Si tratta di un racconto come quelli che si facevano una volta sotto gli alberi nelle sere d'estate, o attorno al caminetto nelle sere d'inverno. Un racconto che narra le (dis)avventure personali dei maggiori logici, e le loro massime conquiste intellettuali: prima fra tutte, la costante ripulitura del linguaggio dalla ruggine generata dalla metafisica. Il racconto non istiga naturalmente, sulla scia di Platone, al parricidio dei malpensanti e dei metafisici, ma vorrebbe comunque contribuire a diffondere quell'arte marziale intellettuale che permette di contenere le loro escandescenze, e che va appunto sotto il nome di logica: la stessa usata dagli investigatori polizieschi o scientifici, da Sherlock Holmes a Kurt Godel, per smascherare gli assassini del pensiero chiaro e distinto, che dai pulpiti e dagli schermi continuano a perpetrare, in varie forme, "le menzogne di Ulisse".
  • Vite sprecone

    Nel racconto di Galdo, si intrecciano sprechi di beni materiali e immateriali. Si parte dal cibo, visto che gli italiani in media gettano nel cestino circa il 20 per cento della spesa di pane, pasta e carne, e si passa poi ai consumi energetici che hanno determinato un deficit di risorse naturali preoccupante: ne consumiamo più di un terzo di quelle che la Terra è in grado ogni anno di riprodurre. Lo spreco ci sommerge, e la spazzatura invade le nostre città. Si affronta poi la grave crisi economica in corso, e le opportunità che offre. A partire dalla possibilità di rivedere i nostri stili di vita, non rinunciando ai consumi ma eliminando appunto gli sprechi. Ovunque. Dalle case alle istituzioni pubbliche il dittico non sprecare diventa una sorta di undicesimo comandamento scolpito nelle nostre vite quotidiane.
  • Vittorio De Sica

    Il racconto sulla vita, la carriera, gli amori del grande regista Vittorio De Sica, vincitore di tre Premi Oscar, uno dei registi italiani più conosciuti del mondo, uomo versatile, spiritoso, grande giocatore d'azzardo e seduttore. La trasmissione ricostruisce i personaggi interpretati e le numerose, divertenti caratterizzazioni di De Sica, a cominciare dagli inizi della carriera, ai primi del Novecento, quando il giovane Vittorio seppe fondere, come attore e come cantante, la tradizione della più popolare canzone napoletana e le innovazioni del Futurismo. Insomma, una grande biografia, una grande avventura, una grande storia che potrà piacere a chi c'era quando Vittorio recitava e dirigeva i suoi film e a chi non c'era, poiché i suoi film vivono una costante, meravigliosa, poetica primavera.