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10 febbraio 2010

IL PROGETTO RAI PER IL DTT

Fino a pochi anni fa, la “casa intelligente” era un fatto futuristico e poco aveva a che fare con il televisore. Oggi e domani, invece, l’“intelligenza” risiede e risiederà in quell’oggetto che milioni di famiglie hanno in salotto. Entrare in casa anziché uscire di casa per usufruire di servizi di ogni genere: ecco la rivoluzione che il digitale terrestre si sta facendo carico di condurre. Ed è questa la riflessione che sta alla base della strategia Rai nell’offerta del Dtt, la filosofia che ci ha guidati nella scelta della direzione da prendere: offrire contenuti televisivi e servizi a valore aggiunto che possano rendere la vita dei cittadini più semplice, nella piena condivisione del ruolo di servizio pubblico.

Con l’avvio della nuova RaiUtile, lunedì 25, Rai segnerà pertanto una tappa fondamentale nel processo di cambiamento culturale del Paese, con un ricordo a quando la sfida era un’altra ma, per alcuni aspetti, simile.

Era il 1960 quando il professor Alberto Manzi appariva per la prima volta sugli schermi con “Non è mai troppo tardi”, l’impegno Rai per la lotta all’analfabetismo, portato avanti con uno stile didattico e comunicativo di rara efficacia. Oltre quarant’anni dopo, Rai rinnova l’impegno di “alfabetizzare” fasce di popolazione italiana, con contenuti e contesti diversi. Questa volta, la sfida è quella di avvicinare alle applicazioni telematiche un target attualmente escluso. Una vocazione propria della storia della nostra azienda, che, con forme ed espressioni diverse, continua in una sorta di crescita naturale.

Informazioni ai cittadini, possibilità di avere uno “sportello” in casa per interfacciare enti dello Stato, ma anche giochi pubblici e servizi di pagamento. Una tv dal dna fortemente orientato a quella promessa intrinseca nel nome di canale, e una tv che vive sulle sue due anime di contenitore redazionale, informativo e di intrattenimento e quella di portale di servizi interattivi. Il digitale terrestre è infatti una tecnologia per la televisione, che deve utilizzare i contenuti televisivi per comunicare i servizi e viceversa, in una costante integrazione e interazione.

 

Per realizzare i contenuti di pubblica utilità, Rai ha chiuso e sta chiudendo accordi con la Pubblica amministrazione centrale e locali, con le quali sta anche partecipando ai bandi Cnipa e Fub. L’attenzione che Comuni, Province e Regioni hanno dimostrato verso questo tema ci ha ulteriormente motivato e convinto che portare servizi locali in tv con il digitale terrestre è la naturale risposta a una domanda molto sentita da parte dei cittadini, ma anche di un mondo, quello della Pubblica Amministrazione, che sempre più sente l’esigenza di canali di comunicazione efficaci e trasparenti verso il suo pubblico. In tale scenario, Rai, per definizione ente rivolto al “pubblico” sembra realizzare ancora una volta la sua vocazione di azienda vicina alla gente.

 

Roberto Sergio
Direttore Centrale “Area Editoriale Nuovi Media e Digitale Terrestre“ Rai

 

L’offerta Rai per il digitale terrestre comprende al momento i canali presenti anche su piattaforma analogica (RaiUno, RaiDue, RaiTre), alcuni dei canali satellitari (RaiSport, RaiEdu, RaiNotizie24 reso interattivo), il Televideo interattivo, i canali radio e il quinto canale della filodiffusione. Inoltre, sono stati realizzati due canali specifici, RaiUtile e RaiDoc, canale che nasce per offrire contenuti qualitativamente importanti e destinati a un target alto. Inoltre, RaiDoc ingloba RaiFutura, l’”officina” in cui si sperimentano nuovi format televisivi. L’offerta si completerà presto con un canale dedicato ai bambini, oltre che di nuovi servizi interattivi.


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